MARCINELLE: IL CORAGGIO E LA TENACIA DEGLI EMIGRANTI

MARCINELLE: IL CORAGGIO E LA TENACIA DEGLI EMIGRANTI

ROMA\ aise\ - Mercoledì prossimo, 8 agosto, Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, Raffaele Fantetti, senatore di Forza Italia eletto in Europa, sarà in missione col ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi a Marcinelle, per commemorare ed onorare i morti della tragedia mineraria del 1956 presso il Bois de Cazier. In questa occasione, Fantetti sarà anche latore del messaggio ufficiale della Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che riportiamo di seguito.
“A 62 anni dalla tragedia di Marcinelle, è indelebile il ricordo dei nostri connazionali che persero la vita nella miniera del Bois du Cazier, intrappolati nelle profondità di quella terra nera eppure preziosa come l’oro. La terribile esplosione causò la morte di 262 uomini, di cui 136 italiani; tutti partiti dalle loro terre in cerca del lavoro che un’Italia martoriata dal conflitto mondiale non poteva offrire. Per tanti, infatti, durante il secondo dopoguerra, il Belgio divenne il sogno di un futuro possibile. E così oltre 150mila nostro padri, nostri fratelli, lasciarono famiglie ed affetti alla ricerca di un’occupazione che restituisse loro quella dignità che solo il lavoro può dare.
Qualcuno trovò la fortuna cercata. In tanti, nonostante le condizioni lavorative fossero al di sotto dell’accettabile, non tornarono più in Italia coltivando la speranza di una vita nuova.
Quei connazionali, in qualsiasi parte del mondo, hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione dell’Italia di oggi. Lo hanno fatto con l’esempio, con le rimesse, con l’aiuto concreto ad una economia nazionale che era in forti difficoltà.
Anche per questo, la disgrazia di Marcinelle è diventata il simbolo del coraggio, della tenacia, della forza di volontà di un popolo di emigranti disposti a grandi rinunce perché animati da un profondo orgoglio e da un forte desiderio di riscatto.
La memoria di quel tragico giorno è quindi legata a doppio filo al sentimento di solidarietà che è alla base della nostra comunità nazionale.
È un monito per le future generazioni: affinchè riflettano sugli sforzi e sui sacrifici patiti da chi ci ha preceduti. E lo è anche per le istituzioni: perché il lavoro sia veramente un diritto per tutti, un diritto che va garantito, tutelato, protetto.
Ai familiari delle vittime e a tutti i partecipanti alla commemorazione giunga quindi il mio più sentito e affettuoso saluto”. (aise) 

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