DAL CASPIO AL MEDITERRANEO: MATTARELLA ALL’UNIVERSITÀ “AZERBAIJAN DIPLOMATIC ACADEMY” DI BAKU

DAL CASPIO AL MEDITERRANEO: MATTARELLA ALL’UNIVERSITÀ “AZERBAIJAN DIPLOMATIC ACADEMY” DI BAKU

BAKU\ aise\ - “Era mio desiderio avere la possibilità, nel quadro della mia visita, di un incontro pubblico e, in particolare, di un dialogo con voi studenti, e sono lieto del fatto che tra di voi, sino a pochi mesi fa, vi fossero anche due studenti italiani, che hanno conseguito un master di secondo livello”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi si è recato presso l’Università “Azerbaijan Diplomatic Academy” di Baku, dove ha tenuto in intervento sul tema “Azerbaigian e Italia: le radici profonde di un’amicizia in evoluzione e il futuro della nostra collaborazione”.
“L’avvenire dell’Azerbaigian risiede in larga parte nelle vostre mani, chiamati come sarete a determinare il futuro del Vostro Paese e delle sue relazioni internazionali, a partire dai legami con le nazioni geograficamente a Voi più vicine, a quelli con i partner dell’area del Grande Mediterraneo, ai quali si è rivolta la vostra attenzione in anni più recenti, l’Italia fra questi”, ha aggiunto Mattarella, il primo Capo dello Stato italiano in visita ufficiale nel Paese. Anche per questo, il Presidente ha voluto ripercorrere “la strada compiuta insieme” per “provare ad accennare ad alcune possibili direttrici per l’ulteriore sviluppo delle nostre relazioni”.
Nel suo intervento Mattarella ha citato “la più orientale delle iscrizioni romane pervenute sino ai nostri giorni” ritrovata a Gobustan, dove “alla fine del I secolo dopo Cristo, si trovava la Legione XII, cosiddetta “Fulminata”, a sostegno del Regno dell’Albania Caucasica, con cui Roma intratteneva rapporti politici e commerciali”, a testimonianza di relazioni per così dire “bilaterali” che affondano le radici nel tempo e che non si sono mai interrotte. Ne scrisse anche Marco Polo nel Milione, ha ricordato il Capo dello Stato, prima di citare “recenti studi dell’Accademia nazionale delle Scienze dell’Azerbaigian, intrapresi dal professor Farid Alakbarli, che ci hanno restituito una messe di manoscritti che testimoniano la costanza dei contatti tra le diverse dinastie che hanno regnato in questa regione e gli Stati italiani”.
Un “secolare percorso”, dunque, che “raggiunse un autentico punto di svolta nella seconda metà del XIX secolo, quando la crescente industrializzazione delle attività estrattive proiettò l’Azerbaigian nel “grande gioco” dei commerci e della politica mondiale. L’Azerbaigian si trovò ad essere, con la messa a disposizione delle proprie ingenti risorse energetiche, interprete e protagonista del più imponente processo di modernizzazione nel mondo, segnando nel profondo i modelli di vita del XX secolo. L’impulso innescato da questa dinamica si riflette ancora oggi nelle strade di questa splendida città e non è assente, tra i fregi e le sculture che adornano le strade del centro storico di Baku, la mano di architetti e artigiani italiani che qui lavorarono nei decenni a cavallo tra Ottocento e Novecento. In quel periodo, si assistette anche a una forte crescita dell’interesse di industriali, commercianti, studiosi e diplomatici italiani nei confronti di quest’area. È in un clima di apertura, dinamismo e disponibilità alla convivenza pacifica che, proprio cento anni fa, nacque la Repubblica Democratica dell’Azerbaigian”.
