"ERA DIGITALE E CYBERBULLYING TRA OPPORTUNITÀ, RISCHI E SFIDE EDUCATIVE": SE NE PARLA ALL’IIC DI PECHINO

"ERA DIGITALE E CYBERBULLYING TRA OPPORTUNITÀ, RISCHI E SFIDE EDUCATIVE": SE NE PARLA ALL’IIC DI PECHINO

PECHINO\ aise\ - Nell’ambito delle conferenze dell’Agorà della Cultura - Caffè della Pedagogia, l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino ospiterà la conferenza "Era digitale e cyberbullying tra opportunità, rischi e sfide educative". L’evento, che sarà a cura di Vera Cuzzocrea, è organizzato in collaborazione con la Scuola Italiana dell'Ambasciata a Pechino e si svolgerà domani, lunedì 23 aprile, dalle ore 18.30 alle 20.00, nell’auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura. L’ingresso sarà libero.
Internet può essere uno strumento con molti vantaggi, è utile oltre che affascinante e facilmente accessibile. È però anche uno scenario di possibili contenuti e comportamenti dannosi per lo sviluppo evolutivo di bambini, bambine e adolescenti che ne fanno un uso sempre più massiccio.
Sono cresciute in modo esponenziale negli ultimi anni alcune condotte a rischio come il bullismo. Si tratta di un fenomeno studiato da tempo, molto diffuso e considerato un problema di salute pubblica che può provocare delle importanti conseguenze psicologiche.
Il cyberbullismo, malgrado sia considerato dai ragazzi e dalle ragazze il fenomeno sociale più pericoloso, spesso resta sommerso: spesso le vittime non si confidano, per paura, vergogna o per perché pensano che nessuno possa aiutarle. Dalle statistiche risulta peraltro che solo sporadicamente vengano aiutate da chi assiste alle prepotenze, aspetto che non aiuta né l’emersione del problema né il supporto emotivo della vittima stessa.
Le forme di cyberbullismo più frequenti e percepite come maggiormente pericolose sono: la ricezione di messaggi volgari, cattivi o offensivi e l’isolamento sociale. La dimensione relazionale è fondamentale poiché il bullismo, online e offline, è soprattutto un fenomeno di gruppo.
Le caratteristiche del fenomeno producono degli effetti che amplificano le possibili conseguenze su un piano psicologico e comportamentale: molti sono gli esiti che rischiano di compromettere il percorso evolutivo di tutti i protagonisti, vittime, bulli, bulli-vittime e spettatori.
Diverse sono le cause studiate in letteratura ovvero gli ambiti su cui intervenire per ridurre i rischi e sono rintracciabili sia a livello individuale che relazionale, culturale, sociale. Molti sono anche gli interventi attivati a livello internazionale, sia per prevenire il fenomeno, sia per contrastarlo, a livello educativo e normativo. Le strategie più efficaci sono orientate, da una parte, verso una maggiore formazione e conoscenza da parte degli adulti, sia degli strumenti per riconoscerlo, sia di quelli per intervenire in modo efficace. Dall’altra, le strategie mirano a sensibilizzare i giovani sui rischi della rete, offrire loro maggiori occasioni di responsabilizzazione e, in generale, alla diffusione di una complessiva politica di promozione del benessere individuale e collettivo.
Vera Cuzzocrea è psicologa esperta in psicologia giuridica e psicoterapeuta ad orientamento breve. Ha un Dottorato di ricerca in Psicobiologia dell’Uomo con un progetto sul Bullismo e i comportamenti a rischio in adolescenza, tematica approfondita successivamente grazie a due incarichi di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e alla collaborazione con l’USR del Lazio – MIUR in qualità di membro del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio regionale permanente sul bullismo.
È attualmente impegnata come giudice onoraria presso il Tribunale per i Minorenni di Roma dove si occupa di seguire i giovani autori di reato coinvolti in progetti di messa alla prova e coordina per l’Ordine degli Psicologi del Lazio il Servizio “Spazio Ascolto e Accoglienza Vittime” di Tivoli, un progetto che ha creato e avviato insieme alla procura, all’avvocatura e all’azienda sanitaria locale di riferimento e che sta attualmente rientrando tra le esperienze riconosciute a livello regionale. Ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del child abuse prima collaborando con la Onlus Telefono Azzurro e poi occupandosi per diverse procure della repubblica e tribunali della raccolta della testimonianza di vittime particolarmente vulnerabili.
Ha incarichi come docente presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e si è occupata della formazione dei tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati per conto del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Lazio. E’ relatrice nell’ambito di diversi eventi congressuali e autrice di diverse pubblicazioni, tra cui una monografia - “(Al di là del) BULLISMO: analisi, traiettorie evolutive e spazi di azione (2010)”, Alpes, Roma – e varie opere collettanee - con M. Peci: “La cultura della legalità. Riflessioni, percorsi e prospettive”, MIUR-USR per il Lazio, Roma e con E. Picozza, L. Capraro e D. Terracina: “Neurolaw: An Introduction” (2016), Springer, Cham.
È vicepresidente oltre che cofondatrice di PsicoIus – Scuola romana di psicologia giuridica. (aise) 

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