LA BREXIT AL CENTRO DELLA SETTIMANA DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

LA BREXIT AL CENTRO DELLA SETTIMANA DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

ROMA – focus\ aise\ - La Brexit è stato il tema caldo della settimana che si è appena conclusa per i parlamentari italiani eletti all’estero, complice anche il Vertice europeo che si è tenuto a Bruxelles.
Intervenendo in Aula dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio Conte prima della sua partecipazione al Consiglio Ue con la May, la senatrice PD Laura Garavini ha accusato il governo italiano di essere "totalmente assente. Non pervenuta. Nel dibattito sulla Brexit, così come sulle altre questioni europee urgenti, il nostro Paese dovrebbe giocare un ruolo centrale. E invece appare evidente che è isolato. E che se ne infischia degli oltre 700mila italiani che vivono nel Regno Unito. Lavoratori, studenti e cittadini comunitari per i quali andrebbero salvaguardati tutti i diritti".
Sulla stessa linea i commenti dell’altro parlamentare PD, il deputato Massimo Ungaro, che al termine del Vertice a affermato: "L’Italia rappresentata dal presidente Conte sta a guardare. Dovrebbe invece fare il contrario: non solo perché la Brexit, per quanto a mio avviso sia stata una scelta sbagliata dei britannici, potrebbe essere un’occasione per l’Italia ma anche perché sono oltre 700.000 gli italiani residenti in Gran Bretagna e in caso di mancato accordo UE-UK potrebbero non essere tutelati i loro diritti essenziali”. Ricordando che “non è ancora stato nominato il nuovo responsabile di coordinamento interministeriale per la Brexit a Palazzo Chigi", Ungaro ha aggiunto: "ogni giorno che passa, con lo stallo dei negoziati, cresce la probabilità che non si trovi un accordo tra UE e Regno Unito prima del 29 marzo 2019".
Simone Billi ha partecipato all’audizione degli europarlamentari italiani sulla Brexit di fronte alle Commissioni Esteri ed Affari Europei della Camera dei Deputati. Il deputato leghista, nell’occasione, ha "ribadito ancora una volta la nostra volontà di continuare a tutelare i circa 70 .000 connazionali, registrati all’AIRE e non, che vivono in Gran Bretagna". Lo stesso Billi era presente all’audizione dell’ambasciatrice inglese a Roma, Jill Morris, invitata a Montecitorio su richiesta del gruppo Lega Salvini Premier, per parlare dei progressi e dello status dei negoziati sulla Brexit. “L’ambasciatrice", ha riferito Billi, "ha ribadito che il Regno Unito vuole essere il migliore amico, e non solo un buon vicino, dell’UE, con partnership efficaci ed efficienti sia per la GB sia per la UE non solo nei rapporti commerciali, ma anche in tutti gli altri settori come, solo ad esempio, l’energia, la difesa, l’industria”. Ha inoltre confermato che "gli Italiani residenti, o che arriveranno prima del dicembre 2020, avranno diritti garantiti come ad oggi”. L’ambasciatrice ha poi spiegato che la Gran Bretagna ha dovuto "creare una nuova “categoria”, la Settled Status, per gestire i cittadini che arriveranno dalla UE. Per chi c’era da prima della Brexit, basterà scambiare l’attuale Permanent Status con il Seattle Status, anche in modo informatico e senza costi, con richiesta valida fino al giugno 2021. Per gli italiani che arriveranno dopo la Brexit, ci sarà un nuovo sistema che gestirà l’immigrazione ed il Governo GB sta studiando i risultati ottenuti dagli studi condotti per la sua definizione” precisa l’onorevole “per turisti, studenti e business men temporanei provenienti dall’Europa non ci sarà necessità di introdurre alcun sistema di visti.”
Negli stessi giorni il senatore del Pd Francesco Giacobbe ha ricevuto una telefonata da un giornalista della rete radiofonica australiana ABC con cui si è intrattenuto in una intervista sui recenti fatti di Riace. Al senatore è stato chiesto "perché l'Italia sta mettendo fine all'unica esperienza di integrazione di cui siamo a conoscenza? Io mi chiedo: ma proprio dall'Australia, un Paese spesso erroneamente citato dai nostri Ministri come un esempio di zoccolo duro nei confronti dell'immigrazione, seguono con interesse l'esperienza di Riace? Sicuramente la vedono per quello che in effetti è: un'esperienza positiva di integrazione”. Qui sta il punto. Per Giacobbe il problema dell'immigrazione in Italia non sta nel numero degli arrivi. "Il problema vero è l'integrazione; il processo di integrazione diffusa che il sindaco di Riace e i sindaci di altri paesi in giro per l'Italia stanno cercando di mettere in atto. Ovviamente, è importantissimo, anzi fondamentale rispettare le regole, incluse le procedure che regolamentano gli SPRAR. Ma le procedure amministrative errate possono essere corrette e non devono essere prese a scusa per mettere fine a processi di integrazione positivi. Se ciò accadesse, non solo sarebbe difficile ricominciare, ma soprattutto sarebbe un grande passo indietro per la convivenza sociale nel nostro Paese. Da italiano", ha aggiunto il senatore, "penso che non sia quello che tutti ci auguriamo. Io capisco resistenze e paure. Ho vissuto in un Paese dove c'erano resistenze e paure. Accettare la diversità non è facile. E qui l'Australia ci insegna tanto. Oltre 160 nazionalità diverse vivono in armonia grazie alle politiche di integrazione volte alla costruzione di una società multiculturale che, dalla metà degli anni Settanta, i Governi australiani hanno promosso a tutti i livelli. Perché non possiamo fare qualcosa di simile in Italia?”, si è chiesto Giacobbe, che ha concluso auspicando che “il ministro Salvini venga in Parlamento a riferire sull'esperienza di integrazione diffusa nel comune di Riace ed in altri Comuni italiani. Solo parlandone e confrontandoci penso che possiamo superare resistenze e paure e contribuire a costruire una società migliore".
Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, ha ricevuto a Montecitorio il primo segretario agli Affari politici dell'Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, Morgan Hall, assieme all’analista politico Manuele Ferrari Angelo-Comneno. "Un cordialissimo incontro informale sulla situazione politica", ha riferito l’on. Nissoli, "durante il quale sono stati toccati anche i temi di interesse degli italiani residenti in USA. Temi sui quali", ha garantito Nissoli, "si tornerà a parlare anche con altri eletti all’estero".
Infine impegni oltre oceano per le altre due parlamentari elette in Nord America: Francesca La Marca del PD e Francesca Alderisi di Forza Italia. entrambe hanno partecipato al gala della Niaf e hanno avuto incontri politici ed istituzionali tra New York e Washington, presenziando fra l’altro alla Riunione di Coordinamento Consolare presieduta dall’ambasciatore Varricchio. (focus\aise)

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