OPERAZIONE ATALANTA: L'ITALIA TERMINA IL SUO PERIODO DI COMANDO

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ROMA\ aise\ - È terminato lunedì scorso il ciclo di comando dell’Operazione Atalanta, dispiegata da dieci anni dell’Oceano Indiano per garantire al traffico marittimo la sicurezza necessaria a fronte della pressante minaccia della pirateria.
Nel porto di Gibuti il Force Commander, contrammiraglio Simone Malvagna, imbarcato con il suo staff internazionale sulla flagship Carlo Margottini, ha ammainato la propria insegna passando il testimone all’Ammiraglio Alfonso Perez de Nanclares, imbarcato sulla nave spagnola “Castilla”.
Conclusi 4 mesi di missione a guida italiana, cui hanno contribuito assetti aeronavali spagnoli, tedeschi e un team di sicurezza montenegrino imbarcato su di una nave mercantile del World Food Program.
L’Operazione Atalanta è stata istituita nel 2008 dall’UE a seguito dei ripetuti attacchi subiti dai mercantili da parte della pirateria somala. Obiettivo principale quello di difendere le navi del World Food Program, dell'African Union Mission in Somalia (AMISOM) e altre unità vulnerabili, contrastando e prevenendo tali attacchi .
Il fenomeno della pirateria, pur evidenziando segni di regressione, non può considerarsi completamente debellato, per questo l’operazione Atalanta, svolta in stretto coordinamento con le altre Marine operanti in questa parte di Oceano Indiano, avvalendosi di specifiche risorse e richiamandosi ad un approccio sempre più omnicomprensivo, si dedica anche ad altri settori di supporto alle comunità rivierasche il cui consolidamento è considerato nevralgico per la stabilizzazione dell’area.
Attualmente Atalanta mette a disposizione le proprie capacità operative anche per supportare le altre missioni dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali operanti in zona.
Le soste di Nave Margottini in Oman, Gibuti, Tanzania, Seychelles e Kenya sono state così sfruttate per programmare ed effettuare specifiche attività di “capacity building” a favore delle forze di sicurezza locali allo scopo di trasmettere loro le conoscenze necessarie per operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite.
Nell’ambito della cosiddetta “Naval Diplomacy” da evidenziare invece l’incontro tra il Force Commander ed il Primo Ministro somalo avvenuto in occasione dell’Europe Day di Mogadiscio così come con il Vice Primo Ministro ricevuto a bordo di nave Margottini.
In aggiunta la nave Margottini ha condotto attività di Civilian and Military Cooperation (CiMiC), con l’intento di appoggiare e sostenere specifiche strutture ed organizzazioni locali che si occupano di aiutare quelle fasce di popolazione particolarmente disagiate.
Numerose sono state anche le esercitazioni e le cooperazioni svolte con le altre forze navali presenti nell’area di operazione, tra cui le Marine del Giappone, della Korea del Sud, dell’Oman. (aise) 

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