FRONTALIERI E INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE: ALFIERI (PD) INTERROGA IL GOVERNO

FRONTALIERI E INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE: ALFIERI (PD) INTERROGA IL GOVERNO

ROMA\ aise\ - “Il passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina per l'erogazione dell'indennità di disoccupazione è risultata specialmente penalizzante per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera”. A sostenerlo è il senatore Pd Alessandro Alfieri che ha presentato una interrogazione ai ministri degli esteri Moavero Milanesi, per gli affari europei Savona e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Di Maio.
“In forza degli accordi bilaterali tra Italia e Confederazione svizzera e della legge 5 giugno 1997, n. 147, - riporta Alfieri nella premessa – i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera godevano di un regime di trattamento di disoccupazione finanziato dalla trattenuta mensile sul salario ricevuto dal datore di lavoro elvetico che veniva poi, in parte, trasferita all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per il pagamento dell'indennità di disoccupazione speciale; successivamente all'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Confederazione svizzera da un lato e la Comunità europea e i suoi Stati membri dall'altro, - aggiunge il senatore Pd – nei rapporti tra Stato italiano e Svizzera dal 2009 si applicano i regolamenti comunitari in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e pertanto, come previsto nell'articolo 65 e seguenti del regolamento (CE) n. 883/2004, al presente il disoccupato, già frontaliero, ha diritto alle prestazioni di disoccupazione a carico dello Stato di residenza che devono essere corrisposte dall'istituzione competente di tale Stato come se, nel corso della sua ultima attività lavorativa, il lavoratore fosse stato soggetto alla legislazione dello Stato di residenza”.
“Il passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina per l'erogazione dell'indennità di disoccupazione è risultata per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera specialmente penalizzante”, denuncia Alfieri, che aggiunge: “nei giorni 21 e 22 giugno 2018 a Bruxelles si è svolta una riunione del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" della UE, nel corso della quale si è discusso un orientamento generale sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in vista di possibili modifiche del regolamento (CE) n. 883/2004; la proposta di modifica avanzata dalla Commissione europea (COM (2016) 815 final), mutando il testo dell'articolo 65, prevede di riconoscere ai lavoratori frontalieri il diritto ai sussidi di disoccupazione erogati non nel Paese di residenza bensì in quello in cui lavorano e pagano le trattenute per le prestazioni di sostegno al reddito”.
Il senatore, dunque, chiede di sapere “quali posizioni il Governo intenda assumere in sede europea circa la revisione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, in relazione alla modifica dell'articolo 65 e al cambiamento della competenza nell'erogazione del trattamento di disoccupazione tra Stato di residenza del lavoratore frontaliero e Stato di ultima occupazione” e “quali posizioni intenda assumere circa l'applicazione di eventuali modifiche del regolamento (CE) n. 883/2004 nei rapporti con la Confederazione svizzera”. (aise) 

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