“Colpisce, laddove si consideri con la debita attenzione il contesto storico-politico nel quale tale scelta maturò, la decisione dei padri costituenti azerbaigiani di costituire uno Stato laico, primo nel contesto islamico ad assicurare il diritto di voto alle donne, ventotto anni prima dell’Italia”, ha sottolineato Mattarella. “Quella Repubblica fu un valoroso esempio di democrazia, attraverso l’istituzione, sul finire del 1919, di un corpo legislativo provvisorio e la previsione di un Parlamento che sarebbe stato composto da 120 membri, rappresentativi di tutte le componenti della società di allora. Suscita attenzione l’attribuzione di seggi – accanto alla componente maggioritaria, quella di etnia azerbaigiana – alle minoranze armena, russa, ebraica, tedesca, polacca e georgiana. Un chiaro esempio di Stato moderno capace di ricomprendere, nel perimetro dei diritti di cittadinanza, tutta la popolazione, indipendentemente dalla cultura di origine. Con quella Repubblica l’Italia intrattenne contatti proficui, stabilendo a Baku una propria rappresentanza ufficiale”.
Nei successivi decenni, “l’Italia – seguendo una tradizione e una vocazione millenaria – rimase una “porta” verso l’Occidente. Grazie alla forza della cultura e ai nostri legami di amicizia, i rapporti tra Azerbaigian e Italia non furono mai spezzati”, ha ribadito il Capo dello Stato. “Quella tra i nostri popoli è un’affinità che affonda le sue radici nella storia e che la nuova indipendenza dell’Azerbaigian ci ha consentito di rilanciare con vigore. Oggi, il ponte tra Caspio e Mediterraneo è più importante che mai”, ha rimarcato Mattarella, sostenendo che “proprio guardando al futuro, l’Italia si rivolge all’Azerbaigian come a un partner cruciale e a un elemento qualificante di quel “grande Mediterraneo” in cui il nostro Paese è protagonista”.
“L’Unione Europea, fattore determinante di equilibrio e progresso nell’intera area, contribuirà, per la sua parte, al consolidamento di un sistema di relazioni internazionali sempre più orientato alla pacifica convivenza di Stati e popoli”, ha aggiunto. “Un orizzonte comune, dunque, quello cui ci rivolgiamo, nel quale, a nostro giudizio, l’area caucasica riveste un ruolo di cerniera tra continenti, influenzando, in modo vitale, l’equilibrio della regione mediterranea, da un punto di vista politico, economico e culturale, oltre che per la sicurezza di tutto l’arco strategico che unisce l’Europa Occidentale e Orientale, il Medio e l’Estremo Oriente”.
Citato il “processo di stabilizzazione della Regione” così “vitale anche per noi” e la “dolorosa questione del Nagorno-Karabakh”, che al contrario “costituisce un ostacolo innegabile alla pacificazione del Caucaso”, Mattarella ha sostenuto che “nel primario interesse di tutte le popolazioni coinvolte, occorre che la risoluzione del conflitto sia assolutamente pacifica, e si basi sulle norme e i principi della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, facendo pieno riferimento ai cosiddetti “principi di Madrid” e alle disposizioni dell’Atto Finale di Helsinki. L’Azerbaigian rappresenta uno snodo di fondamentale importanza tra diverse macro-aree sociali, culturali e politiche. “Ponte” tra Est e Ovest; partner importante per l’Unione europea e la NATO, elemento di equilibrio e dialogo tra Iran, Russia, Turchia e le straordinarie eredità culturali delle quali questi Paesi sono portatori”.
“Attraverso l’equilibrata politica estera condotta negli ultimi decenni, Baku si è accreditata quale protagonista del dialogo regionale”, ha riconosciuto Mattarella, confermando che “l’Italia sarà lieta di continuare a assecondare lo sforzo dell’Azerbaigian nel contribuire alla stabilità e allo sviluppo della pace nella Regione”.
