L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI DELL’ABRUZZO

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione e lo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione.
Pubblichiamo oggi la scheda sull’Abruzzo. Tra i dati emersi, da segnalare quello che vede al primo posto tra i paesi di nascita più rappresentati tra i titolari d’impresa stranieri la Svizzera con il 10,7%: si tratta di figli nati all’estero dei migranti abruzzesi tornati a fare investimenti nella patria dei genitori.
LA SCHEDA IDOS SULL’ABRUZZO
Sono 13.782 le imprese condotte da lavoratori di origine straniera sul territorio abruzzese all’inizio del 2018, pari al 9,3% di tutte le attività imprenditoriali registrate nelle locali Camere di Commercio.
Il loro numero ha registrato negli ultimi anni un andamento in crescita, ma in maniera molto moderata (+1,5% tra 2016 e 2017 e +9,8% cumulativamente tra 2012 e 2017) rispetto a quanto registrato invece a livello nazionale (rispettivamente +2,8% e +19,6%) o più limitatamente a livello di Italia meridionale (rispettivamente +3,5% e +29,9%).
Tra le imprese regionali i cui responsabili sono nati all’estero, il 72,6% è gestito da stranieri non comunitari e il 77,6% è registrato secondo una dimensione individuale (10.696 su 13.782).
A livello territoriale la maggioranza delle imprese individuali immigrate si concentra nella più industrializzata provincia di Teramo (31,8%), seguita dalle province di Pescara (28,6%), Chieti (23,6%) e, infine, L’Aquila (15,9%), relativamente sfavorita da un territorio per lo più montano, senza sbocco sul mare e a minor densità abitativa.
A livello regionale l’incidenza femminile tra i titolari di impresa stranieri raggiunge livelli molto alti e con il 31,1% si colloca ben 8 punti percentuali al di sopra della media complessivamente registrata a livello nazionale (23,3%).
Tra i paesi di nascita più rappresentati tra i titolari d’impresa stranieri a livello regionale troviamo al primo posto la Svizzera con il 10,7%: il dato non deve sorprendere perché, per una regione a forti tassi di emigrazione fino a pochi decenni fa, si tratta dei figli nati all’estero dei migranti abruzzesi tornati a fare investimenti nella patria dei genitori.
Al secondo posto si colloca la Romania con il 10,6%, seguita dalla Cina con il 9,3%, dal Marocco con l’8,8% e dall’Albania con il 7,0%. A livello provinciale dominano la graduatoria i nati in Cina nel teramano e i nati in Senegal nel pescarese, in corrispondenza tra l’altro di un maggiore protagonismo rispettivamente delle attività manifatturiere (dieci punti percentuali in più rispetto alla media regionale) e del commercio (quindici punti in più).
Per quanto riguarda i settori di impresa il 61,9% dei titolari d’impresa stranieri è attivo a livello regionale nel settore dei servizi (principalmente nel comparto del commercio con il 42,2%), il 29,4% nell’industria (rappresentata dai comparti dell’edilizia, con il 19,6% delle imprese immigrate, e delle attività manifatturiere, con il 9,8%) e il 6,0% nell’agricoltura.
A livello territoriale il commercio è il primo comparto in tutte le province abruzzesi, mentre spiccano, da una parte, il 12,2% delle imprese immigrate attive nel settore agricolo nel chietino e, dall’altra, il 19,8% di imprese immigrate nel comparto delle attività manifatturiere nella provincia di Teramo, dove in particolare la Val Vibrata, al confine con le Marche, si segnala per essere sede di una miriade di piccole e medie imprese soprattutto del settore tessile e calzaturiero. Considerata la crescita significativa del settore turistico nell’ambito dell’economia regionale, che sta richiamando sempre più numerosi visitatori da tutta l’Italia e l’Europa, si può prevedere in una prospettiva di breve-medio termine un maggiore protagonismo dei titolari d’impresa stranieri nei comparti alberghi e ristoranti e viaggi interni al settore dei servizi. (aise) 

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