I TEATRI STORICI D’ITALIA: IL TEATRO SAN CARLO E IL TEATRO MASSIMO ALL’IIC DI PECHINO

I TEATRI STORICI D’ITALIA: IL TEATRO SAN CARLO E IL TEATRO MASSIMO ALL’IIC DI PECHINO

 PECHINO\ aise\ - Domani, lunedì 30 aprile, alle 18,30 l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino ospiterà il terzo appuntamento della serie di presentazioni dei maggiori Teatri Lirici Italiani tenute dal Maestro Giuseppe Cuccia, consulente per l’Opera Occidentale del NCPA. Al centro della conversazione di domani saranno il contesto culturale, la storia, i compositori e la rilevanza artistica nel panorama mondiale dei Teatri San Carlo di Napoli e il Massimo di Palermo.
Il tempio lirico di Napoli sorge accanto a Piazza del Plebiscito nel 1737. A Domenico Cimarosa e Giovanni Paisiello, maestri della Scuola Napoletana, nel 1787, viene dato il compito di “sovrintendere all'Orchestra del San Carlo”, procedendo ad una radicale riforma. Il 4 ottobre del 1815 un compositore di 23 anni, Gioacchino Rossini, firma la sua prima opera “Elisabetta Regina d'Inghilterra” proprio al Teatro San Carlo.
A comporre 17 opere per il San Carlo fu, invece, il compositore Gaetano Donizetti; tra queste ricordiamo “Maria Stuarda”, “Roberto Devereux” e l'immortale “Lucia di Lammermoor” in scena per la prima volta proprio al San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835. Tutti i più grandi artisti prima o poi hanno calcato le scene di questo Teatro, come Niccolò Paganini che nel 1819 vi tiene ben due concerti. Un palcoscenico prestigioso quello partenopeo, di cui si è innamorato anche Vincenzo Bellini, che nel 1826 debutta con “Bianca e Fernando”, opera prima scritta proprio per il San Carlo.
L'”Ernani” di Giuseppe Verdi sarà il fiore all'occhiello della stagione del 1846. Dopo la prima romana, “Un Ballo in Maschera” – originariamente Gustavo III, opera scritta per il San Carlo nel 1858 – è accolta trionfalmente dal pubblico (1861/1862), come l'“Aida” nel 1872. Grande fortuna hanno al San Carlo, tra Ottocento e Novecento, le rappresentazioni delle opere di Puccini e la musica di Mascagni, Leoncavallo e Giordano.
Il Teatro Massimo di Palermo, su progetto dell’architetto Giovanni Battista Filippo Basile, fu inaugurato il 16 maggio 1897 con “Falstaff” di Giuseppe Verdi. All’epoca era con i suoi 7730 metri quadrati di area il terzo teatro più grande d’Europa, secondo solo alle Opere di Parigi e Vienna. La cupola che sovrasta la sala ha un diametro di 28,73 metri ed è composta da una struttura di ferro coperta da squame bronzee, sovrastata da un grande vaso d’ispirazione corinzia.
Nei primi decenni di attività il teatro fu affidato ad imprese private, fino al 1935, quando con un decreto venne proclamato Ente Teatrale Autonomo, e dall’anno successivo assunse la denominazione ufficiale di Ente Autonomo Teatro Massimo di Palermo. Tra i Direttori d'orchestra più celebri dell'800 che hanno diretto al Teatro Massimo di Palermo, si annovera il M° Antonio Palmintieri, presente sul podio nella stagione a cavallo degli anni 1897 e 1898, portando in scena le Opere : “Aida” e “La Traviata” di Verdi, “Lohengrin” di Wagner e “Norma” di Bellini.
Nel 1974 il Teatro viene chiuso per lavori di ristrutturazione, che si protraggono fino al 12 maggio 1997, quando il teatro viene riaperto con un concerto diretto nella prima parte da Franco Mannino e nella seconda parte da Claudio Abbado con i Berliner Philharmoniker. (aise)

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