L’APPELLO DEL PD BERLINO E BRANDEBURGO SUL TEMA AMBIENTE, ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

L’APPELLO DEL PD BERLINO E BRANDEBURGO SUL TEMA AMBIENTE, ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

BERLINO\ aise\ - In una lettera inviata da Circolo PD Berlino e Brandeburgo al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, dopo una contestualizzazione riguardo l’art. 35 del decreto legge n. 133 del 12/09/2014, definito “Sblocca Italia”, in cui sono state introdotte misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani, si legge: “Vista l’intenzione più volte manifestata da parte Vostra di voler modificare tale articolo, il Circolo di Berlino del Partito Democratico esprime una seria e motivata preoccupazione per le conseguenze che la mancata realizzazione delle azioni previste da detto articolo avrebbe. Infatti le continue e pluridecennali “emergenze rifiuti” nelle quali molte aree del Paese si trovano necessitano della urgente messa in atto di impianti tecnologici integrati, anche mediante incenerimento con recupero energetico, che consentano uno smaltimento finale dei rifiuti. Inutile sottolineare le conseguenze ambientali e sanitarie che tali “emergenze” hanno comportato, comportano e comporteranno”.
“Pertanto”, si legge ancora nella lettera diretta al ministro, “ci rivolgiamo a Lei affinché non modifichi tale arti. 35 di cui sopra e provveda, invece, ad una sua completa e sollecita attuazione al fine di favorire una soluzione definitiva della annosa problematica della gestione dei rifiuti urbani sul territorio nazionale”.
Altra problematica che il Circolo PD pone all’attenzione di Sergio Costa, fa riferimento al D.L. 28/09/2018, che contiene disposizioni urgenti per la città di Genova. “In detto decreto”, si legge, “sono stati anche introdotti una serie di adempimenti non riferibili specificatamente a questa città; si veda l’art. 41, relativo alla disciplina dell’utilizzo in agricoltura dei fanghi di depurazione: A tale proposito si indica per il contenuto di idrocarburi un limite massimo di 1000 mg/kg sul tal quale, dando generiche indicazioni sul contenuto di cancerogeni”. “L’utilizzo dei fanghi in agricoltura”, viene specificato entrando nel merito dell’argomento, “presenta aspetti di grande criticità ambientale e sanitaria, pertanto non si ritiene che possa essere normato semplicemente inserendo in maniera approssimativa un articolo in un decreto “omnibus”. Si chiede pertanto che il suddetto art. 41 venga eliminato dal decreto e che tale importante tematica sia trattata in un apposito decreto, che consenta di armonizzazione le collegate norme nazionali e comunitarie ed anche di fornire specifiche indicazioni sia sulle sostanze che sulle metodiche di analisi delle stesse”.
Contestualmente, è stata inviata una lettera – stavolta sul tema dell’integrazione europea e della difesa dei diritti degli italiani all’estero - anche al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Interno Matteo Salvini e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio.
“Come Circolo del Partito Democratico Berlino e Brandeburgo, impegnato in prima fila sui temi dell’integrazione europea e della difesa dei diritti degli italiani all’estero”, è l’incipit della lettera, “ci rivolgiamo a Voi per chiedere un’assunzione di responsabilità chiara relativamente al tentativo di smantellare il “Modello Riace” di accoglienza. Questa vicenda è come una lente di ingrandimento puntata sulle intenzioni del governo riguardo la gestione dei richiedenti asilo/protezione e di chi la protezione l’ha già ottenuta con decisione delle autorità italiane competenti, a norma di legge. Sono queste intenzioni, l’atteggiamento culturale sottostante, e le concrete decisioni prese dal governo al riguardo, che vogliamo discutere”.
“Il nostro Circolo ritiene che l’atteggiamento del governo e le prime decisioni concrete sul tema mostrano chiaramente che siamo di fronte ad una volontà di delegittimare culturalmente e di depotenziare concretamente, in termini di risorse e contesto normativo, il sistema SPRAR di accoglienza diffusa, di cui Riace è stato da molti punti di vista capostipite e simbolo per l’Italia e per l’Europa, confermato a livello internazionale dall’inserimento del Sindaco Mimmo Lucano nella classifica Top 50 della rivista Fortune, affianco a personaggi del calibro di Papa Bergoglio e della Cancelliera della Germania Angela Merkel. Noi chiediamo che al di là delle indagini giudiziarie in corso, su cui non entriamo nel merito, di tutelare un modello che fino ad oggi si è dimostrato efficace e che può contribuire a una gestione positiva della questione migratoria in Italia”.
“Il nostro Paese”, aggiunge la lettera/appello del Circolo PD, “non si trova in un’emergenza migranti. I dati parlano chiaro. L’emergenza in corso è quella demografica, quella contro lo spopolamento dei nostri paesi, della necessità di tutelare l’Italia rinnovandosi e questo è possibile solo aprendosi. Quindi, chiediamo che l’Italia affronti le tante emergenze con serietà: la crisi nel mercato del lavoro, il calo della natalità e gli squilibri che ci porteranno nei prossimi anni a perdere un grandissimo numero di posti di lavoro, in particolare nel settore industriale, vero fiore all’occhiello della nostra economia.
Sta a noi reagire e raccogliere le sfide del futuro con impegno e razionalità, senza farci spaventare o ingannare da retoriche elettorali e propagandistiche. Voi avete la responsabilità di governare, quindi fatelo. Ma non sulla pelle di cittadine e cittadini che ogni giorno, nei loro limiti, svolgono bene il loro compito e cercano di contribuire al benessere della collettività. Dimostrate di voler essere davvero “il governo del cambiamento” e non solo della propaganda e della retorica “anti” questo o quello”.
Quello che il Circolo PD Berlino – Brandeburgo chiede è un impegno a non minare il difficile lavoro di integrazione iniziato anni fa: “Il futuro”, si legge, “non è più paura, ma più coraggio. Il coraggio di andare oltre le convenienze politiche e di guardare alla sostanza dei problemi: non una parvenza di ordine, mantenuto col pugno di ferro, ma una sincera e fruttuosa convivenza fra cittadine e cittadini, e possibili nuove/i italiane/i, passando per la lotta alle criminalità e a chiunque abbia
intenzione di sfruttare i fenomeni migratori per scopi illeciti. Non è creando una situazione di insicurezza per chiunque sosti sul suolo italiano che arriveremo ad una risposta: la risposta sta nella pianificazione politica di una questione che è complessa, che può intimidire ma è una grandissima sfida, e che può dare una soluzione a problemi italiani, se è questo che noi vogliamo”.
“Diciamo no ad una politica di proclami, diciamo no, Ministro Salvini, ad un modo di fare che ci mette contro l’Unione Europea ed i suoi valori e ci vede, invece, al fianco di chi apertamente non ha a cuore il destino dell’Italia, per tornaconto personale e politico, come i governi di Ungheria, Austria o Polonia”.
“Non possiamo vincere da soli”, conclude la lettera, “e non saremo mai preparati alle sfide del domani, se non raccogliamo quelle di oggi e non proponiamo noi insieme ad altri partner europei come gestire i flussi migratori e come affrontare i problemi che ci riguardano per primi.
Per un confronto franco e per il bene di questo paese vi chiediamo un’azione di governo rispettosa e dignitosa del prossimo, degli ultimi e di chi non ha voce. Il Partito Democratico è dalla parte di tutte le persone che vogliono lavorare per il bene comune e contro un’azione volta a sdoganare istinti d’odio e facili intolleranze per guadagnare qualche punto percentuale. Elettrici ed elettori si aspettano dalla classe dirigente, risposte e serietà da noi”. (aise) 

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