MEDICI CON L’AFRICA CUAMM NELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA: DON DANTE CARRARO A BANGUI

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM NELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA: DON DANTE CARRARO A BANGUI

BANGUI\ aise\ - “Carissimi, la porta spalancata di una chiesa, la cattedrale. L'ha aperta Papa Francesco quasi 3 anni fa, a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana”. Da qui parte il reportage di don Dante Carraro, direttore dei Medici con l’Africa Cuamm, in questi giorni a Bangui, nella Repubblica Centroafricana.
“In quel giorno solenne, - ricorda don Dante – il Papa si è caricato sulle spalle le umiliazioni e i dolori degli ultimi e li ha portati con sé, dentro il tempio, non più stranieri e lontani ma carne della nostra carne. Ha allargato le braccia e li ha stretti a sé perché “figli prediletti”. Una sferzata alla Chiesa e al nostro mondo benestante, indifferente e arrabbiato. Non possiamo far finta che non esistano, non possiamo pensare che non ci riguardino”.
“La Repubblica Centrafricana, un paese grande due volte l'Italia con 5 milioni di abitanti, di cui 1 nella capitale, ha solo 400 chilometri di strade “asfaltate”. È al 188° posto su 188, nella graduatoria che mette in fila i paesi in base all’Indice di sviluppo umano. In alcune aree rurali – prosegue don Dante – la copertura vaccinale dei bambini non supera il 10% e il numero delle persone HIV positive è di circa 130.000 di cui solo la metà è in trattamento. A parte Bangui, ci sono 6 ospedali regionali, senza acqua ed energia, il personale è scarsissimo e poco preparato, manca totalmente un sistema di ambulanze per il trasporto dei casi gravi, la mortalità delle mamme e dei bambini è elevatissima”.
“Ci sono 4 pediatri locali in tutto il Paese e due di questi nella capitale, nell'unico ospedale pediatrico pubblico esistente. Il “complesso pediatrico di Bangui” ha 270 posti letto, pazienti ammassati l'uno sull'altro, un reparto e una sala chirurgica dignitosi, grazie all'aiuto dell'Unione Europea e della Cooperazione Italiana, e una sezione medica allo sbando. Papa Francesco – ricorda ancora il direttore del Cuamm – l'ha visitato e ha voluto fare la propria parte ricostruendo totalmente il reparto malnutriti e aiutando l'ospedale in toto.
L'ha fatto attraverso il “suo ospedale pediatrico”, il Bambino Gesù e la sua Presidente, la dottoressa Mariella Enoc. Sono stati questi ultimi a chiedere l'aiuto e l'intervento del Cuamm. Dallo scorso 1° luglio abbiamo iniziato”.
“Dentro all'abbraccio di una mamma accanto al suo bambino in un letto del complesso pediatrico di Bangui sogno di vedere l'abbraccio del mondo a questa povera Africa martoriata, e vedo concretamente l'abbraccio del Cuamm a Bangui e a questo nuovo paese. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti – conclude don Dante – per allargare sempre più il nostro abbraccio”. (aise) 

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