NON PERDIAMOCI DI VISTA! IL FILO DIRETTO TRA REGIONI E EMIGRATI

NON PERDIAMOCI DI VISTA! IL FILO DIRETTO TRA REGIONI E EMIGRATI

ROMA – focus/ aise – C’è un filo invisibile e allo stesso tempo concreto che unisce le regioni italiane ai propri emigrati, sia quelli di un tempo, quanto soprattutto i “nuovi”, quelli che vengono spesso chiamati “cervelli in fuga”. Un filo diretto e un’attenzione speciale che, in alcuni casi, come a Genova, si concretizza in una mostra sull’immigrazione e la cultura italiana in Francia, dal titolo “Ciao Italia!”. Inaugurata venerdì scorso al Museo della Commenda, a cura del CISEI, la mostra punta a riflettere sul contributo dato dall’immigrazione italiana nella costruzione dello Stato francese moderno. I temi affrontati sono la religione, lo sport, la stampa, l’arte, il cinema, la musica, l’educazione, la gastronomia e altro. Un omaggio ai grandi italiani, ma anche a quelli sconosciuti, che con il loro lavoro, il loro ingegno, la loro semplice presenza hanno contribuito non solo a formare la Francia, ma anche l’Europa moderna. Un rapporto molto stretto con l’emigrazione storica c’è anche da parte della Lombardia, così come assicurato dal presidente della Regione Attilio Fontana, che in una lunga intervista concessa a Luciano Ghelfi per il portale “Lombardi nel Mondo”, parla di come il rapporto dei lombardi con i propri connazionali partiti per l’estero non sia mai venuto meno e anzi si sia rafforzato negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie che, di fatto, hanno accorciato le distanze in modo sensibile.
Anche in questo caso si tratta di milioni di lombardi partiti nel corso del tempo, soprattutto nei 50 anni precedenti lo scoppio della Prima guerra mondiale. All’estero i lombardi hanno portato il loro dialetto, le loro tradizioni e, pur integrandosi nei vari contesti, hanno mantenuto le proprie peculiarità che ancora oggi li rendono ben riconoscibili.
L’attenzione della Regione verso queste comunità, come raccontato da Fontana, si esplicita in fattive collaborazioni con i vari enti, come nel caso della NIAF, la National Italian American Foundation, con cui la Regione intrattiene rapporti di tipo economico per finanziare la manutenzione del Duomo di Milano e promuovere oltreoceano progetti del Museo della Scienza e della Tecnologia e dell’Accademia del Teatro alla Scala, favorire lo scambio studentesco, dare visibilità all’Expo 2015 negli USA e altro. Altra manifestazione del legame che unisce le Regioni italiane ai propri concittadini emigrati è quella della realizzazione a Paduli, in Campania, di un monumento agli immigrati italiani ad Adelaide, Australia. Il progetto è stato affidato, previo concorso, a due studenti dell’Università di Architettura di Adelaide, così come annunciato dal sito dell’Università e dal Consolato Italiano nel Sud Australia. Il progetto vede una serie di telai rettilinei ad incastro. Il monumento verrà eretto su una rotatoria che conduce a Paduli, in provincia di Benevento. La costruzione dovrebbe iniziare a fine di quest’anno.
The Paduli Gateway, questo il nome del progetto, rappresenta il legame tra l’Italia e l’Australia, hanno spiegato i due studenti vincitori. Sarà composto da tante porte collegate, rivolte verso Adelaide, per riflettere sui temi dell’immigrazione e del viaggio. Il legame tra i due Paesi sarà rappresentato anche dall’uso del calcestruzzo italiano e dall’acciaio australiano. Entrambi i materiali sono sia resistenti che poco costosi. Inoltre, un disegno dell’Australia sarà inciso con il laser nelle parti in acciaio. Il concorso è stato bandito dalla Paduli and Friends Committee per ricordare i tanti italiani emigrati ad Adelaide nella metà del secolo scorso. Quella italiana, ancora oggi, è la comunità dal background non inglese piùnumerosa del Sud Australia. (focus\ aise) 

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