LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE AD AMBURGO

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE AD AMBURGO

AMBURGO\ aise\ - Il 25 febbraio scorso ha avuto luogo presso il Museo Etnologico (Museum für Völkerkunde) di Amburgo la sesta edizione della cerimonia celebrativa del Giorno internazionale della madrelingua, indetta dall'UNESCO per il 21 febbraio di ogni anno per promuovere la varietà culturale e il multilinguismo. Questa data è stata scelta per ricordare la data storica del 21 febbraio 1952, quando diversi studenti bengalesi dell'Università di Dacca furono uccisi dalle forze di polizia del Pakistan (che allora comprendeva anche il Bangladesh) mentre protestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale.
Anche l’evento di quest’anno, così come negli ultimi anni, - riporta l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo – è stato organizzato - con il patrocinio di Ursula Neumann dell’Università di Amburgo e il sostegno della GEW (il Sindacato per l’istruzione) - dalle Associazioni TöDer, Interkultureller Familienverbund, HTKKD, HTVB, Amici dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, Switch, Kurdischer Bildungs- und Kulturverein e molte altre ancora.
Amburgo ha in sé un vastissimo universo di culture. Si pensi, infatti, che un terzo dei bambini delle scuole è di origine straniera così come il 20% degli insegnanti attualmente attivi; le lingue sono elemento fondamentale dell’offerta formativa di ben 400 istituti solo ad Amburgo; nei licei è stato implementato l’insegnamento del farsi, rumeno, arabo, armeno, twi, curdo e tante altre; solo nell’ultimo sono arrivati in Germania 50.000 italiani, di cui 5.000 ad Amburgo; la comunità afghana qui presente conta circa 47.000 persone, mentre quella turca – la più numerosa – ben 55.000!
Dati che fanno riflettere sull’importanza di continuare a coltivare questa multi-etnicità amburghese, che deve essere intesa come un prestigioso vanto. Non a caso, infatti, il sottotitolo dell’attuale edizione recita correttamente “Come si esalta il tesoro nascosto in noi?” (Wie wird der Schatz gehoben?).
Dopo il discorso introduttivo di Ursula Neumann dell’Università di Amburgo, promotrice del multilinguismo e patrocinante dell’evento fin dalla sua prima edizione, e del Consigliere di Stato Jan Pörksen del Ministero per il Lavoro, l’Istruzione, la Famiglia e l’Integrazione della Città Libera e Anseatica di Amburgo, la presentatrice e moderatrice Annelie Hobohm, insegnante presso il LandesInstitut (un istituto statale per la formazione degli insegnanti e per lo sviluppo scolastico), ha ceduto la parola alla tavola rotonda presieduta da Stefanie von Berg (Verdi), Güngör Yilmaz (SPD - Partito Democratico), Carola Ensslen (Linke), Serap Çelimli Babacan (Insegnante), Karin Haas (GEW-Sindacato per l’educazione e la scienza), Christel Nikolaysen (FDP-Partito Liberale). Tra le tante tematiche discusse, è stato raccontato di come questa Giornata fosse riuscita a spingere il Parlamento della Città libera e Anseatica di Amburgo a riconoscere – dopo molti tentativi precedenti – l’importanza di una società multietnica e abbia finalmente concesso alle scuole elementari (e non più solo ai licei) la possibilità di aggiungere nuove lingue alla propria offerta formativa; non più solo francese, italiano e spagnolo! Finalmente i bambini potranno imparare tante altre lingue altrettanto importanti, quali – ad esempio – il cinese, il turco, il farsi, il macedone e così via. Lingue che già da molti anni si sono inserite nella società amburghese e che non meritano di esser ignorate.
Interessante è stato anche il contributo dato nei mesi precedenti dal Ministro dell’Istruzione amburghese, il Senatore Ties Rabe, che ha offerto nuovi spunti di riflessione approfonditi durante la Giornata, ricapitolando alcuni dei tanti importanti obiettivi raggiunti grazie a manifestazioni di questo tipo e soprattutto ha illustrato quelli che sono i prossimi obiettivi: innanzitutto ha ricordato il grande successo ottenuto dall’integrazione rapida ed efficace di tanti siriani che, dopo appena due anni di soggiorno in città e di corsi intensivi sono già risultati esser capaci di parlare in maniera soddisfacente la nuova lingua e di aver ottenuto un ruolo lavorativo importante (molti sono già ingegneri di aziende di livello internazionale o medici), dopodiché si è parlato di come migliorare ed estendere ulteriormente questa situazione generale, permettendo a bambini e profughi d’ogni dove – accolti da grandi associazioni come F&W (Fördern und Wohnen) - di accedere velocemente alle scuole senza ritardi burocratici, consapevoli che il primo passo per sentirsi parte della nuova società è rompere la barriera linguistica.
Altro prossimo obiettivo è riuscire a far riconoscere queste lingue come parte integrante dell’offerta formativa scolastica e non più come semplice attività secondaria, accessibile solo come materiale extra-curriculare. Già in alcune scuole queste lingue (e in particolare il turco) sono materia d’esame, ma bisogna estendere questa condizione anche alle altre. Serve, pertanto, il supporto dei genitori: secondo una statistica, il 92% vorrebbe che i propri figli imparassero la lingua madre d’origine e si dovrebbe poter offrire questa possibilità fin dal momento del primo inserimento scolastico. La manifestazione serve anche a spronare queste famiglie a riunirsi e a schierarsi insieme per ottenere questo importante nuovo traguardo.
La diversità linguistica e culturale rappresenta un valore universale, che rafforza l’identità e la coesione d’intenti di una società. Ad Amburgo convivono, ad esempio, 180 culture diverse – una simile ricchezza deve esser coltivata e posta come vanto, rendendola, tramite il contributo di associazioni, iniziative e scuole, visibile, udibile e tangibile.
Durante la manifestazione hanno dato il proprio contributo artistico vari gruppi di varia nazionalità, quali, ad esempio, il coro dei bambini turco del HTKKD, quello degli Amici dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo e quello delle ragazze di Medina, che hanno cantato in arabo, tedesco e francese; lo spettacolo teatrale multilinguistico dei ragazzi della scuola media di Mümmelmannsberg, il gruppo di danza folcloristica del Mar Nero e così via. Anche il buffet offerto è stato all’insegna della multietnicità, presentando specialità di vari Paesi.
Una giornata davvero variopinta e avvincente in cui i visitatori, oltre alla possibilità di godersi questo vivace programma, dedicato sia agli adulti sia ai più piccini, ricco di interventi scientifici e spettacoli, hanno potuto accedere liberamente al museo Etnologico, fiore all’occhiello della città. (aise) 

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