L’OPINIONE ITALIANA DELL’UNIONE EUROPEA

L’OPINIONE ITALIANA DELL’UNIONE EUROPEA

ROMA\ aise\ – La rappresentanza in Italia della Commissione europea ha presentato questa mattina, presso lo Spazio Europa, il rapporto Eurobarometro sull’Italia. Si tratta dell’Eurobarometro standard (ci sono quelli speciali e i così detti “flash”) n° 88, sin da quando è stato istituito dalla Commissione europea nel 1974 (con cadenza, inizialmente, biennale). Nello specifico, l’Eurobarometro è lo strumento per tastare il polso dell’Europa, un sondaggio sulle opinioni dei cittadini UE.
Quello presentato oggi (in ritardo nel nostro Paese rispetto al resto d’Europa), è stato effettuato tra il 5 e il 19 novembre 2017.
33.193 interviste con cittadini di tutti e 28 gli Stati membri e dei 5 candidati all’adesione (Turchia, Serbia, Montenegro, Albania, Macedonia).
I cittadini italiani ad essere stati intervistati da TNS Italia, società incaricata dalla Commissione, sono stati 1.034.
Che cosa emerge da questo sondaggio? Secondo la stessa ammissione dei relatori (tra cui Vito Borrelli, vice capo della Commissione europea in Italia, e Mario Morcellini, ordinario di Sociologia alla Sapienza), i dati hanno sconfessato le aspettative dei tecnici su quasi tutti i fronti.
I temi affrontati, in particolare, hanno riguardato: l’Euro e l’economia; l’immigrazione; il terrorismo; il senso di appartenenza all’UE; la fiducia nelle istituzioni e il rapporto con i social media. A dispetto della media europea, per fare un esempio emblematico, in Italia l’opinione pubblica ha come principale preoccupazione non l’immigrazione (c’è stato anzi un calo del 9% rispetto ai sondaggi del 2016), ma la disoccupazione e la situazione economica, percepita come vero “vulnus” della nostra società.
Nello specifico, il 32% degli intervistati resta pessimista sul quadro occupazionale; aumentano però dal 29 al 31% quelli che vedono uno spiraglio di miglioramento all’orizzonte.
Per quanto riguarda l’immigrazione, una forte discriminante riguarda il luogo di provenienza di chi cerca accoglienza. La maggioranza degli italiani (il 59%) diffida degli immigrati extra-UE, mentre è favorevole a quelli provenienti da altri paesi UE.
Contrariamente a quanto suggerito a gran voce da alcuni attorni della recente campagna elettorale (campagna per cui la presentazione del sondaggio è slittata nel nostro Paese), aumentano in Italia i favorevoli alla moneta unica, pur registrando un 70% di intervistati che ritiene di massima urgenza l’individuazione di misure per contrastare il debito pubblico.
A fare da contraltare a questa tiepida fiducia nell’economia, i dati registrano un passo indietro nella percezione dell’UE come Patria comune, confermando una curiosa (e interessante, dal punto di vista sociologico) distonia presente nel nostro Paese. Il 46% degli intervistati ritiene infatti che l’Italia potrebbe avere un futuro migliore al di fuori dell’UE, un dato molto simile soltanto a quelli della Gran Bretagna. Dato, tra le altre cose, che registra un peggioramento rispetto alle precedenti valutazioni.
Il 52% degli italiani dice di non provare un senso di attaccamento all’Unione Europea, mentre, a livello europeo, il dato è più confortante (il 54% si sente parte di un’entità comune). Allo stesso tempo, il 54% degli italiani dice di sentirsi un cittadino europeo (+1% rispetto al 2016), ma la media UE è del 70%.
Nonostante tutto, però, il 58% degli italiani, spesso in contraddizione con sé stessi, ritiene che la voce dell’UE conti qualcosa a livello globale, riconoscendo il vantaggio di farne parte. In particolare, maggiore fiducia c’è nella fascia di cittadini tra i 15 e i 34 anni, con un livello d’istruzione medio-alto. Contestualmente, la sfiducia è maggiore tra gli Over 70 e i meno istruiti.
Riguardo la percezione dei social media, il 62% degli intervistati ritiene i social media un modo moderno per informarsi di politica, anche se i recentissimi scandali di Cambridge Analytica e Facebook potrebbero aver invertito il trend e, a riguardo, sarà interessante conoscere i risultati delle prossime indagini.
“Opertet ut scandala eveniant” (è necessario che, talvolta, scoppi qualche scandalo) è il commento di Mario Morcellini), che vede nell’influenza dei social e dei media che ne fanno un uso spregiudicato (non tutti i media, solo alcuni) una seria minaccia per la nostra società. “Un’informazione sbagliata, ci fa osservare la realtà con gli occhi iniettati di sangue”.
Esempio lampante la percezione del terrorismo che, nonostante sul suolo italiano non abbia mietuto vittime, si colloca in cima alle preoccupazioni (prima dell’immigrazione, dopo la disoccupazione) e questo per colpa di un’informazione spesso sbagliata, che ci fa percepire diversamente la realtà. (gianluca zanella\ aise) 

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