"PARTO": AL TEATRO STUDIO UNO DI ROMA IL MONOLOGO DI SOLA ANDATA VERSO LA MATERNITÀ DI EVA GAUDENZI

"PARTO": AL TEATRO STUDIO UNO DI ROMA IL MONOLOGO DI SOLA ANDATA VERSO LA MATERNITÀ DI EVA GAUDENZI

ROMA\ aise\ - È andato in scena ieri, giovedì 22 febbraio, in anteprima assoluta al Teatro Studio Uno di Roma "Parto. Monologo di sola andata verso la maternità", scritto, diretto e interpretato da Eva Gaudenzi.
Tra i vincitori della rassegna Pillole #tuttoin12minuti dello stesso teatro, lo spettacolo, prodotto dall’associazione culturale Pane e Parole, porta in scena il viaggio più rischioso, avventuroso e affascinante che una donna possa intraprendere.
Dopo anni di tentativi falliti, una coppia rinuncia definitivamente all’idea di avere un bambino. "Si vede che non era destino", dice lei finalmente libera dallo stress. Finché un giorno, nel bel mezzo di una spensierata e disinibita vita a due, ecco piombare come un macigno un test di gravidanza fatto quasi per caso, tanto per togliersi il dubbio. Un test spietatamente positivo. Nel cuore della protagonista un sentimento d’angoscia misto a felicità. Si parte, non c’è altra scelta.
Durante i fatidici nove mesi, frequenta il corso pre-parto con l’ostetrica ayurvedica, fa esercizi di espirazione diaframmatica e si convince o, meglio, si fa convincere, che il parto possa avvenire anche senza dolore: vasta lasciarsi andare con l’onda, respirare e cantare. Il tempo passa velocemente, il feto cresce ed il corpo cambia. E per quanto si faccia, sembra sempre che al parto non si arrivi mai abbastanza preparate. Ed è così infatti. Perché è solo quando si rompono le acque che inizia la vera avventura, un viaggio di sola andata verso mari sconosciuti.
Un monologo brillante, ispirato a un’esperienza personale che qui viene esasperata e portata all’estremo, con grande ironia. Durante il travaglio, Gaudenzi si trasforma nel capitano di una nave in balia della tempesta, in lotta con il dolore e con la sua onda.
La scena è completamente vuota, solo una sedia, attorno alla quale man mano prende vita una serie di ambienti e personaggi: l’ostetrica, il compagno, il personale medico. Gaudenzi fugge da ogni realismo, sino a volte ad astrarsi dalla situazione per guardarsi da fuori e non prendersi mai troppo sul serio.
Lo spettacolo, che si avvale della consulenza musicale di Stefano Switala e del disegno luci di Rocco Giordano, è stato presentato nella sua forma di studio di 30 minuti, in anteprima nel febbraio 2017, presso lo spazio Carrozzerie n.o.t. di Roma. Successivamente è giunto in semifinale al concorso ShortLab di Massimiliano Bruno. Rappresentato poi per il vernissage del pittore Benito Saluzzi e in diverse altre occasioni a domicilio, il lavoro è cresciuto e si è sviluppato nella sua forma più estesa grazie all'ospitalità del Teatro Studio Uno, che lo ha inserito nel cartellone 2018, dove sarà in scena sino a domenica, 25 febbraio.
Eva Gaudenzi si diploma presso il Centro Studi Ettore Petrolini diretto dall’attore e regista romano Fiorenzo Fiorentini. Con lui e la sua compagnia partecipa a diversi allestimenti e riletture critiche del teatro di varietà e riadattamenti di celebri commedie plautine. Nel corso degli anni amplia la sua formazione studiando con maestri di varia provenienza artistica. Fra le collaborazioni più fruttuose vi sono quelle con la compagnia del Teatro Instabile di Gianni Leonetti, con la sceneggiatrice e regista Cecilia Calvi e con il Piccoletto di Roma di Ettore Scola. Prende parte a diverse fiction, cortometraggi e al lungometraggio "Giamaica" di Luigi Faccini.
Si laurea con il massimo dei voti in Storia del Teatro all’Università La Sapienza di Roma e intraprende un percorso di scrittura drammaturgica. Come autrice ha all’attivo i monologhi "Focu meo" e "Parto", che la vede anche nei panni di interprete e regista.
Con la cuoca e sommelier Simona Coschignano ha fondato l’associazione culturale Pane e Parole, che, con la consulenza artistica del poeta e scrittore Gabriele Peritore, coniuga il raccontare storie e la buona cucina, perché dietro ogni storia si nasconde un sapore, un gusto preciso. (aise) 

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