MATTARELLA APRE LA CONFERENZA ITALIA-AFRICA

MATTARELLA APRE LA CONFERENZA ITALIA-AFRICA

ROMA\ aise\ - È "un dialogo antico" quello che lega "popoli e culture delle due sponde del Mediterraneo" e, oggi come nel passato, "i rapporti con l’Africa sono prioritari nella nostra politica estera". Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto questa mattina alla Farnesina, aprendo la cerimonia di inaugurazione della Conferenza Ministeriale Italia-Africa.
Prendendo la parola nella Sala Conferenze Internazionali di fronte ai vertici dell’Unione Africana, delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni Internazionali, di ambasciatrici e ambasciatori, oltre che del governo italiano, Mattarella ha ricordato il centenario della nascita di un grande e indimenticato leader africano, Nelson Mandela. Poi ha proseguito: "Sono passati poco più di due anni dai lavori della prima edizione e, oggi come allora, la presenza di un numero così vasto di interlocutori qualificati rivela l’interesse rivestito dal dialogo tra l’Africa e il nostro Paese. Un dialogo antico, fra popoli e culture delle due sponde del Mediterraneo, e ben oltre".
Il capo dello Stato ha parlato di "opportunità ed incognite". In quest’ultimo caso ha fatto riferimento ad "un processo di globalizzazione imperfetto, con benefici non inclusivi; una crescita economica spesso disgiunta dalla sostenibilità ambientale; trasformazioni epocali indotte dall’avanzamento tecnologico; un andamento delle relazioni internazionali caratterizzato da rischi di indebolimento del quadro di regole costruito in sede multilaterale". Senza trascurare "l’aumento di fattori di rischio per le nostre società, come l’estremismo violento, la criminalità organizzata transnazionale, i traffici illeciti, anche di esseri umani".
"I lavori di questa Conferenza si svilupperanno, dunque, nel segno della continuità del nostro impegno, intensificatosi in misura significativa in questi anni", ha sottolineato Mattarella.
Quanto alle opportunità, "esistono oggi, fra noi, sinergie e collaborazioni nuove e sempre più strette, caratterizzate da un partenariato paritario e ampio, risultato dell’evoluzione e maturazione delle nostre relazioni. I rapporti con l’Africa sono prioritari nella nostra politica estera", ha detto Mattarella facendo riferimento "alle interlocuzioni politiche, agli scambi culturali ed economici, ai numerosi e qualificati consessi che, a vari livelli, ospitiamo e promuoviamo, sull’agricoltura, l’energia, la cooperazione, il ruolo delle diaspore, l’etnografia".
Auspicando poi "ulteriori" sue missioni nel continente dopo quelle in Etiopia, in Camerun e presso l’Unione Africana, Mattarella ha riconosciuto che "in questi anni sono anche cresciute l’intensità e la frequenza delle visite che leader africani hanno effettuato in Italia". Come pure ha evidenziato "un incremento tangibile del nostro impegno economico-finanziario, con un approccio che ha portato le iniziative della Cooperazione Italiana al quarto posto fra i contributori in ambito G7. Ad esse, si aggiungono le numerose e rilevanti esperienze di cooperazione delegata all’Italia dall’Unione Europea".
"Lo slancio del nostro Paese verso l’Africa", ha aggiunto Mattarella, "ha condotto a un’accresciuta attenzione delle nostre imprese, che ci consente di essere annoverati tra i principali investitori nel Continente e tra quei Paesi che, negli ultimi anni, hanno più incrementato i flussi di capitale verso gli Stati africani".
Va detto, ha proseguito il presidente Mattarella, che "nessuna area geografica è interessata da così profondi cambiamenti come quelli in atto in Africa. Il continente presenta il più alto tasso di crescita demografica e la più elevata percentuale di giovani. La sua popolazione potrebbe raddoppiare, entro il 2050, e giungere a 2,5 miliardi di individui, rappresentando così un quarto dell’intera umanità del pianeta. Cifre che, oltre ad avere un impatto immediato esigono, tra l’altro, la necessità dei benefici di una crescita elevata e durevole, tale da sostenere lo sviluppo e il rafforzamento di reti sociali che, mentre la consolidano, impediscano l’affermarsi di disuguaglianze, autentico freno al progresso armonico di ogni società".
"L’Italia", ha garantito Mattarella, "può contribuire, in questa direzione, con una presenza articolata e ampia, con una radicata partecipazione della società civile, con le organizzazioni non governative, le associazioni, i volontari, la rete degli enti locali, il mondo produttivo. E può contare su relazioni proficue con le organizzazioni regionali africane e con l’Unione Africana".
"Se è vero che nel rapporto con l’Africa è presente una specifica sensibilità italiana", ha detto ancora il capo dello Stato, "è altrettanto vero che l’impegno del nostro Paese trova necessario complemento in quello dei partner del G7, del G20 e, soprattutto, dell’Unione Europea. La rilevanza dell’Africa impone infatti uno sforzo d’insieme, che metta in comune tutte le risorse, le esperienze e le visioni esistenti".
