IL GOVERNO HA UNA POLITICA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

IL GOVERNO HA UNA POLITICA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA\ aise\ - Lo ha ribadito anche il sottosegretario Ricardo Merlo: come ha annunciato il ministro degli Affari Esteri Moavero Milanesi, la Conferenza dei Consoli Italiani nel Mondo si terrà ogni tre anni, “perché questo governo ha una politica per gli italiani all’estero e i Consolati sono uno strumento fondamentale di questa politica”.
Incontrando i giornalisti a margine della Conferenza dei Consoli, alla Farnesina, Merlo ha definito il lavoro svolto dai consoli, anche nei confronti delle comunità all’estero, “apprezzabilissimo”, nonostante non abbiano “i mezzi necessari” e stiano affrontando delle emergenze complesse come quella delle nuove mobilità e delle richieste di cittadinanza. Un lavoro, quello dei Consolati, che “con il giusto coordinamento, le risorse necessarie e la tecnologia ausiliaria” potrebbe arrivare all’efficienza di cui ha parlato oggi anche il ministro Moavero incontrando i consoli.
L’efficienza è anche per il sottosegretario Merlo la prima sfida che la rete consolare dovrà affrontare. “Efficienza in tutte le pratiche, efficienza, efficienza, efficienza”, ha ribadito, unita alla “rapidità” nello svolgimento delle pratiche, “perché la gente quando arriva in consolato si deve sentire a casa”.
Sollecitato sulla riforma del voto all’estero, il sottosegretario Merlo ha ricordato che “il Cgie sta lavorando e a novembre presenterà una sua proposta”. Vi sarà poi “un’iniziativa parlamentare di segno diverso”, ma il punto è, ha tenuto a evidenziare Merlo, che “questo governo vuole cambiare le modalità di voto all’estero” affinché non vi siano più timori di brogli e scandali. La parola d’ordine è “dubbi zero”.
Come? “Togliendo sei milioni di plichi dalle strade e facendo votare chi vuole votare”, ovvero applicando l’inversione dell’opzione, oppure, questa è un’altra ipotesi, puntando sul voto elettronico, caro al M5S. Il sottosegretario ha auspicato anche la creazione di quattro seggi, uno per ripartizione, per lo spoglio delle schede giunte dall’estero per giungere infine ad una procedura di voto che sia “efficace e trasparente al 100%”.
Sulla eliminazione in toto del voto per corrispondenza Ricardo Merlo è stato cauto. “Il mio lavoro adesso è sentire, ascoltare e poi cercare di fare una sintesi” per giungere ad una “modalità di voto” che risponda alla parola d’ordine: “dubbi zero”. (raffaella aronica\aise) 

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