LE REGIONI E IL LEGAME CON I CORREGIONALI ALL’ESTERO

LE REGIONI E IL LEGAME CON I CORREGIONALI ALL’ESTERO

ROMA – focus\aise\ - Le Regioni italiane continuano a farsi promotrici di iniziative volte a rafforzare il legame con i corregionali all’estero.
Come nel caso del Friuli Venezia Giulia e delle comunità italiane in Slovenia e Croazia, cui "la Regione non farà mancare il proprio supporto". Lo ha assicurato l'assessore alle Politiche comunitarie e corregionali all'estero, Pierpaolo Roberti, nel corso dell'incontro con la delegazione dell'Unione Italiana, guidata dal presidente Maurizio Tremul, avvenuto nei giorni scorsi a Trieste. L’assessore Roberti è intervenuto anche sulla delicata questione dell'Università Popolare di Trieste e delle difficoltà economiche in cui versa. All’Università era affidata la gestione di una parte consistente dei contributi per le comunità italiane in Istria, ma l'assessore ha garantito che "la Regione è conscia della situazione di disagio generata da questa situazione ma, allo stesso tempo, è necessario che venga fatta chiarezza sull'intera vicenda. Solo quando avremo un quadro preciso della reale entità degli scompensi di bilancio, infatti, potremo stabilire la migliore strategia d'intervento". Rimarcando "l'importanza delle attività attuate dalle comunità italiane in Istria, in particolare attraverso gli istituti scolastici e le numerose iniziative in ambito sociale", l'assessore ha quindi confermato la valenza del dialogo tra le Regione e l'Unione Italiana e ribadito la volontà di individuare una soluzione alla mancata erogazione dei contributi gestiti dall'Università Popolare.
Sempre in Friuli Venezia Giuli il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, ha voluto accogliere presso la sede dell'Assemblea regionale i giovani che prendono parte alla XX edizione dello stage formativo culturale organizzato dall'Associazione Giuliani nel Mondo, con il sostegno finanziario della Regione Friuli Venezia Giulia. "La storia e le storie dei tanti friulani e giuliani che anni fa hanno lasciato la loro terra di origine sono per noi oggi un modello, un esempio di integrazione non solo da sostenere, ma anche da cui trarre ispirazione", ha detto loro Zanin. "Partiti per cercare una qualità della vita che l'Italia allora non riusciva a garantire, i nostri corregionali hanno saputo cogliere nuove opportunità negli Stati che li hanno accolti, distinguendosi nella maggior parte dei casi con successo. Non hanno però mai rivendicato solo diritti, ma hanno responsabilmente rispettato una serie di doveri: l'osservanza delle leggi, il rispetto delle culture, delle tradizioni, delle comunità nelle quali iniziavano a inserirsi. Era ben chiaro il concetto di stato dei doveri nei vostri genitori e oggi voi siete qui a testimoniare come processi di integrazione che hanno poggiato su questo modello, siano risultati vincenti".
L’Emilia Romagna si è spostata a Firenze per presentare nell’ambito del festival "L’Eredità delle donne" un ambizioso progetto transnazionale dedicato all’eredità culturale delle donne. "Il patrimonio delle donne: eredità transculturali e memorie al femminile nell’emigrazione emiliano-romagnola" è il nome del progetto che, sostenuto dalla Consulta per gli emiliano-romagnoli nel mondo, vede come capofila "Eutopia - Ri-generazioni territoriali" di Reggio Emilia, in partenariato con le associazioni di emiliano-romagnoli di Parigi, Genk e Berlino, le reti parigina "Italia in Rete" e berlinese "Rete Donne" e il Centro Documentazione Donne di Modena. L’obiettivo è costruire insieme, dal basso, un patrimonio culturale delle donne e in particolare delle migranti. "Di cosa è fatto il patrimonio culturale di una donna visto che a scuola vengono insegnati principalmente "eroi" uomini? Cosa succede quando una donna cambia Paese? Cosa aggiunge nel suo bagaglio culturale femminile? Sono domande di valore epocale che interrogano il nostro presente e orientano nel futuro", spiegano gli organizzatori del progetto che assume tali domande "con la finalità di costruire un percorso di valore formativo tramite modalità di genere, dando ascolto e voce alle donne emiliano-romagnole protagoniste di percorsi migratori tra Francia, Germania, Belgio".
È infine attualmente in corso presso il Campus l’Infinito di Recanati l’educational tour dei venti giovani discendenti dei marchigiani all’estero provenienti da Argentina, Brasile, Uruguay e Canada. Durante questi giorni saranno protagonisti di un percorso di conoscenza delle proprie origini con l’obiettivo di valorizzare le Marche senza confini. (focus\aise) 

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