MATTARELLA AL XII SIMPOSIO COTEC EUROPA DI LISBONA

MATTARELLA AL XII SIMPOSIO COTEC EUROPA DI LISBONA

LISBONA\ aise\ - "La ricerca e l'innovazione sono sempre state le chiavi principali del progresso" e "degli straordinari avanzamenti che hanno permesso alle nostre società di raggiungere livelli di vita mai toccati nella storia e all'Europa di continuare a rappresentare uno dei centri della crescita del benessere del nostro pianeta". A fronte di ciò, "il primo dovere delle Istituzioni è quello di saper accompagnare la ricerca e l'innovazione con misure atte a gestire una transizione, nelle nostre società, con forme che tutelino le fasce sociali interessate dalle trasformazioni. Occorre elaborare politiche che consentano di cogliere i frutti del progresso tecnologico senza che ne facciano le spese i valori fondanti e l'identità delle nostre comunità". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi è intervenuto a Lisbona al XII Simposio annuale della Fondazione COTEC Europa.
Prendendo la parola di fronte alla platea di autorità europee e al re di Spagna Juan Carlos, "cui si deve l'idea di dar vita a questa importante iniziativa, foro di confronto e collaborazione", Mattarella si è soffermato sul tema scelto per l’evento, "Work 4.0: Technology – Employment Alliance", ovvero "il lavoro nell'era digitale". Un tema "fra i più delicati che i nostri Paesi singolarmente e l'Unione nel suo insieme si trovano ad affrontare".
"La ricerca e l'innovazione sono sempre state le chiavi principali di quello che comunemente definiamo progresso, degli straordinari avanzamenti che hanno permesso alle nostre società di raggiungere livelli di vita mai toccati nella storia e all'Europa di continuare a rappresentare uno dei centri della crescita del benessere del nostro pianeta", ha riconosciuto Mattarella. "Questi traguardi sono stati conseguiti attraverso gli sviluppi tecnologici che, sovente, hanno alleviato la fatica dell'uomo: a essi si sono accompagnati cambiamenti, anche radicali, del tessuto sociale dei nostri Paesi".
"La prospettiva che si è manifestata in questi tempi differisce, tuttavia, rispetto alle "rivoluzioni" tecnologiche del passato", ha osservato il capo dello Stato. "L'ampliamento della produzione e distribuzione di merci e beni di consumo sta lasciando progressivamente il posto a beni e servizi immateriali, facendo presagire un passaggio da "un'economia tradizionale" a "un'economia digitale". Un'economia, le cui risorse appaiono potenzialmente illimitate, così come potenzialmente illimitate sembrano le sue possibilità di crescita".
"Parallelamente", ha continuato il presidente Mattarella, "l'automazione nei processi produttivi, talvolta con forme significative di applicazione dell'intelligenza artificiale, cambia radicalmente il mercato del lavoro ereditato dalla rivoluzione industriale e dalle innovazioni successivamente introdotte".
"A fronte di questo "salto di qualità" - i cui effetti sulla società debbono essere in larga parte ancora valutati - il primo dovere delle Istituzioni", ha sottolineato Mattarella, "è quello di saper accompagnare la ricerca e l'innovazione con misure atte a gestire una transizione, nelle nostre società, con forme che tutelino le fasce sociali interessate dalle trasformazioni. Occorre elaborare politiche che consentano di cogliere i frutti del progresso tecnologico senza che ne facciano le spese i valori fondanti e l'identità delle nostre comunità".
"Questi compiti", ha detto il capo dello Stato, "che in passato ricadevano nel perimetro esclusivo degli Stati, possono e dovrebbero essere ora affrontati, in una dialettica positiva e collaborativa, dall'Unione e dai suoi Paesi membri, dalle autorità statali e dagli operatori economici, in un'ottica di equilibrio fra sviluppo e rispetto di quegli standard sociali che rappresentano conquiste irrinunciabili della nostra Europa. Il "pilastro" dei diritti sociali approvato al recente vertice dell'Unione Europea a Gotebòrg mostra, del resto, la volontà di andare nella direzione di una Europa consapevolmente sociale, nella conferma dello specifico paragrafo della Dichiarazione di Roma sottoscritta dai 27 leader in occasione del 60° anniversario dei Trattati. Pari opportunità e accesso al mercato del lavoro; condizioni di lavoro eque; protezione sociale e inclusione, sono i capitoli che lo contraddistinguono".
Soffermandosi poi a riflettere sul "rapporto stesso fra condizione della persona e lavoro, il presidente Mattarella ha ribadito che "lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e della robotica, insieme alle potenzialità delle reti, a una comunicazione digitale globalizzata, ci pongono, con eccezionale rapidità, di fronte a interrogativi di straordinaria ampiezza, che implicano e richiedono capacità di riflessioni approfondite e trasformazioni incisive".
"Come far sì, ad esempio, che il mondo dell'istruzione sia all'altezza di queste sfide, garantendo così ai nostri giovani un accesso dignitoso e fruttuoso, nell'interesse dell'intera società, ai processi produttivi?", ha chiesto il capo dello Stato ai presenti. "Come assicurare a chi attualmente si trova nel mondo del lavoro una formazione, o una riqualificazione, tali da evitare l'emarginazione, la demotivazione o la disoccupazione, con sprechi umani e sociali evidenti? Come bilanciare la perdita di posti di lavoro, inevitabilmente determinata dalle nuove tecnologie, con la contestuale nascita di sbocchi professionali nuovi? Come assicurarsi che i divari di genere, ancora purtroppo esistenti, si riducano e non si allarghino? Infine, come evitare che la rivoluzione digitale sia foriera di maggiori diseguaglianze in termini di diritti, di trattamenti professionali?".
Denunciando risposte alo stato attuale "soltanto parziali", Mattarella ha fatto appello alla parola "alleanza". "Alleanza fra il mondo della ricerca, che produce l'innovazione, e l'impresa che la utilizza, con le Istituzioni pubbliche che sono chiamate a garantire, sia in campo economico sia in campo sociale, il mantenimento dei diritti e delle tutele che intimamente appartengono alle nostre tradizioni storiche e giuridiche. Alleanza con le aziende, che sono il motore principale di gran parte di queste trasformazioni".
"Occorre elaborare linee guida che, nel promuovere questi processi senza imbrigliarne il potenziale positivo, garantiscano, in modo rigoroso, l'applicazione a questa nuova fase di una piena tutela dei lavoratori, in aderenza ai nostri valori", ha detto Mattarella, facendo leva sulla "dimensione mediterranea" che accomuna i Paesi COTEC. "Occorre compiere ogni sforzo per far sentire, nell'interesse dell'Unione, la nostra "voce" a Bruxelles, per valorizzare quella sensibilità mediterranea che ci accomuna. Non si tratta di animare un foro di discussione che si contrapponga strumentalmente ad altre aggregazioni fra Paesi membri, ma di un'occasione per arricchire il confronto con una prospettiva diversa e specifica".
"In Europa, in questi anni, si giocheranno partite importanti, che decideranno gli assetti futuri dell'Unione. Il mio auspicio", ha concluso Mattarella, "è che i nostri Paesi, ancor più che in passato, possano farsi promotori di una visione condivisa, a beneficio delle nostre società e di tutta, intera, la comune casa europea". (aise) 

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