IN ARRIVO A DUBAI MAXIFATTORIA VERTICALE/ L'ITALIA PRONTA ALLA SFIDA

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ROMA – focus/aise - Fattorie verticali e quella record sarà negli Emirati Arabi Uniti e sorgerà a Dubai. Con una superficie di 12 mila metri quadrati, supererà di circa il doppio quella statunitense, la più grande finora, nel New Jersey. I lavori partiranno a novembre e si concluderanno in un anno circa. Ma di che cosa si tratta esattamente? L’agricoltura verticale – spiega Elisabetta Norzi su “DubaItaly.com” - è una moderna tecnologia che permette di coltivare massimizzando la produzione di frutta e verdura e minimizzando i consumi d’acqua. Le coltivazioni sono al coperto, in genere prive di pesticidi e diserbanti, poiché le piante vengono coltivate in un quantitativo minimo di terra”.
Secondo le previsioni, la struttura fornirà 2700 kg di verdure (principalmente insalata) al giorno, utilizzando solo l’1% dell’acqua necessaria invece in una fattoria tradizionale.Il progetto, che vale 40 milioni di dollari, sorgerà vicino all’aeroporto Internazionale Al Maktoum a Dubai World Central, grazie ad una joint venture tra l’azienda Crop One, che ha sede negli Stati Uniti, ed Emirates Flight Catering. I raccolti serviranno infatti principalmente per rifornire la compagnia aerea e l’aeroporto , che contano 105 aerei e 25 lounge aeroportuali.
Ma, trattandosi di agricoltura e creatività, poteva mancare il contributo italiano? No. Infatti, un sistema modulare per coltivare piante in maniera organica, ovunque e con qualsiasi clima, non è altro che il prototipo di fattoria verticale in scatola realizzato dall’italiana ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile La scatola in questione è un classico container per trasporti ma all’interno dei suoi 63 metri quadrati si trova un impianto ad alta tecnologia in grado di riprodurre uno dei più avanzati sistemi di coltivazione indoor. Il progetto incarna quell’idea di agricoltura 4.0 che si sta progressivamente facendo strada del settore agroalimentare. Un modello, come spiega la stessa Enea, “che guarda alla città come luogo di produzione”, puntando a “zero consumo di suolo, zero km, zero acqua, zero pesticidi”. Ma se le risorse in entrate sono ridotte al minimo, per quelle in uscita (verdure, frutta, erbe aromatiche) la resa è massima. Un obiettivo che i ricercatori sono riusciti ad ottenere grazie ad un sistema di gestione computerizzato che controlla luce, temperatura, umidità e concentrazione di CO2.
Il prototipo rappresenta il primo grande prodotto “made in Italy” che guarda al mercato delle vertical farms(fattorie verticali). Mercato che secondo gli analisti di settore è in piena espansione. MarketsandMarkets stima che il settore raggiungerà i 5,80 miliardi di dollari di valore entro il 2022, aumentando a un CAGR del 24,8%. La crescita più consistente si registrerà ovviamente nella regione Asia-Pacifico (APAC) a causa dell’aumento della popolazione e della limitata superficie agricola fertile. (focus/aise) 

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