“Cari studenti, ho più volte posto l’accento, in questo intervento, sull’importanza dei valori di convivenza pacifica e apertura che l’Azerbaigian ha saputo coltivare. Ed è su questo tema che vorrei tornare, prima di concludere il mio intervento. Questa città – ha osservato – ospita qualificati rappresentanti dell’Islam, dell’Ebraismo e del Cristianesimo, ortodosso, cattolico e protestante. Un elemento, questo, di straordinario significato. Osserviamo, con attenzione e soddisfazione, la volontà di valorizzare e perpetuare, auspicabilmente con sempre maggior convinzione e portata, il modello di vita in comune sviluppato dalle diverse etnie e religioni. Una esperienza che offre agli azerbaigiani, specie ai più giovani, attrezzi utili a confrontarsi con il resto del mondo. Secondo un proverbio azerbaigiano, “una casa senza un ospite è come un mulino senz’acqua” L’accoglienza, la generosità e il confronto tra donne e uomini di culture, etnie e confessioni diverse costituiscono valori irrinunciabili, poiché solo coltivando il dialogo con l’“altro” siamo in grado di ampliare i nostri orizzonti, comprendere le sensibilità dei diversi popoli, riconoscere e affrontare le sfide, costruire il bene comune nelle nostre società”.
“Soltanto in questo modo – ha sottolineato Mattarella – siamo in grado di garantire, a ciascuno, il pieno rispetto di quei diritti fondamentali che sono alla base dello sviluppo di ogni comunità ordinata”.
Il capo dello stato si è quindi detto “orgoglioso” del fatto che “nell’ampio spettro delle nostre relazioni bilaterali, i rapporti culturali abbiano un ruolo centrale, grazie alla moltiplicazione delle iniziative adottate negli ultimi anni. La maturazione delle civiltà dipende in maniera essenziale dalla reciproca influenza che ciascuna cultura è capace di ricevere e di esercitare sulle altre con cui si confronta”.
“Presenzierò domani, insieme al Presidente Aliyev, all’inaugurazione di una mostra, dall’alto significato simbolico, che prevede l’esposizione dei ritratti – custoditi in Italia, a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi – dello Shah Ismail, fondatore della dinastia safavide e importante poeta in lingua azera, e di suo figlio Tahmasp”, ha anticipato Mattarella. “Conosco il rilievo storico e il valore letterario-culturale che il popolo azerbaigiano attribuisce alla vicenda dello Shah Ismail, e per questo vorrei rinnovare il mio ringraziamento agli Uffizi e alla Fondazione “Heydar Aliyev”, che hanno compreso appieno il significativo portato simbolico dell’iniziativa, rendendone possibile l’inaugurazione durante questa visita. È particolarmente significativo che si stiano allacciando nuovi legami, soprattutto tra le giovani generazioni. L’Italia è divenuta, nel volgere di pochi anni, la principale destinazione degli azerbaigiani desiderosi di studiare nei Paesi dell’Unione Europea”.
“Nello scorso anno accademico, abbiamo registrato oltre cinquecento nuove immatricolazioni nelle nostre università da parte di studenti azerbaigiani che si iscrivono a corsi di specializzazione post-laurea. L’Italia – ha assicurato – sostiene attivamente le loro ambizioni, anche attraverso un appoggio concreto offerto ai più meritevoli. L’Azerbaigian è uno dei 15 Paesi al mondo ai quali è destinato il programma “Investi il tuo talento in Italia”, che sta riscuotendo un grande successo: tra breve, procederemo alla consegna in questa sede di alcune di queste borse di studio. La nutrita schiera di studenti azerbaigiani in Italia, da un lato, e la presenza qui di una qualificata e operosa comunità italiana costituiscono il miglior investimento dei nostri Paesi per la crescita delle relazioni bilaterali”.
“Da parte italiana, auspichiamo un approfondimento dei nostri rapporti bilaterali in tutti i settori della vita culturale ed economica, sulla base di rapporti politici frequenti e articolati, per far sì – ha concluso – che il ponte tra i nostri due mari, così prezioso per entrambi i Paesi, possa condurci verso traguardi ancora più ambiziosi di quelli, pur tanto rilevanti, raggiunti nell’ultimo quarto di secolo”. (aise) 

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