IL GENERALE: LA STORIA DI MEHDANIE BEHRE NEL LIBRO DI LORENZO TONDO

IL GENERALE: LA STORIA DI MEHDANIE BEHRE NEL LIBRO DI LORENZO TONDO

ROMA\ aise\ - È stato Lorenzo Tondo, corrispondente del Guardian a sollevare il caso: Mehdanie Behre, il giovane eritreo arrestato il 24 maggio del 2016 a Khartoum per essere uno dei capi più sanguinari del traffico di esseri umani verso l’Europa, è in realtà un’altra persona. A Palermo, luogo dove si svolge il processo, e dove sono puntati gli occhi dei giornalisti di tutto il mondo, va in scena un clamoroso spot kafkiano. Tondo, con una lingua che sa accogliere lo straniamento di Mehdanie, racconta tutta la storia “come se” fosse solo una storia nel suo “Il generale” edito da La nave di Teseo, per la collana Oceani (pag. 224, € 17,00).
Il giovane Mehdanie Behre viene arrestato mentre beve un caffè con degli amici in un bar di Khartoum nel maggio del 2016. Rischia vent’anni di carcere. Secondo i magistrati, dietro il suo sguardo spaventato si nasconde uno dei più sanguinari trafficanti di esseri umani della storia: Medhanie Yehdego Mered, soprannominato “il Generale”. Su di lui la procura di Palermo indaga dall’ottobre 2013, in seguito alla tragedia che è costata la vita a 366 eritrei al largo di Lampedusa.
Ma è davvero colpevole? Un’indagine, capitanata dal “Guardian”, solleva dubbi su questo arresto, concluso forse troppo frettolosamente. E produce una sfilza di prove, che rischiano di restare ignorate: foto che mostrano il trafficante al matrimonio di un nipote a Khartoum, dopo l’arresto di Behre, intercettazioni, chat private, documenti secretati del governo eritreo e testimonianze di suoi ex collaboratori. Persino un test del DNA. E soprattutto, Behre non assomiglia al vero trafficante. E se Mered fosse ancora a piede libero e quel ragazzo con i capelli arruffati, scaraventato dall’Africa in una cella del carcere Pagliarelli, fosse vittima di un clamoroso scambio di persona?
Lorenzo Tondo (Sciacca, 1982) è giornalista e corrispondente del “Guardian” per il quale si occupa di Sud Europa e di temi legati alla crisi migratoria. In passato ha collaborato con “The New York Times” e “Time”. Dal 2010 al 2015 ha lavorato nella redazione di “la Repubblica” a Palermo, dove ha ottenuto numerosi riconoscimenti con le sue inchieste. Nel 2015 si è aggiudicato il premio nazionale di giornalismo Giuseppe Fava Giovani e nel 2016 il premio internazionale Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista siciliano emergente.
“Il Generale” è il suo primo libro. Dal 2018 è il corrispondente per il Sud Europa del “Guardian”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi