ONOREVOLE SIRAGUSA PERCHÉ VUOLE “DARCI UN TAGLIO”?

ONOREVOLE SIRAGUSA PERCHÉ VUOLE “DARCI UN TAGLIO”?

ROMA\ aise\ - Avvincente la forma: priva di fronzoli punta dritta alla sostanza. Intenzionalmente, con una sorta di calembour semantico: “diamoci un taglio”, non lascia spazio all’interpretazione. Persino un poco rozzo e brutale nella sua essenzialità: “…è facile immaginare come abbiano evitato di criticare chi gli ha dato ancor più da mangiare”, ma pur sempre più elegante, per quanto lo possa essere, di: “comodo evitare di sputare nel piatto in cui mangi”.
Seppur da moribondo digitale, per giunta non ancora convertito e poco o nulla praticante, riesco a comprendere l’esigenza di immediatezza e schiettezza del messaggio dettata, anche, dal mezzo: Facebook lo impone.
Maggiore fatica mi costa voler capire (effettivamente lo voglio), al di là di una legittima affermazione di condivisione di una linea politica, perché una giovane (classe 1986) che per pochi anni (dal 2012) ha vissuto a Londra, prima di essere eletta, quest’anno, nelle liste del M5S alla Camera dei Deputati, come parlamentare della Circoscrizione estero, abbia sentito il bisogno, tale presumo che sia, di dar forma ad un giudizio così lapidaria: azzeriamo, (diamoci un taglio appunto) i contributi per la stampa italiana all’estero.
Ignoro quale conoscenza l’on Elisa Siragusa abbia della variegata e multiforme galassia che costituisce l’espressione dell’informazione italiana all’estero. Neppure so cosa effettivamente sappia della sua storia del ruolo e della funzione che riveste in molte realtà al di fuori dei patri confini. Mi sorprende però - pur come detto nei toni asciutti e, direi volutamente, urticanti, imposti dallo strumento - la convinzione, la sicurezza e anche una certa supponenza che traspare dal messaggio che ha affidato (confidato?) alla sua pagina Facebook.
C’è sicuramente di più del dato anagrafico: altrimenti fin troppo facile sarebbe spiegare la coincidenza temporale con il messaggio del Presidente Mattarella (classe 1941) che, nello stesso giorno, a viva voce e de visu (pubblicando, poi, da prassi, il suo messaggio sul sito del Quirinale) ha detto che l’esperimento dell’editoria italiana all’estero è meritevole dell’indispensabile sostegno pubblico.
È quel di più - e non solo per curiosità intellettuale o, visto l’incarico che ricopro, per mero interesse di parte - che mi piacerebbe conoscere. In, altre parole, al di fuori della volontà di rivendicare una posizione nel coro, quali sono le ragioni che hanno indotto l’On Siragusa ad una posizione così drastica nei confronti della nostra stampa italiana all’estero?
Nessuna manfrina: solo il desiderio di comprendere. Molto utile, anche in vista del convegno che, proprio su questi temi il CGIE e la FUSIE organizzeranno a Roma il prossimo 15 novembre. (giangi cretti*\aise)
* Presidente FUSIE
(Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero) 

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