POLITICHE 2018/ ROSATI (INCA MONTREAL) REPLICA ALLE “ILLAZIONI” DI COCO: SEDE APERTA A TUTTI I CANDIDATI

POLITICHE 2018/ ROSATI (INCA MONTREAL) REPLICA ALLE “ILLAZIONI” DI COCO: SEDE APERTA A TUTTI I CANDIDATI

MONTREAL\ aise\ - “Negli uffici dell’INCA di Montreal non si svolge alcuna propaganda elettorale, né per liste politiche né per singoli candidati”. A precisarlo è Vera Rosati, Direttrice dell’Ufficio INCA di Montreal, chiamata in causa ieri da Vittorio Coco (Forza Italia Canada). “Ho visto che le illazioni fatte sulla presunta “campagna elettorale” nell’ufficio di cui sono responsabile è stata ripresa anche da altre testate”, scrive Rosati, che ha deciso di mettere nero su bianco le sue precisazioni “visto che si è usciti dal confine della polemica locale”.
“In diverse occasioni mi sono rifiutata di ospitare candidati di diversi partiti che – volendo venire a titolo individuale - a mio avviso potevano creare confusione nei nostri assistiti rispetto alla totale imparzialità dei candidati”, scrive Rosari. “L’INCA di Montreal, come ogni altra organizzazione di patronato e le rappresentanze italiane all’estero, promuove la partecipazione dei cittadini italiani alla vita democratica esclusivamente informando i cittadini delle corrette modalità di voto (che all’estero sono più complesse che in Italia e si svolgono con modalità e tempi diversi), affinché tutti siano poi in grado di votare autonomamente e liberamente”.
L’INCA, continua Rosari, “ha promosso esclusivamente l’appello rivolto dalla CGIL a TUTTI i candidati. Appello al quale – apprendo in queste ore - hanno aderito molti candidati di diversi partiti politici; poiché sono una cittadina italiana che gode di tutti i propri diritti e libertà civili, li esercito in modo aperto e consapevole nella mia vita privata e non certo nel mio ruolo di lavoro. Se il “problema” è la conoscenza che posso avere della comunità italiana, faccio notare che può essere la stessa – se non certamente inferiore - a quella di un medico, un giornalista, un avvocato, un insegnante, un imprenditore, un commerciante o qualsiasi altra figura professionale. A nessuno di loro, giustamente, viene chiesto di rinunciare alle proprie libertà civili. Trovo assurdo venga rinfacciato a me”.
“Ogni altro racconto della vicenda – conclude Rosati – è totalmente falso e strumentale e diffido chiunque dal continuare a proporre illazioni che ledono il buon nome mio e della mia organizzazione e insinuano falsità rispetto alla nostra assoluta correttezza”. (aise) 

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