PARLAMENTARI PD ESTERO: UNA MANOVRA FINANZIARIA SENZA PRESENTE E SENZA FUTURO

PARLAMENTARI PD ESTERO: UNA MANOVRA FINANZIARIA SENZA PRESENTE E SENZA FUTURO

ROMA\ aise\ - “Dopo il passaggio finto della manovra finanziaria alla Camera, c’è stato quello blindato e dell’ultima ora al Senato, che prelude ad un ulteriore passaggio, puramente formale, nell’altro ramo del Parlamento. Un vero esproprio delle prerogative parlamentari e un massacro procedurale e regolamentare da parte di chi per anni si è autolegittimato come campione di trasparenza e di legalità istituzionale”. Così, in una congiunta, i sei parlamentari Pd eletti all’estero, i senatori Garavini e Giacobbe, e i deputati Carè, La Marca, Schirò e Ungaro.
“Dopo ruggiti di guerra, balconate, processioni di tecnici imploranti nelle sedi europee e progressivi rinculi, - continua la nota – la maggioranza gialloverde consegna al Paese una manovra finanziaria senza presente e senza futuro. Senza presente per gli alti costi che essa ha comportato per il bilancio dello Stato, soprattutto in termini di interessi sul debito, e per l’impalpabilità delle misure dirette crescita e allo sviluppo; senza futuro per le pesanti ipoteche che a garanzia della quadratura dei conti pesano sulle scelte compiute e per i pesi che si scaricano sulle future generazioni”.
“In questo sfondo, - accusano i parlamentari Pd – gli italiani all’estero sono diventati improvvisamente degli alieni: figure sconosciute, nella migliore delle ipotesi da ignorare, nella peggiore da contenere e punire ogni volta che se ne dia l’occasione. Così, per la prima volta negli ultimi anni non c’è un solo provvedimento aggiuntivo a loro favore, piccolo o meno piccolo che sia, nemmeno quelli annunciati dagli uomini della “svolta”. I COMITES, rispetto alle risorse iscritte nell’ultimo bilancio consuntivo si vedono quasi dimezzare i contributi (- 1 milione circa), il CGIE si vede privato dei miglioramenti dell’ultimo anno (- 350.000 euro circa), il Fondo quadriennale per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, arrivato nel 2020 a scadenza, non è prorogato, con la conseguenza che verranno a mancare 50 milioni l’anno su una serie di interventi di natura culturale, riportando la situazione ai livelli della più pesante spending review. Le altre voci restano per due anni ai livelli consolidati solo perché nell’ultima finanziaria con i nostri emendamenti siamo riusciti ad ottenerne la triennalizzazione. Il nuovo governo, quindi, non c’entra niente, ha solo ereditato le cifre”.
“A questo – proseguono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro - si aggiunga che la stampa periodica in italiano all’estero, per le notizie che arrivano, sarà riportata a 2 milioni, cancellando il milione in più che siamo riusciti ad ottenere, sempre con nostri emendamenti, negli ultimi due anni. Dulcis in fundo, su un tavolo parallelo, la maggioranza sta procedendo a ridurre gli eletti della circoscrizione Estero da 18 a 12”.
“Cari italiani all’estero, questo è il regalo di Natale che questo governo delle avventure ha confezionato per voi e questo è l’avvio di anno che ci toccherà affrontare. Crediamo – concludono – che sia arrivato il momento di fare sentire insieme la nostra voce per evitare che si scivoli ulteriormente lungo una china pericolosa e inquietante non tanto per noi quanto per il Paese”. (aise) 

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