POLITICHE 2018/ GARGIULO (CGIE) AGLI ITALIANI IN CILE: FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE

POLITICHE 2018/ GARGIULO (CGIE) AGLI ITALIANI IN CILE: FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE

SANTIAGO\ aise\ - “Domenica 4 marzo 2018 si terranno le elezioni politiche in Italia. Con questo si mette fine alla legislatura che ebbe inizio nel mese di aprile del 2013. Si voterà per eleggere 630 Deputati e 315 Senatori”. Consigliere del Cgie per il Cile, Nello Gargiulo ha deciso di sintetizzare per iscritto le sue risposte alle “tante domande di chiarimento ricevute dagli italiani in Cile”.
Ricordato che i parlamentari da eleggere sono 630 deputati – di cui 12 all’estero – e 315 senatori – di cui 6 all’estero – Gargiulo ricorda che, mentre in Italia i parlamentari verranno eletti con il Rosatellum bis, “all’estero, come nel passato, vige ancora il sistema proporzionale con le preferenze”.
In particolare, ricorda, “in America Meridionale eleggeremo quattro deputati e due senatori”.
Quanto alla possibilità che venga eletto un residente in Cile, Gargiulo spiega: “ogni candidato, pur avendo la residenza in un paese, è candidato per tutta l’area della circoscrizione (nel nostro caso dal Venezuela in giù) e quindi può raccogliere voti in tutto il bacino elettorale. Fino ad ora, quasi nella totalitá dei casi, i candidati eletti sono usciti dalle file dell’Argentina e del Brasile”, cioè i Paesi con più aventi diritto al voto. “In Cile gli italiani iscritti all’Aire sono circa 50.000” e non tutti hanno diritto al voto, nel senso che in questo numero ci sono anche i minorenni. “Diciamo che se in blocco tutti votassero e ci fosse convergenza su un candidato di bandiera sarebbe possibile portare al parlamento italiano un connazionale italiano o italo-cileno residente in Cile. Ma ben sappiamo quanto fino ad ora sia stata limitata la nostra partecipazione in termini percentuali alle votazioni, non superando nel migliore dei casi il 30% dei votanti. Dobbiamo fare di più e possiamo fare di più”.
“Non possiamo dire che non ci importa. Anche per chi è nato all’estero – scrive Gargiulo – il voto è un diritto e un dovere civico dal momento che ottiene la cittadinanza italiana. Per tale motivo deve essere esercitato in modo informato e responsabile. Inoltre, le sensibilità politiche sono diverse e per tale ragione ognuno potrá lasciarsi guidare dalle proprie idee privilegiando i candidati di un partito o emanazione delle associazioni. Oggi prima di votare, chi ha dubbi potrà seguire sul web i candidati per sapere chi sono e cosa fanno; così come il lavoro svolto dai parlamentari già eletti”.
Quanto ai candidati in Sud America e residenti in Cile, in particolare, Gargiulo ricorda che “in Cile abbiamo conosciuto soprattutto i Deputati Fabio Porta e Riccardo Merlo e la Deputata Renata Bueno. Oggi i primi due sono candidati al Senato, rispettivamente per il Partito Democratico e per il Maie. In Brasile la deputata Bueno trova la sua forza elettorale in linea con i movimenti associativi e civici. Infine, va lodato lo sforzo del nostro presidente del Comites, Claudio Curelli che certamente sarà un motivo per spingere tanti connazionali a partecipare attivamente al processo elettorale già in atto”.
Quanto alle modalità di voto, Gargiulo ricorda ai connazionali che i plichi arriveranno al domicilio indicato dall’elettore entro il 18 febbraio. Da quella data, chi non lo avesse ricevuto può chiederne un duplicato. Le schede votate vanno rinviate prima possibile al Consolato che deve riceverle entro le 16.00 (ora locale) del 1° marzo. Le schede votate verranno inviate a Roma e scrutinate con quelle degli italiani in Italia, a partire dalla chiusura dei seggi, domenica 4 marzo.
Concludendo, Gargiulo invita i connazionali ad informarsi, sia sui canali istituzionali, sia attraverso il materiale elettorale inviato dai candidati.
“Il coincidere con le vacanze cilene può essere una buona occasione per documentarci e per non rimandare a domani ciò che invece va fatto ora. È importante – ribadisce Gargiulo – sentirsi italiani ed a tutti gli effetti. Questo è quanto dobbiamo alla grande Madre Patria che riconosce il diritto di cittadinanza ad intere generazioni, grazie al seme dei nostri antenati che riuscirono a radicare le nostre radici quando misero piede in terra straniera. Non esitiamo anche dal Cile a far crescere il senso civico e politico di appartenenza ad una Patria i cui confini all’estero trovano spazio nel cuore di ognuno di noi”. (aise) 

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