DECRETO FISCALE BREXIT E MANOVRA DI BILANCIO NELLA NEWSLETTER DELL’ON. UNGARO (PD)

DECRETO FISCALE BREXIT E MANOVRA DI BILANCIO NELLA NEWSLETTER DELL’ON. UNGARO (PD)

ROMA\ aise\ - Il Decreto Fiscale e la Legge di Bilancio, la Brexit e la carta di identità elettronica, senza dimenticare le elezioni europee in programma nel 2019. Di questi i temi che Massimo Ungaro, deputato Pd eletto in Europa, riassume nell’ultima newsletter del 2018.
Una newsletter “più corposa delle precedenti”, spiega il deputato ai suoi elettori, “per darvi conto - nella prossima pausa natalizia - di quanto è stato fatto negli ultimi mesi del 2018. Con l'occasione auguro a voi e ai vostri cari buone Feste e felice Anno Nuovo!”.
Il testo della newsletter.
DL FISCALE: UN REGALO AGLI AMICI DELLA LEGA, UNO SCHIAFFO AGLI ONESTI
Come membro della Commissione Finanze ho seguito da vicino il decreto fiscale approvato qualche giorno fa, un provvedimento disorganico, sbagliato e discriminatorio. Non si tratta di una legge di riordino complessivo o di una vera "pace" fiscale come hanno cercato di vendere Salvini e Di Maio agli italiani. Bensì di una serie di micro-sanatorie a discapito di chi le tasse le ha sempre pagate in tempo, insomma i cittadini onesti. Si introduce una tassa crudele sulle rimesse che gli immigrati nel nostro paese inviano nei paesi extra-UE e si indebolisce lo strumento della fatturazione elettronica.
In compenso il Governo ha trovato fondi per fare un bel “regalo” ai produttori di sigarette elettroniche, grandi finanziatori della Lega: con il taglio delle imposte per i loro prodotti e un mega condono dei debiti tributari pregressi (pari al 5% del dovuto!). Nel caso di Vapoart, secondo fonti stampa, questa norma porterebbe a un risparmio di 1.9 milioni di euro, la stessa azienda che diede 75 mila euro alla Lega: un ritorno pari a 25 volte il capitale investito, un ottimo affare. Insomma, se voti Salvini, vinci un condono! Ora potremo dire che almeno una promessa l'hanno mantenuta (e poco importa se nel 2013 la Lega si era dichiarata contraria alle sigarette elettroniche...). Ignorati invece i nostri emendamenti al DL Fiscale a favore degli italiani all'estero che prevedevano l'estensione dell'esonero dell'IMU, l'introduzione di una nuova tessera sanitaria TEAM per una migliore assistenza agli AIRE e l’ampliamento della platea dei beneficiari degli sgravi fiscali per i lavoratori impatriati, misura del mio piano “Cervelli, cuori e braccia".
BREXIT: NECESSARIO PREPARARSI AD OGNI EVENIENZA
È concreta la possibilità di un'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea senza un accordo tra le parti. Le conseguenze di tale evento sono quasi inimmaginabili dal punto di vista sociale, economico e politico. L'Italia non può farsi trovare impreparata e per questo motivo ho presentato una proposta di legge delega e chiesto l'istituzione di una Commissione Bicamerale sulla Brexit. Due proposte di legge per adattare il quadro normativo italiano in caso di “no deal”, sottoscritte alla Camera dai capigruppo PD Graziano Delrio, Lia Quartapelle, Piero De Luca e Angela Schirò a tutela degli oltre 700.000 italiani in Regno Unito e degli oltre 30.000 britannici in Italia, delle nostre imprese e di quelle straniere che lavorano nella Penisola, dei nostri scambi finanziari e commerciali, dei rapporti culturali tra Italia e Regno Unito.
LEGGE DI BILANCIO: SOLO NO AGLI ITALIANI ALL’ESTERO
Ho presentato un ordine del giorno alla Legge di Bilancio 2019 dove contesto alla maggioranza Lega-M5S-MAIE di aver respinto tutti i nostri emendamenti presentati a favore degli italiani all'estero. Emendamenti che prevedevano maggiori risorse per i consolati, l'esenzione dell'IMU e della TARI, la copertura sanitaria per tutti gli AIRE, la salvaguardia del voto alle elezioni europee, contro la riduzione di fondi per Comites, CGIE e Camere di Commercio, il prolungamento del Fondo per la cultura italiana nel mondo, il potenziamento e la semplificazione degli sgravi fiscali per attirare capitale umano in Italia.
ALLE ELEZIONI EUROPEE DEL 2019 SIA CONCESSO DI VOTARE NEI CONSOLATI ANCHE AGLI ITALIANI CHE NON RISIEDONO NELL'UE
Anche in questo ambito non si capisce la direzione di Palazzo Chigi. Mentre appare abbastanza probabile che nel prossimo futuro l'Esecutivo guardi solo al traguardo delle elezioni europee del 26 maggio 2019, non è altrettanto chiaro se il Governo tenga conto che il prossimo anno un milione di elettori italiani e residenti all'estero non potrà votare per il rinnovo del Parlamento UE a meno di non intraprendere uno "scoraggiante" - in termini di propensione alla partecipazione al voto - viaggio nella Penisola per esercitare questo diritto. Per la prima volta al voto non parteciperà infatti il Regno Unito a causa dell’esito del referendum del 2016 sulla Brexit dall’Unione Europea. E la Svizzera con i 300.000 connazionali residenti non ne fa, come è noto, parte. Alle elezioni europee in effetti non si applica il sistema di voto per corrispondenza: gli elettori italiani aventi diritto e stabilmente residenti nei Paesi dell’UE, possono infatti recarsi presso le apposite sezioni elettorali istituite in loco dalla rete diplomatico-consolare italiana. Sarebbe quindi più che sensato, come ho chiesto ai Ministri Moavero e Salvini, che fosse concesso votare presso le nostre rappresentanze consolari a tutti gli italiani residenti nello spazio geografico europeo per includere paesi come la Svizzera e la Gran Bretagna.
PARTIRE SUBITO CON IL RILASCIO DELLA CARTA D'IDENTITÀ ELETTRONICA PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per tramite del Sottosegretario Merlo, ha risposto alla mia interrogazione sulle modalità e la tempistica di rilascio della carta d'identità elettronica nei confronti degli italiani all'estero e iscritti all'AIRE. Mi conforta il fatto che si sia ribadito come la questione sia una priorità per il MAECI, di concerto con quello dell'Interno, ma mi preoccupa la criticità rappresentata dalle modalità di collegamento tra il sistema di identificazione unica della persona afferente al MAECI e a quello facente capo al Viminale. Tema che si pone anche per l’incrocio dati delle tessere TEAM per la copertura del servizio sanitario nazionale anche a soggetti che non risiedono più in Italia e che costa svariati milioni di euro al bilancio dello Stato. Occorre partire subito con la carta d’identità elettronica e fare presto per raggiungere l’obiettivo della completa entrata a regime del sistema”. (aise) 

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