"L'ARTE CONTEMPORANEA SPIEGATA A MIA NONNA": IL KIT DI PRONTO INTERVENTO DI ALICE ZANNONI

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BOLOGNA\ aise\ - "L’arte contemporanea spiegata a mia nonna" è il titolo del libro scritto da Alice Zannoni, edito da Nfc Edizioni ((pp.192, euro 16,90)), presentato in anteprima nazionale il 31 gennaio scorso a Bologna. Presenti l’autrice e Milena Naldi, consulente e storico dell’arte.
"L’arte contemporanea spiegata a mia nonna" ha una doppia lettura. Prima di tutto, come dice il titolo, cerca di suggerire le basi per comprendere l’arte contemporanea, ma non si tratta di un manuale di storia dell’arte, né di un testo teorico né di un saggio di estetica, piuttosto di un "kit di pronto intervento" per coloro che di arte non sanno nulla, un libro per dare una risposta non tanto a "che cosa è arte" ma al quesito "perché alcune cose sono arte".
Alice Zannoni, socio fondatore di SetUp, critico d’arte e curatore indipendente, ha abolito le etichette, le date e le biografie a favore di una spiegazione leggera e fruibile a tutti per mettere in luce soprattutto la genesi e la logica di funzionamento, affrontando in ogni capitolo una categoria estetica (tempo, bello, valore, memoria, ricordo, giudizio) a cui ha abbinato un artista.
Nonna e nipote rappresentano due momenti della vita estremamente diversi, giovinezza e senilità e l’arte contemporanea diviene la tela su cui si dipana il dialogo con estratti di racconti passati e riflessioni sul sistema dell’arte che compongono questo curioso e suggestivo progetto che si è sviluppato con lezioni vis à vis a casa della nonna in Veneto. Alice Zannoni fa sì che il lavoro diventi implicitamente anche una riflessione sul tempo che fa perno sull’arte come struttura portante di un confronto generazionale tra la nonna Zita, che a novantuno anni dice con convinzione che non vuole diventare vecchia perché vuole continuare a sapere "cose nuove", e la nipote che di anni ne ha trentasei e tocca con mano il fatto che "la ruota gira" anche se resterà sempre la sua "toseta", cioè la sua bambina.
"Devo tornare indietro per andare avanti - dice l’autrice -, questo libro non può che partire da casa di mia nonna e non solo perché l’interlocutore è mia nonna, ma perché il senso di questa operazione si può apostrofare come "rivoluzione". Trovo sia una rivoluzione trasmettere il sapere e acquisire conoscenza e, in fondo, l’appellativo di rivoluzione, se preso in prestito dalla scienza, funziona perfettamente. Revolutio è il giro che compie il pianeta sull’orbita trovandosi poi al punto di partenza per ricominciare. è un andare avanti tornando indietro per legittimare un altro giro che è il futuro. L’arte ha un carattere rivoluzionario, l’arte è un modo di sapere e il sapere è sempre una rivoluzione". (aise) 

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