MANOVRA 2019/ CARIO (MAIE) : LA RIPRESA DELLE ASSUNZIONI PER LA RETE CONSOLARE EVENTO STORICO

MANOVRA 2019/ CARIO (MAIE) : LA RIPRESA DELLE ASSUNZIONI PER LA RETE CONSOLARE EVENTO STORICO

ROMA / aise / -Il senatore Adriano Cario, eletto all’estero in Argentina, primo firmatario dell’’emendamento alla manovra 2019 che consente l’assunzione di personale per la rete consolare, dopo 30 anni di blocco, non nasconde la propria soddisfazione per l’obiettivo raggiunto. “Finalmente” sottolinea “ una manovra che favorisce gli italiani all’estero” e che, aggiunge, “mette fine alla mafia degli appuntamenti”.”E, inoltre, l’aver tenuto fuori dai tagli l’editoria italiana all’estero”. Il l tutto nell’intervista a caldo concessa dall'esponente di punta del MAIE, al periodico della sua città , L’Eco d’Italia, diretto a Buenos Aires da Pablo Mandarino.
D. Senatore, è stata una settimana pazzesca a Palazzo Madama. La manovra è stata riscritta mille volte, le cento bozze diverse consegnate volavano tra senatori arrabbiati e cambiavano di ora in ora secondo le continue modifiche. Il tempo scorreva e nessuno era in grado di dire cosa avrebbe contenuto alla fine.
R.- E’ vero, le negoziazioni sono state estenuanti ma, alla fine, ne è valsa la pena. Il ruolo del Sottosegretario Merlo nell’intesa è stato fondamentale, perchè oltre a far valere il nostro peso, di noi eletti all’estero nel MAIE, in aula, è riuscito a far capire al governo che le risorse verso gli italiani all’estero rappresentano un investimento per l’Italia.
D.- Questo esecutivo, al centro di tante polemiche per le sue decisioni economiche e le sue dichiarazioni politiche, è, alla fine, un governo favorevole agli italiani all’estero?
R.- Se osserviamo i risultati di questo anno, decisamente sì. Pe la prima volta nella storia, un figlio dell’emigrazione fa parte di un Governo Italiano. In conseguenza, dalla Sottosegreteria, di cui è titolare Ricardo Merlo, si è potuto avanzare proposte su politiche e decisioni che avranno presto un impatto reale sulle nostre comunità. Ma, questo non è un governo che decide d’investire sugli italiani all’estero perchè così vuole. No, il fatto è che c’è un partito, il MAIE, che dopo 10 anni di presenza in parlamento, con lavoro, con passione e soprattutto con coerenza, ha saputo ottenere un posto importante dentro la politica italiana, e ora dentro questo esecutivo. E non parlo solo di Merlo, poiché anche il lavoro alla Camera del collega deputato Mario Borghese è fondamentale per ottenere risultati come questi.
D.- E, dire che il Governo, sotto pressing da parte dell’Unione Europea, aveva bisogno di ridurre il deficit: come avete fatto a convincerlo ad ulteriori impegni di spesa?
R.- Principalmente, abbiamo potuto far capire al governo che noi italiani all’estero siamo una risorsa. Abbiamo detto semplicemente che se valutiamo il costo percentuale che noi rappresentiamo per la manovra e il beneficio economico che produciamo con l’esportazione, grazie alla promozione dei prodotti italiani, e con il turismo di ritorno, il bilancio è più che positivo per il fisco italiano. E , d’altra parte, oltre che dei numeri e della forza politica del MAIE, mi piace sottolineare il ruolo determinante svolto dalla Farnesina per gli italiani all’estero.
D.- L’ultima bozza di manovra che il governo aveva fatto circolare comprendeva, con un apposito comma, anche delle forti penalizzazioni all’editoria italiana all’estero. Quel punto, di cui la Fusie ha chiesto l’abolizione , è entrato poi nella versione finale approvata del maxi-emendamento?
R.- No, quel punto è stato, per fortuna, abolito. Anzi più che per fortuna per l’impegno di persone come il sottosegretario Merlo, che ne ha fatto una priorità personale. Il taglio a un 1 milione dei fondi all’editoria italiana all’estero, avrebbe significato la chiusura della maggioranza delle oltre 100 testate stampate ed editate nel mondo. E’ stata , insomma, una battaglia importante, poiché la loro funzione è essenziale e implementa lo svolgimento dell’azione del nostro associazionismo, sia per la diffusione delle attività delle istituzioni che per il supporto alla promozione del Made in Italy nel suo complesso, prodotti, eccellenze, cultura , turismo, lingua italiana.
D. – Ma, in conclusione, quella votata, è alla fine l’intesa che avete negoziato dall’inizio?
R.- A mio avviso, l’intesa raggiunta è oggettivamente molto positiva, almeno in questa contingenza politica. D’altra parte, siamo, come Maie, certamente consapevoli che mancano ancora tantissime cose da fare e problemi da risolvere  per i nostri connazionali. Però, dobbiamo essere sinceri e realisti. In questa situazione sociale, economica e politica che attraversa l’Italia, essere riusciti a rafforzare la rete consolare e fermare il taglio all’editoria italiana all’estero, è già stata un’impresa. (aise) 

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