EUGENIO MARINO: PURTROPPO IL PD HA SMESSO DI FARE POLITICA – DI STEFANO PELAGGI

EUGENIO MARINO: PURTROPPO IL PD HA SMESSO DI FARE POLITICA – di Stefano Pelaggi

BUENOS AIRES\ aise\ - "Dopo la disfatta del 4 marzo che consegna milioni di nostri lettori a Grillo e le dimissioni di Renzi, avrei voluto andare a recuperarli trovando un dialogo parlamentare e istituzionale con la parte politica nella quale si è rifugiato il nostro elettorato, senza spingere i Grillini in braccio a Salvini e Berlusconi". È quanto afferma il dirigente del PD Eugenio Marino, a lungo responsabile Italiani nel Mondo del partito, in una lunga intervista rilasciata a Stefano Pelaggi e pubblicata oggi dal quotidiano "L’Italiano", diretto da Tullio Zembo in Argentina.
"D. Marino, centrodestra e cinque stelle hanno trovato l’accordo e si sono presi le presidenze di Camera e Senato. Come commenta?
R. Da un punto di vista istituzionale mi fa piacere, perché usciamo subito da una condizione di stallo che poteva comportare problemi di stabilità, ripercussioni sui mercati finanziari, aumento di spread e preoccupazione delle cancellerie estere. Inoltre si sarebbe perpetuata la demagogia grillina di una presunta diversità e purezza che non esiste, perché loro sono nel sistema e parte integrante del sistema e fanno politica come tutti, senza apriscatole e senza rivoluzioni, ma con gli strumenti che utilizzano tutti partiti, mediazione e compromessi compresi. Da un punto di vista politico sono molto meno contento, perché il mio partito, baluardo democratico e baricentro della responsabilità in questo Paese negli ultimi 10 anni, dopo la sconfitta elettorale ha subito anche una sconfitta istituzionale e politica, confinato in un angolo senza alcun protagonismo.
D. Cioè, che cosa è successo al PD?
R. Cinque anni fa c’era una parte di elettori e parlamentari PD e del centro sinistra (SEL compresa) che sui social e in parlamento insorse rumorosamente contro la dirigenza del PD e il suo segretario di allora (Bersani) perché non voleva si votasse quella degna e seria persona che è Franco Marini a presidente della Repubblica, solo perché “gradito” a Berlusconi. Sull’onda dell’urlo di piazza “onestà”, Grillini è una parte di elettorato PD che bruciava la tessera davanti Montecitorio ci chiedevano di votare Rodotà. Peggio ancora, in parlamento una parte di eletti PD si organizzava e dichiarava candidamente: “noi votiamo Chiamparino”, senza mai specificare chi fosse quel “noi” e contribuendo ad affossare Marini e il PD. C’erano poi gli “indinados” di occupy PD che, sempre contro la dirigenza del nostro partito, occupavano le sedi. A qualcuno capitò anche di passare direttamente dall’occupazione di un circolo a quella di un seggio al parlamento europeo l’anno successivo. Oggi, tutti questi “puristi” di quei giorni, riluttanti verso Marini e indignati contro i Grillini che votano con Berlusconi, non hanno detto una sola parola nei giorni scorsi contro chi ha lasciato tranquillamente eleggere un presidente del Senato voluto, appunto, da Berlusconi, Salvini e di Maio e che milita dal 1994 in Forza Italia e sedendo in parlamento.
D. Quindi?
R. Quindi il PD ha rinunciato a fare politica. E ciò è avvenuto nel silenzio di coloro che cinque anni fa dimostravano ben altra reattività. Siamo all’angolo, irrilevanti nonostante siamo il secondo partito italiano. Un capolavoro. Il secondo in meno di un mese. In più, la parte che in questi anni ha governato tranquillamente con Alfano e a volte con Verdini (come i numeri parlamentari imponevano proprio al Senato) si mostra tardivamente indignata oggi dell’accordo M5S-centrodestra e denuncia il voltafaccia dei Grillini. Tra l’altro dimenticando di aver votato a sua volta la neo eletta presidente del Senato qualche tempo fa, proprio insieme a Berlusconi, quale membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Quindi non capisco perché noi possiamo votarla con Berlusconi al CSM e i Grillini non possono votarla con Berlusconi alla presidenza del Senato. Soprattutto nella totale assenza di iniziativa politica del PD che non ha voluto fare alcuna proposta di candidatura dopo che noi non abbiamo fatto alcuna mossa o proposta di figura di garanzia.
