MUSICA SENZA CONFINI: DUE ARTISTI UNGHERESI PER “I SUONI DELLE DOLOMITI”

MUSICA SENZA CONFINI: DUE ARTISTI UNGHERESI PER “I SUONI DELLE DOLOMITI”

BELLUNO\ aise\ - Non solo è la musica del Novecento, non solo riesce a mescolare e dare voce alle esperienze sonore più diverse, ma ormai il jazz è veramente un genere musicale che si arricchisce continuamente di esperienze e sonorità nuove.
La rassegna “I Suoni delle Dolomiti” ne offre un esempio esplosivo – venerdì, alle 12, presso il Rifugio Bergvagabunden in Val di Fassa - con due artisti che provengono da est attingendo a uno sterminato patrimonio di tradizioni e storie senza dimenticare la grande musica prodotta nell'Europa centrale. Si tratta del virtuoso della chitarra Ferenc Snétberger e del sassofonista Tony Lakatos, e sarà che la loro terra è attraversata da un fiume “mondo” come il Danubio che scioglie e porta con sé la Storia e le storie delle 10 nazioni che attraversa, ma anche la loro musica sembra essere una fucina in cui si fondono le esperienze sonore più diverse.
Ferenc Snétberger è nato in una famiglia di musicisti nel nord dell'Ungheria, è stato inizialmente influenzato da mostri sacri come Django Reinhardt e Egberto Gismonti fino a quando, durante i suoi studi al Conservatorio Béla Bartók di Budapest, ha scoperto e si è innamorato di Johann Sebastian Bach.
Critica e pubblico lo hanno celebrato come una delle poche voci veramente originali della chitarra contemporanea, un raro virtuoso capace di muoversi tra generi diversi e che ha sviluppato uno stile individuale impossibile da incasellare in una qualsiasi classificazione tanto che qualcuno ha scritto: "Quello che suona è jazz, è classica, è musica brasiliana; la grande arte di Snétberger sta nel dialogo tra oggi e ieri, è nella sintesi".
Al suo fianco, nello straordinario scenario del Gruppo Costabella – Cima Uomo, il sassofonista jazz Tony Lakatos, anche lui ungherese anche se attualmente vive a Francoforte in Germania, dove è arrivato nel 1981 dopo aver frequentato il Conservatorio Béla Bartók di Budapest. In Germania è diventato uno dei sassofonisti più noti al mondo partecipando come leader o sideman alla registrazione di qualcosa come 350 lavori.
Ha lavorato con numerose band e artisti da Toto Blanke a Uwe Kropinski, JoAnne Brackeen, Terri Lynne Carrington, Al Foster, Billy Hart e Anthony Jackson solo per citarne alcuni.
Il luogo del concerto è raggiungibile da Passo San Pellegrino con seggiovia Costabella e poi a piedi lungo il sentiero 604 (minuti 50 di cammino, dislivello 220 metri, difficoltà E).
In occasione dell'evento è possibile raggiungere il luogo del concerto assieme alle Guide Alpine del Trentino lungo l'itinerario che porta al Colifon, percorrendo un sentiero della Grande Guerra, e passando dal laghetto del Sas de Musc raggiunge il Passo delle Selle (ore 3 di cammino, dislivello in salita 630 metri, difficoltà E). In caso di maltempo il concerto verrà recuperato alle 17.30 al Teatro Navalge di Moena. (aise) 

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