PREMIO INTERNAZIONALE ALLA PAROLA: MARCELLA CONTINANZA PREMIATA A FIRENZE

PREMIO INTERNAZIONALE ALLA PAROLA: MARCELLA CONTINANZA PREMIATA A FIRENZE

FIRENZE\ aise\ - Marcella Continanza è stata insignita del Premio Internazionale alla Parola  - ideato ed organizzato da Rosaria Zizzo e Paola Occhi, - prima edizione, la cui cerimonia di premiazione avverrà a Firenze, domenica 9 dicembre con il patrocinio del comune di Firenze.
Un prestigioso riconoscimento - nel suo genere - per premiare coloro che con le parole hanno dato vita a qualcosa di immortale.
Il primo fra i premiati sarà Papa Francesco e Premi alla memoria verranno consegnati alle famiglie di Peppino Impastato e Giancarlo Siani che morirono per difendere la libertà della parola.
Marcella Continanza dice: “la parola esiste. Prima era il verbo e dunque dovremmo sapere riconoscere alla parola tutti i diritti… la parola è realtà, è salvezza, è riscatto. La parola non dovrebbe mai assoldarsi alle esigenze del potere per servirlo e mai usata gronda di violenza perchè la parola dona a chi la esercita bene un pieno senso di coscienza e di libertà poiché è armata solo di se stessa”.
Marcella Continanza nella sua lunga carriera di giornalista e poeta ha ricevuto vari premi nazionali e internazionali.
Menziona in particolare: la Medaglia del Presidente Carlo Azeglio Ciampi (2001); la Medaglia delle Pari Opportunità (2002) l’onorificenza di Cavaliere all’Ordine del Merito della Repubblica dal Presidente Giorgio Napolitano (2008) e per la poesia il premio Tommaso Landolfi (Roma 1998) e il Premio Cultura per il libro Rosas Nocturnas - Rose Notturne (Edizioni Santiago de Cuba 1999) la cui premiazione avvenne a Santiago de Cuba, nell’aprile 1999, nel Museo Storico di Santiago a cui seguì un concerto dell’artista Cristina Delisle nella splendida cornice del giardino.
Un onore concesso a pochi.
Anche questo ultimo premio le calza come un vestito perché la Continanza abituata da una educazione familiare culturale a credere nella parola, la restituisce consapevole alla vita e nel lavoro e nel suo essere donna. (isabella fuente\aise) 

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