DORTMUND: IL CONSOLE GIORDANI VISITA I CONNAZIONALI DETENUTI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE

DORTMUND: IL CONSOLE GIORDANI VISITA I CONNAZIONALI DETENUTI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE

DORTMUND\ aise\ - Anche quest’anno, in prossimità delle festività natalizie, il Console d’Italia a Dortmund Franco Giordani ha visitato i detenuti italiani sottoposti a regime di carcerazione nei penitenziari tedeschi della circoscrizione consolare.
Gli istituti penitenziari presenti nella circoscrizione consolare di Dortmund sono 15, dislocati nei 3 distretti governativi di Arnsberg, Münster e Detmold. Vi sono reclusi circa sessanta connazionali.
Il giro di visite – riporta il Consolato – è iniziato il 21 novembre presso il carcere di Hamm ed è terminato il 14 dicembre nel carcere aperto di Castrop-Rauxel. In questo lasso di tempo sono stati visitati i prigionieri italiani detenuti negli istituti di Bielefeld Senne e Bielefeld-Brackwede, Hövelhof, i due penitenziari di Bochum, Gelsenkirchen, Dortmund, Hagen, Schwerte e Werl. Tra questi istituti penitenziari, spiega il Consolato, ci sono sia carceri chiusi, sia aperti: in questi ultimi, i detenuti hanno la possibilità di effettuare una formazione professionale per il reinserimento nel mondo del lavoro e di tornare a casa per il fine settimana una o due volte al mese.
Oltre a portare personalmente ai connazionali gli auguri natalizi e un panettone - insieme ad alcuni prodotti offerti dalla Ferrero – la visita, sottolineano da Dortmund, “si è sempre rivelata particolarmente utile per far sentire loro la vicinanza dello Stato italiano, nonché per instaurare rapporti di collaborazione, già avviati negli anni precedenti, con i direttori degli istituti penitenziari. Ciò si è rivelato fondamentale, inoltre, per ascoltare eventuali problemi o richieste dei detenuti italiani, capire quali siano le loro esigenze, nei limiti consentiti dalla legge (ad esempio avere un quantitativo di ore più consistente da dedicare alla lettura in biblioteca o alla palestra, telefonate più frequenti con i familiari, libri in italiano per l’apprendimento della nostra lingua da parte delle seconde o terze generazioni, richiedere la carta d’identità, ecc.)”.
Il riscontro “è stato sempre positivo circa il mantenimento di buoni rapporti instaurati con i dirigenti degli istituti penitenziari che permettono di agevolare l’approvazione delle richieste dei nostri connazionali detenuti”, conclude il Consolato. “Le visite sono state sempre accolte con entusiasmo e calore umano sia dai detenuti che dai direttori dei penitenziari, entrambi i quali hanno ritenuto importante la presenza del Console per evidenziare la nostra vicinanza e disponibilità”. (aise) 

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