"Se il dialogo tra Unione Africana e Unione Europea continua a consolidarsi, ciò è dovuto anche all’accresciuto rilievo dei processi di integrazione continentale e regionale africana, che l’Italia sostiene da sempre con radicata convinzione", ha voluto sottolineare Mattarella, che ha espresso il proprio apprezzamento alla "attenzione dedicata dall’Unione Africana sia alla costituzione di una zona di libero scambio continentale, base indispensabile per favorire la crescita del commercio interafricano, sia alla creazione di un mercato unico africano del trasporto aereo, volano di connettività tra Paesi e popoli".
Mattarella si è detto fermamente convinto "che la collaborazione tra Unione Africana e Unione Europea possa conoscere sempre più ampi spazi di attuazione, per fornire risposte adeguate alle grandi sfide del nostro tempo". Tra queste il terrorismo, la criminalità organizzata, i cambiamenti climatici e le emergenze sanitarie, che si sono riverberate sui due continenti.
"Sono tuttavia intervenute anche dinamiche positive di assoluto rilievo, che l’Italia sostiene e incoraggia e che vorrei brevemente richiamare", ha ammesso Mattarella, facendo riferimento in particolare agli "sviluppi in corso in Africa orientale" e all’accordo di pace tra Eritrea ed Etiopia. "L’Italia guarda con ammirazione a questa svolta, che dimostra come il nobile obiettivo, promosso dall’Unione Africana, di "silenziare le armi" entro il 2020, non appartenga all’utopia, bensì alla realtà".
Rivolgendo ai ministri degli Esteri dei due Paesi "le più vive e sincere congratulazioni, per il coraggio dimostrato dai loro Paesi nel mettere da parte incomprensioni e tensioni, per una prospettiva di pace, stabilità e prosperità dei loro popoli e di quelli dell’intera regione", Mattarella ha espresso l’auspicio "che la stessa lungimiranza e responsabilità possano prevalere e affermarsi anche laddove ancora permangono situazioni di tensione e di conflitto, la cui soluzione contribuirebbe a consolidare i trend positivi che il Continente africano sta sperimentando", con una "sempre maggiore diffusione di un’imprenditoria dinamica, che ha ampliato il potenziale di crescita di molte aree, favorendo anche l’emergere di realtà di eccezionale valore dal punto di vista tecnologico".
Rivolgendosi agli ospiti in sala, il presidente Mattarella ha proseguito spiegando che i lavori della Conferenza "si innestano in un quadro di relazioni con i singoli Paesi africani e con le organizzazioni che li riuniscono che è duraturo, consolidato e rivolto al futuro. Un impegno che va oltre il dialogo istituzionale e abbraccia imprese, fondazioni, organizzazioni non governative e mondo del volontariato".
Prima di concludere il suo intervento, però, il capo dello Stato non poteva non affrontare un’altra delicata quanto fondamentale questione: "la dinamica demografica, le crisi ambientali e climatiche, i conflitti, hanno alimentato nel continente africano un movimento di popolazioni senza precedenti. Una ininterrotta catastrofe umanitaria nei confronti della quale l’Italia, consapevole della natura globale e non sporadica di questi movimenti migratori, si è dimostrata sensibile, non ultimo con l’accoglienza, dal 2015 ad oggi, di circa 475.000 migranti, con un approccio integrato e su più livelli, fondato sui principi di responsabilità condivisa e partenariato tra i Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi".
"A livello bilaterale e insieme ai nostri partner europei", ha continuato, "sosteniamo attivamente le politiche di cooperazione con i Paesi africani volte ad affrontare le cause che spingono le persone ad abbandonare i propri Paesi e a regolare la gestione dei fenomeni migratori, contrastando i trafficanti di esseri umani e tutelando i diritti umani, in forte connessione con l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni".
"Il principale obiettivo per il futuro dipende proprio dalla nostra capacità di collaborare per andare oltre la logica emergenziale, governando il fenomeno, rimuovendone le cause profonde", ha detto il capo dello Stato, assicurando che su temi come "migrazioni, crescita economica, integrazione politica, sicurezza e contrasto al terrorismo troverete sempre nell’Italia il più attento e sensibile fra gli interlocutori".
"Ci unisce un’idea di destino comune che ha radici antiche e che è determinante per favorire stabilità, prosperità e sicurezza nei nostri continenti", ha ribadito Mattarella. "Il nostro reciproco impegno, anche nei vari fori multilaterali nei quali siamo chiamati a operare, potrà conferire uno slancio ancora maggiore ai nostri sforzi, ma anche, mi auguro, una rinnovata attenzione da parte vostra per le capacità che il nostro Paese può mettere a disposizione per un avvenire comune di pace e prosperità". (aise)


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