L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

ROMA – focus/ aise – Può sembrare scontato, ma l’attenzione che gli italiani hanno verso i connazionali residenti all’estero e viceversa, è il sintomo di un legame difficile da spiegare, che si può provare solamente avendo quantomeno origini italiane. Lo dimostra, ad esempio, quanto sostenuto a Bruxelles da Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Politiche comunitarie e Corregionali all'estero del Friuli Venezia Giulia, insieme a Giorgio Perini e Giulio Groppi dell'Associazione giuliani nel mondo e Daniele Moruzzi del Fogolâr Furlan della capitale belga. La delegazione era lì per partecipare alla Settimana europea delle Regioni e delle Città, e ha spiegato che "le occasioni di incontro e scambio di idee e punti di vista con i nostri corregionali residenti all'estero sono molto importanti e hanno una doppia valenza. In primo luogo - ha evidenziato Roberti - i giuliani e i friulani nel mondo si sono sempre dimostrati ottimi ambasciatori della nostra regione, promuovendone le bellezze e le tipicità. Inoltre, molti di loro operano all'interno delle istituzioni europee e sono quindi interlocutori privilegiati per comprendere appieno le dinamiche comunitarie, permettendo dunque alla Regione di essere al passo con esse".
La scorsa settimana, nel solco della nuova legge che prevede lo studio dell’emigrazione inserito in tutte le scuole di qualsiasi grado del Veneto, 300 studenti di Vicenza degli istituti superiori di Vicenza “Antonio Canova”, I “S. Bertilla Boscardin” e “Bartolomeo Montagna” di Vicenza hanno avuto come docente per un giorno il professor Joao Candido Portinari, figlio del pittore brasiliano Candido Portinari, il più noto artista del paese carioca.
Le opere e il percorso storico e artistico di Candido Portinari, figlio di una ragazza di Bassano, Domenica Torquato, e di Giovan Battista, bracciante agricolo di Chiampo emigrato nelle piantagioni di caffè del ‘nuovo mondo’, diventato gloria nazionale del Brasile e ‘ambasciatore’ dell’arte sudamericana nel Palazzo di Vetro dell’Onu di New York con il monumentale pannello “Guerra e Pace”, hanno offerto un’avvincente testimonianza della storia dell’emigrazione veneta e della vivacità dell’esperienze culturali create dai ‘veneti nel mondo’. È poi di venerdì scorso la notizia che nel luglio 2019 si compirà il 45° anniversario dall’ inaugurazione del Monumento “Ai Piemontesi nel mondo” di San Pietro Val Lemina (provincia di Torino), monumento simbolo dell'emigrazione piemontese, inaugurato nel luglio 1974 e divenuto “cuore pulsante” di tante visite e di tanti commossi omaggi al movimento associativo piemontese nel mondo e alle infinite radici ed intrecci che da lì si diramano. A renderlo noto è una newsletter proprio dei Piemontesi nel Mondo, dove si presenta anche un progetto per il prossimo anno: una grande mostra sui monumenti nel mondo dedicati agli emigrati e ai gemellaggi piemontesi. Una raccolta di fotografie, immagini, descrizioni, racconti sui monumenti che ornano tante piazze e angoli di città e paesi dei cinque continenti, ispirati dalle esperienze di emigrazione e di gemellaggio. Monumenti grandi e piccoli, realizzati da amministrazioni comunali, da associazioni, da circoli, da privati; monumenti attorno ai quali ancora oggi si coagulano ricordi, celebrazioni, ricorrenze, anniversari; monumenti che rappresentano e testimoniano la fierezza del passato e la volontà di lasciare impronte concrete e tangibili nello scorrere del tempo e delle generazioni. (focus\ aise) 

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