PARLAMENTARI PD ESTERO: NESSUNO SI GIRI DA UN'ALTRA PARTE DI FRONTE ALLE TRAGEDIE DEI MIGRANTI SUL LAVORO E IN MARE

PARLAMENTARI PD ESTERO: NESSUNO SI GIRI DA UN

ROMA\ aise\ - “Nel giro di soli tre giorni, sedici braccianti nordafricani hanno perduto la vita nel Foggiano in incidenti stradali accaduti dopo una giornata di lavoro nei campi in condizioni di diffuso sfruttamento. Un euro per ogni quintale di pomodori raccolto. Tanto vale il lavoro di un uomo se è straniero e non tutelato. La sua vita è nelle mani di caporali e criminalità organizzata, che ne dispongono senza regole e controlli”. Così in una nota i parlamentari del PD eletti all’estero, i senatori Garavini e Giacobbe, e i deputati Carè, La Marca, Schirò e Ungaro.
“I braccianti assoldati nelle campagne per i lavori stagionali in tali condizioni di sfruttamento e di mancanza di tutele – osservano i sei parlamentari – appartengono a quei milioni di stranieri che sono nel nostro Paese per costruirsi un futuro con il loro lavoro, contribuendo al progresso di tutti, e che invece sono diventati per questo Governo il nemico numero uno. Anzi, l'offa da buttare in pasto a quella parte di opinione pubblica intollerante ed esposta perfino a suggestioni razzistiche, che le stesse forze di maggioranza, ad iniziare dalla Lega, sollecitano e alimentano per meschini calcoli elettorali”.
“Si chiudono i porti e si respingono i migranti in mare, - aggiungono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro – mentre si dovrebbero applicare seriamente gli strumenti normativi esistenti e rafforzati dai precedenti governi contro il caporalato e usare forze e metodi adeguati per il controllo del territorio dove le organizzazioni criminali sono più presenti e penetranti. Il rischio anche più grave è che quest'Italia che si gira dall'altra parte di fronte a queste tragedie del mare e del lavoro disperda il suo bagaglio di civiltà e di valori di umanità e di solidarietà, con grave rischio per la stessa democrazia”.
“Noi che siamo stati a milioni "stranieri" in altri Paesi e che sappiamo quanto l'accoglienza e l'integrazione abbiano contribuito allo sviluppo degli altri popoli, non possiamo tacere”, sottolineano i parlamentari Pd che, concludendo, chiedono “che in questo confuso e delicato passaggio della vita NOSTRA democratica l'umanità e la legalità tornino ad essere i riferimenti insostituibili dell'azione pubblica e del confronto politico”. (aise) 

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