MERCATO DEL LAVORO/ UNIONCAMERE: ECCO PERCHE’ LE IMPRESE NON SI FIDANO DEI CENTRI PER L’IMPIEGO

MERCATO DEL LAVORO/ UNIONCAMERE: ECCO PERCHE’ LE IMPRESE NON SI FIDANO DEI CENTRI PER L’IMPIEGO

ROMA - focus/aise – Mentre il Governo archivia con soddisfazione l’approvazione del Decreto Dignità, che da oggi sarà in esame al Senato per il via libera definitivo, l’Unioncamere, sentita alla Commissione Lavoro, ci informa che, ancora oggi, quasi 2 imprese su 3 ricercano il personale con canali “informali”, e solo il 2% utilizza i Centri per l’impiego. Ovvero, quei centri che con l’avvento del reddito di cittadinanza, uno dei progetti prioritari dell’esecutivo M5S-LEGA, dovrebbe spazzar via, almeno nella forma attuale. D’altra parte, la loro scarsa efficacia sul mercato del lavoro italiano e provata anche e proprio dai numeri di Unioncamere. E sembrerebbe confermata anche queste tre notizie raccolte a campione dagli archivi : 4 giu 2012 “Sarebbero almeno 633.740 le opportunità di lavoro disponibili in tutta Italia; 3 set 2015 “ In Italia ci sono 722.400 posti di lavoro disponibili”; 27 lug 2017 - Con 3 milioni di disoccupati in Italia ci sono 1.007.835 di posti disponibili. Insomma, cè veramente qualcosa che non va nel mercato del lavoro italiane e nelle agenzie pubbliche che vi sono impegnate.
E, sempre secondo i dati forniti dall’Unioncamere, anche sul versante privato solo il 5% delle imprese fanno ricorso alle agenzie del lavoro, associazioni imprenditoriali e società di somministrazione. Eppure, allo stesso tempo le imprese segnalano difficoltà a reperire professionalità: nel 2017 più di 1 assunzione programmata su 5 rientrava tra quelle con difficoltà di reperimento.
È proprio il disallineamento fra la domanda e l’offerta di lavoro, aggiunge Unioncamere, una delle sfide principali che il nostro Paese deve affrontare. La domanda di lavoro è infatti rapidamente cambiata e a questo non ha corrisposto un analogo cambiamento dell’offerta.
Il sistema delle Camere di commercio, ha detto il vice Presidente vicario di Unioncamere, Andrea Prete, nel corso dell’audizione, “è da lungo tempo attivo sui temi relativi al mercato del lavoro con un impegno che si è ulteriormente sviluppato negli ultimi anni sui temi dell’orientamento, dell’alternanza scuola-lavoro e dell’incontro domanda-offerta di formazione e lavoro”.
Fra le proposte di Unioncamere, infine, di particolare importanza quella sul monitoraggio permanente del sistema imprenditoriale e l’analisi dei fabbisogni professionali e formativi.
Grazie alla tenuta dell’Anagrafe delle imprese e alla realizzazione del Sistema Informativo Excelsior in collaborazione con l’Anpal, infatti, le Camere possono offrire ai singoli Centri per l’impiego oltre che a tutti i soggetti attivi sul mercato del lavoro, informazioni puntuali sulle opportunità di lavoro dei rispettivi territori.
Unioncamere propone anche la costruzione di network locali di fiducia intorno alle Camere di commercio, azioni e iniziative per orientare le scelte formative e professionali dei giovani, la valorizzazione delle politiche e dei servizi di sostegno all’auto-impiego, una via italiana alla certificazione delle competenze a due livelli, centrale e territoriale. (focus/aise) 

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