D. Allora ammette anche lei che il centrodestra e i penta stellati si sono dimostrati politicamente più abili di voi in questa fase?
R. I Grillini, com’è logico che sia in un sistema parlamentare e con una legge elettorale proporzionale, hanno preso atto della situazione in parlamento, sono usciti dalla retorica demagogica della “diversità”, della “onestà”, della “democrazia diretta”, del “no agli inciuci” e hanno cominciato a fare politica (finalmente), mediando e trovando intese possibili. Forse qualcuno si è trastullato troppo nel complesso di superiorità.
D. Ma gli elettori penta stellati digeriranno l’accordo con la destra di Berlusconi?
R. Guardi, oggi gli elettori dei cinque stelle non si indignano per un accordo fatto nei palazzi senza streaming, con l’unico interlocutore politico che si è offerto al confronto: il centro destra. E non si indignano perché hanno capito la situazione e sanno che non c’era alternativa, quindi semplicemente aspettano di vedere cosa succederà e valuteranno solo dopo l’operato dell’eventuale governo. Così come hanno capito che i Grillini non hanno tradito le sciocchezze impolitiche che hanno detto in questi anni e che noi invece abbiamo rincorso scimmiottato, ma hanno cominciato a fare quella politica che noi (sì, noi) abbiamo accantonato, rincorrendo una nuova e tardiva purezza che in politica è finzione e che non abbiamo avuto governando con i voti di una parte del centro destra di Alfano, Casini e Verdini. Perché il tema non è purezza o no, il tema è mediazione e capacità di trovare soluzioni possibili in una data situazione parlamentare. E riuscire o no ad avere un protagonismo politico: in questi giorni non lo abbiamo avuto e abbiamo fatto gli imbronciati contro chi non c’ha votato e ha votato per Grillo.
D. Marino, posso dire che mi sembra molto arrabbiato? Sta “rosicando” per questi accordi che forse non vi aspettavate?
R. Rosicando no, ma deluso e arrabbiato sì. Vede, come lei ricorderà, sono sempre stato critico col mio ex segretario, con le riforme costituzionali che ha voluto in parlamento e per come ha condotto l’azione di governo e la campagna referendaria. Eppure ho sostenuto con forza il governo, quelle riforme e il referendum perché, lo scrissi in un appello per il “sì”, perdendo quel referendum avremmo affossato tutto il PD e spianato la strada a Grillo e alla destra. E successivamente, ancora, non ho sostenuto Renzi al Congresso perché sostenni che si era rotto il legame tra lui e il Paese, quindi con la guida del PD di Renzi avremmo perso e consegnato il Paese a chi oggi vota insieme le massime cariche istituzionali. Quindi il mio primo impegno era rivolto a evitare che la destra di Berlusconi e Salvini arrivasse nuovamente alla guida del Paese. Quindi capirà che oggi, dopo la disfatta del 4 marzo che consegna milioni di nostri lettori a Grillo e le dimissioni di Renzi, avrei voluto andare a recuperarli trovando un dialogo parlamentare e istituzionale con la parte politica nella quale si è rifugiato il nostro elettorato, senza spingere i Grillini in braccio a Salvini e Berlusconi.
D. Insomma, dal 2011 siete stati protagonisti in parlamento e avete fatto e disfatto ogni cosa decidendo le sorti del Paese, ora siete spettatori. Penso sia la democrazia, giusto?
R. Purtroppo non è proprio così. In questi anni non abbiamo mai avuto una nostra maggioranza per governare da soli o col centro sinistra e abbiamo assunto sempre la responsabilità di governare le fasi peggiori della crisi economica degli ultimi decenni con gli altri, da Monti in poi, raccogliendo molto scontento, com’è normale in queste fasi, ma perché mettevamo davanti a tutto il bene del Paese, poi quello del partito e infine quello dei suoi dirigenti. Oggi abbiamo rinunciato a quel senso di responsabilità e di primato del Paese capovolgendo le priorità e mettendo in secondo piano l’interesse del Paese, che è quello di non lasciarlo da solo in mano a questa destra. Speriamo che i nostri elettori, nonostante tutto e noi, non ci penalizzeranno ulteriormente". (aise) 

Newsletter
Archivi