INAUGURA OGGI A BOLOGNA MAST FOUNDATION FOR PHOTOGRAPHY GRANT ON INDUSTRY AND WORK

INAUGURA OGGI A BOLOGNA MAST FOUNDATION FOR PHOTOGRAPHY GRANT ON INDUSTRY AND WORK

BOLOGNA\ aise\ - Si inaugura oggi a Bologna, presso la Fondazione MAST, la mostra dei finalisti del concorso GD4PhotoArt che dal 2018 diventa "Mast Foundation for Photography Grant on Industry and Work".
La selezione biennale di giovani fotografi promossa dalla Fondazione MAST ha lo scopo di documentare e sostenere l’attività di ricerca sull’immagine dell’industria, le trasformazioni che questa induce nella società e nel territorio, il ruolo del lavoro per lo sviluppo economico e produttivo.
Giunto quest’anno alla quinta edizione, il concorso è nato per promuovere l’attività fotografica delle nuove generazioni di artisti sul tema del lavoro e dell’industria.
La mostra, curata da Urs Stahel, direttore della collezione di fotografia industriale di Fondazione MAST, espone i progetti realizzati appositamente per il concorso dai quattro finalisti: Mari Bastashevski (Russia), Sara Cwynar (Canada), Sohei Nishino (Giappone) e Cristobal Olivares (Cile).
Sono stati nominati vincitori ex aequo della quinta edizione del concorso Sara Cwynar e Sohei Nishino.
In Colour Factory, che comprende un cortometraggio e diversi lavori fotografici, la canadese Sara Cwynar si serve di vari artefatti per esaminare in dettaglio i sistemi profondamente radicati che inconsciamente guidano i nostri comportamenti come consumatori di immagini e prodotti commerciali. Il suo maggior interesse è "il modo in cui le immagini con il tempo si trasformano, si accumulano, perdurano e cambiano di significato e valore". Il suo lavoro riguarda le ingrate tradizioni della bellezza nei confronti delle donne e dei loro sforzi per migliorare o manipolare il proprio aspetto.
Giapponese d’origine ma reduce da diversi viaggi in tutto il mondo di cui individua il fulcro nell’acqua, Sohei Nishino presenta un reportage sul fiume Po. Partendo dal Monviso, Nishino è sceso a Torino e ha viaggiato verso l’Adriatico, incontrando sul lungofiume gente e paesaggi molto vari: pescatori, bambini, donne, sì è confuso tra di loro ascoltandone le storie e scattando moltissime fotografie. Tornato in Giappone ha sviluppato centinaia di rullini, tagliandoli e incollandoli su una gigantesca tela. Ne ricava un paesaggio deformato, dove il Po serpeggia come se fosse vivo.
La mostra aprirà domani al pubblico e sarà allestita negli spazi della Fondazione MAST a Bologna sino al 1° maggio con ingresso libero. (aise) 

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