EUROBAROMETRO SPECIALE: QUANTO È EQUA LA VITA NELL'UE?

EUROBAROMETRO SPECIALE: QUANTO È EQUA LA VITA NELL

BRUXELLES\ aise\ - La maggior parte degli europei ritiene che la vita nell'UE sia equa, ma c'è preoccupazione per la giustizia, le decisioni politiche e le disparità di reddito. È quanto emerge da sondaggio svolto da Eurobarometro i cui risultati, insieme alle ricerche scientifiche più recenti, saranno utilizzati dal Centro Comune di Ricerca - il servizio della Commissione europea dedicato alla scienza e alla conoscenza – per continuare a costruire una base di conoscenze a sostegno delle politiche UE volte a creare una società più equa.
L'equità è al centro delle priorità politiche della Commissione europea: i risultati dell'Eurobarometro speciale pubblicato oggi permetteranno di intervenire su temi di ampio respiro relativi all'iniquità percepita in materia di occupazione, istruzione, sanità e nella società in generale.
Secondo l'Eurobarometro, la maggioranza degli europei ritiene che la maggior parte di ciò che accade nella loro vita sia equo e pensa di disporre di pari opportunità per il futuro. Gli europei non sono tuttavia altrettanto convinti che la giustizia e le decisioni politiche siano applicate in modo equo e coerente nei rispettivi paesi, e ciò indipendentemente dallo status sociale, dalle disponibilità economiche e dalle relazioni.
La stragrande maggioranza ritiene inoltre che le disparità di reddito siano troppo ampie e che i governi dovrebbero intervenire in proposito, mentre meno della metà ritiene che le pari opportunità e il proprio status sociale siano migliorati nel tempo.
"L'equità è un elemento essenziale nella costruzione di un'Europa più resiliente e coesa”, sottolinea il Commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport Tibor Navracsics, responsabile anche per il Centro Comune di Ricerca. “Le nostre iniziative in questo ambito devono basarsi su solide basi, ma allo stesso tempo tenere conto dei valori e delle percezioni dei cittadini europei. Sono orgoglioso del fatto che l'attività del Centro Comune di Ricerca ci aiuti ad accrescere la conoscenza su entrambi i fronti, contribuendo in modo essenziale ai nostri sforzi per creare un'Europa migliore per il futuro".
I principali risultati dell'indagine Eurobarometro riguardano l'istruzione, il reddito, lo status sociale e la mobilità intergenerazionale, nonché la percezione del fenomeno migratorio e della globalizzazione, essendo il primo uno dei fattori delle crescenti disparità e il secondo un indicatore dell'orientamento politico, che spesso determina l'atteggiamento nei confronti dell'equità e delle disparità.
Qualche dato
Oltre la metà degli intervistati ritiene che le persone abbiano pari opportunità di progredire (58 %). Questa cifra nasconde tuttavia notevoli disparità regionali: l'81% degli intervistati è di questo parere in Danimarca, ma solo il 18% in Grecia.
Le risposte rivelano meno ottimismo circa l'equità in settori specifici. Solo il 39 % crede che la giustizia prevalga sempre sull'ingiustizia, mentre la stessa percentuale di intervistati non è d’accordo. Ancora più pessimisticamente, solo il 32% ritiene che le decisioni politiche siano applicate in modo coerente nei confronti di tutti i cittadini e il 48 % non è d'accordo. In generale, le persone sono più inclini a ritenere la situazione equa se sono più istruite, più giovani e in una posizione migliore.
La stragrande maggioranza degli intervistati ritiene che le differenze di reddito siano troppo elevate (84%); di questa opinione è il 96% in Portogallo, il 92% in Germania, il 59% nei Paesi Bassi. In tutti i paesi, tranne la Danimarca, più del 60% è d'accordo sul fatto che i governi dovrebbero intervenire per ridurre le disparità.
Per cavarsela nella vita, una buona salute e un'istruzione di qualità sono considerate essenziali o importanti rispettivamente dal 98% e dal 93% degli intervistati. Anche lavorare sodo e conoscere le persone giuste sono considerati fattori essenziali o importanti da oltre il 90% degli intervistati. Meno importanza viene attribuita al fatto di provenire da una famiglia benestante, o con legami politici, o di avere una determinata origine etnica o appartenere ad un determinato genere.
Meno della metà degli intervistati (46%) ritiene che, rispetto a 30 anni fa, vi sia maggiore parità di opportunità di farsi strada, con più del 70% di opinioni concordanti a Malta, in Finlandia e in Irlanda, ma meno del 25% in Croazia, Francia e Grecia.
Nel complesso, il 47% degli europei ritiene che la globalizzazione sia positiva e il 21% non è d'accordo. Il 39% reputa che l'immigrazione nel suo paese sia positiva, mentre il 33% è del parere contrario.
Il Centro Comune di Ricerca utilizzerà i dati dell'indagine e le ricerche scientifiche più recenti per continuare a costruire una base di conoscenze a sostegno delle politiche dell'Unione europea volte a creare una società più equa. Nel 2019 pubblicherà una serie di documenti strategici e la seconda edizione della relazione sull'equità. (aise) 

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