PER ADESSO IL NOSTRO VOTO È SALVO – DI MARCO BASTI

PER ADESSO IL NOSTRO VOTO È SALVO – di Marco Basti

BUENOS AIRES\ aise\ - “Come in precedenti consultazioni, anche in questa tornata elettorale sono arrivate puntualmente le bordate di denunce mediatiche di presunti brogli con il voto per corrispondenza nella circoscrizione estero. I giornali e i siti di sempre, offrono ancora una volta la minestra riscaldata delle precedenti denunce e presunte nuove irregolarità, di solito senza nome. “Scrive una signora da Buenos Aires...”, “ci hanno scritto di schede non arrivate o arrivate due volte”. Niente di concreto. Questa volta però, alle solite contestazioni, si era aggiunta la sentenza di un tribunale di Venezia, che aveva concesso un ricorso contro la Legge Tremaglia davanti alla Cassazione”. Così scrive Marco Basti nell’editoriale della “Tribuna Italiana”, quindicinale che dirige a Buenos Aires.
“In queste ore giunge la notizia che l’Alto Tribunale ha respinto il ricorso perché inammissibile. Bisogna dire però che chi parla e sparla contro il voto degli italiani all’estero, in Italia o da noi, lo fa abitualmente ignorando l’argomento o in malafede.
Effettivamente, spesso viene dimenticato o ignorato che anche il voto all’estero è un diritto stabilito nella Costituzione italiana, per tutti i cittadini, residenti dentro o fuori d’Italia. Se qualcuno tra i residenti fuori d’Italia non è d’accordo, può semplicemente non votare. Se chi è contrario risiede in Italia, può promuovere una riforma della Costituzione per ottenere che il diritto a esercitare il voto sia tolto a una parte dei cittadini, quelli che risiedono oltreconfine. E sperare di avere più fortuna di quanti hanno tentato altre riforme della Carta Magna, anche per questioni ben più importanti, senza successo. Chi è contrario al voto per corrispondenza, dovrebbe conoscere un po’ dell’Italia fuori d’Italia. Il sistema fu scelto a suo tempo per due ragioni principali.
La prima, la vastità della distribuzione degli italiani nel mondo, non soltanto nei paesi europei, nei quale esiste tuttora una fitta rete consolare italiana, anche se nell’ultimo decennio è stata un pò ridimensionata. L’altra Italia è presente numerosa anche in continenti estesi e lontani, a cominciare dalle Americhe e dall’Oceania.
In un paese vasto come l’Argentina, solo per citare un esempio, ci sono nove sedi consolari in un territorio dieci volte l’Italia. Tanti connazionali risiedono lontani, lontanissimi dalle sedi consolari. Questo per dire che è impensabile far spostare la gente 400, 600, 800 chilometri o anche di più per recarsi a votare in un consolato.
Lo stesso vale per il Brasile, il Venezuela, il Cile e gli altri paesi della regione nel quali, tra l’altro c’è una unica sede consolare. Inoltre è ridicolo pretendere organizzare seggi nei consolati che a malapena riescono a ricevere trecento persone al giorno.
Senza dimenticare che tanti paesi non darebbero l’autorizzazione a tenere le elezioni in simili strutture, sul proprio territorio. D’altra parte va dato atto alla Farnesina delle misure prese per queste elezioni per assicurare la trasparenza delle procedure e la sicurezza del materiale elettorale.
Facciamo solo un esempio che mette in evidenza la distanza tra le denunce generiche e le misure prese per rendere il voto più sicuro.
Si tratta della misura di seguire gli spostamenti delle buste elettorali con i codici a barre. Comprende il 70% dei paesi nei quali ci sono italiani che partecipano al voto e in particolare in quelli dove ci sono i corpi elettorali più numerosi. Specificamente per quanto riguarda l’Argentina e in base anche a quanto ha spiegato il Direttore generale per gli italiani all’estero del Maeci, Luigi Maria Vignali, durante la sua missione a Buenos Aires, sulla quale abbiamo scritto nel numero precedente, sono stati firmati con il “Correo Argentino” e con la tipografia dei contratti molto precisi.
Funzionari dell’Ambasciata sono stati presenti nella tipografia durante tutto il tempo che è durata la stampa delle schede. Per quanto riguarda la distribuzione postale, oltre alla presenza di funzionari dell’Ambasciata e del Consolato nella sede postale da dove sono state spedite le buste, è stata assicurata con il codice a barre la tracciabilità del plico elettorale in ogni momento fino alla consegna. Oppure, nel caso che il postino non avesse trovato l’interessato nel suo domicilio, il plico rimane tre giorni nell’ufficio postale in attesa che l’elettore si presenti a ritirarlo (presentando la comunicazione lasciata dal postino e il documento di identità), altrimenti viene portato nella sede consolare di riferimento dove l’elettore potrà chiederlo passati i tre giorni citati.
Di tutti questi movimenti, viene regolarmente consegnato un rapporto alla sede diplomatica. Precisi controlli saranno effettuati anche nelle sedi consolari, quando chi non ha ricevuto la busta si presenterà a chiedere il duplicato.
C’è da ricordare inoltre che i voti per essere considerati validi, devono essere accompagnati dal certificato elettorale (che va messo fuori la busta bianca dove vanno le schede), che ha un numero, che sarà controllato quando le buste preaffrancate saranno aperte a Roma. Anche le buste preaffrancate, con i voti e il certificato elettorale saranno seguite a vista dal personale diplomatico e dai Carabinieri, che accompagneranno le sacche con i voti fino al centro elettorale di Castelnuovo di Porto, dove verrà fatto lo spoglio delle schede.
In definitiva il sistema di voto per corrispondenza, unico al momento che può assicurare ragionevolmente ai residenti fuori d’Italia l’esercizio del diritto a eleggere i propri rappresentanti al Parlamento italiano, è stato reso più sicuro e trasparente con le misure prese. Forse a scapito di una partecipazione più numerosa, perché una parte degli elettori se il postino non li troverà a casa, non avrà interesse o tempo per recarsi all’ufficio postale per ritirare la busta. Ma qui conta anche lo spirito civile degli elettori, la loro volontà di essere presi in considerazione, di far sapere cosa vogliono, esprimendo il loro voto. Dimostrando la loro maturità democratica”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi