RETE CONSOLARE: IL SOTTOSEGRETARIO DEL RE RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI UNGARO (PD)

RETE CONSOLARE: IL SOTTOSEGRETARIO DEL RE RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI UNGARO (PD)

ROMA\ aise\ - Il sottosegretario agli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Emanuela Claudia Del Re ha risposto ieri, martedì 24 luglio, alla Camera all’interrogazione presentata da Massimo Ungaro, deputato PD eletto in Gran Bretagna, sulle "Iniziative per incrementare il personale e le risorse finanziarie della rete consolare italiana, con particolare riferimento agli uffici consolari di Londra e Manchester".
Del Re ha esordito definendo quella della rete consolare "una questione che sta particolarmente a cuore alla Farnesina". Detto questo, però, "la pesante riduzione del personale di ruolo che ha interessato la Farnesina, determinando una riduzione del 30 per cento delle unità appartenenti alle aree funzionali rispetto al 2006", ha causato "una crescente difficoltà ad assicurare un livello di servizi adeguato alle esigenze dei cittadini e delle imprese all’estero, come ad esempio la cittadinanza, i visti ed i passaporti, la sicurezza". Se a ciò si aggiunge il "piano di aperture di nuovi uffici in Paesi emergenti o di forte interesse strategico per l’Italia", è evidente che vi è stata "un’ulteriore redistribuzione delle risorse".
"La carenza di personale indispensabile per il corretto funzionamento delle nostre strutture all’estero, sia sotto il profilo consolare che amministrativo-contabile, presenta quindi aspetti che non mancano di destare preoccupazione", ha ammesso Del Re, rammentando le recenti misure introdotte dal MAECI "per favorire la mobilità del personale e la flessibilità del suo impiego sulla rete".
"Dallo scorso anno", poi, ha ricordato il sottosegretario, "si sono poste le basi per arginare la diminuzione delle risorse umane. La legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017 n. 205, articolo 1, comma 274), e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 aprile 2017 hanno consentito al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di avviare le procedure per la selezione e l’assunzione di 177 funzionari amministrativi e consolari nel biennio 2018-2019, nonché di 44 funzionari appartenenti all’area della promozione culturale. Il personale assunto andrà a sostituire parzialmente quello che cesserà nel prossimo biennio per raggiunti limiti di età e sarà decisivo per preservare la funzionalità della rete all’estero".
Per Del Re "il reclutamento di nuove unità di personale di ruolo è indubbiamente un primo importante contributo all’efficienza (e per molte sedi anche al funzionamento) della rete diplomatico-consolare in tutti i settori di competenza e, quindi, sicuramente in quelli di interesse per le nostre comunità residenti all’estero, inclusi i connazionali che risiedono nel Regno Unito. Per tale ragione, l’avvio delle procedure di selezione dei nuovi funzionari ha rappresentato materia di massima priorità per la Farnesina che, infatti, ha proceduto lo scorso 18 luglio alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei bandi di concorso. L’obiettivo dell’amministrazione è l’assunzione dei vincitori entro il 2019 e possibilmente anche dei candidati dichiarati idonei".
"A ciò", come ha rammentato Del Re, "potrà aggiungersi anche l’incremento - disposto sempre dalla legge di bilancio 2018 - di 100 unità di personale a contratto, la cui assunzione sta permettendo di intervenire sulle situazioni più critiche, tra cui sicuramente quella degli uffici consolari. È tuttavia necessario sottolineare che il personale a contratto, per la natura delle mansioni svolte, non può essere considerato alternativo al personale di ruolo e, di conseguenza, l’assunzione delle nuove unità a contratto non potrà rappresentare un rimedio definitivo".
Quanto al caso specifico del Regno Unito, Londra rientra tra le sedi cui la Farnesina sta riservando "la massima attenzione", poiché vi si registra una "più rilevante presenza di comunità italiane espatriate". In particolare, ha proseguito il sottosegretario, il Consolato Generale a Londra, "in connessione con la Brexit, ha registrato un incremento esponenziale della domanda di servizi consolari da parte della comunità italiana residente in loco" ed è ormai "il più grande ufficio consolare italiano al mondo: più di 320.000 connazionali residenti iscritti all’AIRE e molti altri peraltro potrebbero iscriversi a breve".
"Gli iscritti AIRE", ha riferito il rappresentante di governo, "sono progressivamente aumentati in parte per le prospettive occupazionali offerte dalla grande capitale britannica ed in parte come conseguenza della Brexit che ha spinto i connazionali a registrarsi presso l’anagrafe consolare per comprovare in qualche modo il proprio radicamento in loco e scongiurare temuti allontanamenti a seguito della Brexit". Inoltre "si stima che, oltre ai 320.000 iscritti all’AIRE, esistano almeno altrettanti cittadini italiani che vivono in Gran Bretagna e che non ci sono però ancora registrati presso il consolato generale, per un totale di circa 600 mila connazionali stabiliti nel Regno Unito".
"A fronte di questi numeri in forte crescita, il Consolato Generale a Londra dispone di 18 dipendenti di ruolo (compreso il console generale) e 37 contrattisti", ha spiegato Del Re. "Per mettere in condizione tale sede di farvi fronte, è stato infatti recentemente disposto l’invio di 5 funzionari consolari in assegnazione temporanea e sono state assunte 5 unità a contratto locale temporaneo. È stata inoltre disposta l’assunzione di ulteriori 10 persone a contratto per un anno; l’assunzione di tali ultime unità di personale non è ancora stata finalizzata e gli effetti della loro presenza saranno pertanto visibili a breve".
Il sottosegretario Del Re ha parlato di "un piano di rafforzamento della capacità della sede del tutto straordinario", che, ha aggiunto, "permetterà di venire incontro alle esigenze dei connazionali residenti non solo a Londra, ma anche per esempio quelli presenti a Manchester e in altre località del Regno Unito".
Sulla questione Manchester, dove nel 2011 il Consolato è stato soppresso, De Re ha comunicato che al momento non è prevista una riapertura dello stesso e che tale ipotesi potrà essere presa in considerazione solo "nell’eventualità di un rafforzamento delle risorse umane e finanziarie a disposizione del MAECI".
Intanto, ha proseguito il sottosegretario, "continua l’impegno per la digitalizzazione dei servizi consolari", in particolare con il servizio Fast.it attivo ormai in 75 sedi, tra cui Londra, dove solo nel 2017 le operazioni di variazione AIRE, cambi di indirizzo, sono state circa 200.000. Con la nuova funzionalità della "Comunicazione della variante della residenza", Fast.it permetterà ai connazionali di comunicare velocemente e on line con il Consolato, con "un notevole risparmio di lavoro e tempo per gli addetti, che potranno pertanto gestire i servizi più in sofferenza, come per esempio quello dei passaporti".
Fra l’altro, ha osservato Del Re, "anche dal punto di vista della capacità di sfruttamento delle risorse tecnologiche, l’immissione nei ruoli di personale più giovane e pertanto "nativo digitale", come si dice, potrà portare vantaggi immediati sull’efficienza dei servizi".
Il sottosegretario agli Esteri ha ricordato che "andrà a breve a regime la distribuzione ai consoli onorari dell’attrezzatura per la captazione e l’invio a distanza dei dati biometrici necessari per il rilascio di passaporto. Anche tale innovazione servirà per alleviare la pressione dell’utenza sulla sede consolare di Londra e servirà anche a garantire un servizio di prossimità all’utenza".
Infine "si sta verificando la possibilità di far gestire in outsourcing alcune procedure propedeutiche al rilascio dei passaporti, nel rispetto della normativa vigente sui contratti, sulle funzioni delegabili alla pubblica amministrazione e sulla tutela della privacy dei cittadini e sulla sicurezza", ha riferito Del Re, che ha concluso il suo intervento assicurando che "l’adeguamento dei servizi offerti dalla rete consolare, in particolare del Regno Unito, costituisce una delle priorità della Farnesina".
Nella sua replica, Massimo Ungaro ha ribadito, nonostante le "assunzioni predisposte dal Governo precedente", "la situazione rimane estremamente grave, perché l’esodo di italiani continua". Occorrono dunque "molte più persone, molti più mezzi e assolutamente accelerare la digitalizzazione dei nostri servizi consolari". Anche perché, ha sottolineato Ungaro, "è veramente difficile pensare di promuovere il sistema Paese fuori dai confini nazionali se lo Stato neanche è capace di fornire quei servizi più basici e più semplici, come un banale rinnovo del passaporto".
Infine, il deputato PD, ha reiterato "al Governo attuale la domanda di perseguire, o di continuare nel solco della decisione presa dal Governo precedente, con la riapertura del Consolato a Manchester dato che sono oltre 50.000 i cittadini italiani che al momento devono andare in quello di Londra". (aise)


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