IN URUGUAY SPOPOLA “BELLA CIAO” GRAZIE ALLA SERIE “LA CASA DI CARTA”, E DOPO IL CALCIO ADESSO È IL TURNO DELLA POLITICA

IN URUGUAY SPOPOLA “BELLA CIAO” GRAZIE ALLA SERIE “LA CASA DI CARTA”, E DOPO IL CALCIO ADESSO È IL TURNO DELLA POLITICA

MONTEVIDEO\ aise\ - “Dalla resistenza contro il nazifascismo alle discoteche di mezzo mondo. Il successo di “Bella ciao” non conosce limiti e, con un certo stupore per gli italiani, arriva addirittura ad essere celebrata come una delle hit dell’estate 2018 dopo i boom registratisi prima in Francia e in Germania e poi negli altri paesi. Un tormentone inaspettato che si canta praticamente ovunque grazie alle diverse recenti versioni mixate che hanno portato “Bella ciao” ad ottenere ulteriore fama per un brano che era già di per sé molto conosciuto nelle lotte sparse per il mondo”. È quanto si legge su “Gente d’Italia”, quotidiano diretto a Montevideo da Mimmo Porpiglia.
“L’affermazione dell’inno dei partigiani si dive principalmente a una serie spagnola andata in onda su Netflix, “La casa di carta” (titolo originale “La casa de papel”). La canzone è inserita in alcune delle scene più significative della serie: la cantano i protagonisti dell’attacco alla Casa di Carta, ossia la Fábrica nacional de moneda y timbre di Madrid, e la cantano anche i due personaggi (il Professore e Berlino) in una delle scene cruciali della serie e che è stata vista su Youtube 30 milioni di volte. Le immagini della banda spagnola al suono di “Bella ciao” hanno subito ottenuto un successo planetario di pari passo con la popolarità della serie: le riproduzioni sui social network restano infatti in grandissima crescita, fioccano i video delle interpretazioni nelle diverse lingue.
Sull’onda di questo consenso, sono apparse anche le versioni remix. La prima è stata quella del dj francese Florent Hugel che ha ottenuto su Youtube oltre 25 milioni di visualizzazioni.
Sta andando ancora meglio in Brasile grazie a una versione - con testo modificato - realizzata da MC MM e DJ RD: le visualizzazioni al momento sono quasi 174 milioni. Non è un caso infatti che gli stessi brasiliani abbiano intonato il ritornello della canzone durante gli ultimi mondiali di calcio in Russia per sfottere i cugini argentini. Insomma, per “Bella ciao” la popolarità in questo 2018 è un crescendo pazzesco ed è stata ulteriormente favorita dal più grande evento sportivo del mondo che si è appena concluso.
Anche l’Uruguay sta seguendo questa tendenza mondiale e da diversi mesi si susseguono nuove interpretazioni per l’inno antifascista più famoso del mondo.
I primi a farlo, anticipando tutti, sono stati i tifosi del Peñarol che lo scorso febbraio hanno presentato un canto verso la loro squadra mantenendo la musica e cambiando le parole: “Peñarol, te vinimos a ver. Peñarol, te vinimos a alentar. Peñarol, no podemos perder. Peñarol, hoy tenés que ganar. Vamo aurinegro, ponga más huevo, dejamos el corazón por esa ilusión, de todos juntos salir campeones y todo el año es carnaval”. Era la prima volta che “Bella ciao” arrivava nel calcio sudamericano.
Pochi mesi dopo, nell’euforia uruguaiana dei Mondiali, qualcuno ha pensato di riproporre l’idea per appoggiare la nazionale Celeste. Ci ha pensato il gruppo BVP (Banda Vinetera Presente) che ha diffuso un video della nuova versione attraverso i social network conquistando tantissimi tifosi uruguaiani. Seppur con un testo preparato, è un’interpretazione abbastanza spontanea di un gruppo di amici riuniti in un asado: Antonio Elhordoy, Martín Estévez, Felipe Flores, Gerónimo Methol e Federico Bergara.
Dal calcio alla politica il passo è breve.
L’ultimo a salire sul carro di “Bella ciao” in Uruguay è José Amorín Batlle che lancia la sua candidatura all’interno del Partido Colorado con l’inno della resistenza italiana.
La versione - presentata su Twitter nei giorni scorsi - presenta il candidato alle prossime elezioni presidenziali che si esibisce circondato da altre persone in una versione modificata e adattata al genere nazionale, il candombe: “Los uruguayos que somos todos. Uruguay, Uruguay, Uruguay, Uruguay, esto tiene que cambiar”. E poi ancora: “Los colorados, que somos todos, junto al pueblo volverán”. La campagna elettorale in Uruguay è appena cominciata. Di ulteriori versioni di “Bella ciao” non se ne sente una grande necessità”. (aise) 

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