RIM 2018/ MERLO: NECESSARIO UN INTERVENTO SULLA RETE CONSOLARE

RIM 2018/ MERLO: NECESSARIO UN INTERVENTO SULLA RETE CONSOLARE

ROMA\ aise\ - Durante il suo intervento di questa mattina durante il tredicesimo Rapporto Italiani nel Mondo, curato dalla Fondazione Migrantes e tenutosi all’Auditorium “Vittorio Bachelet”, Ricardo Merlo, Sottosegretario al MAECI con delega per gli italiani nel mondo, ha parlato non solo dei numeri crescenti che vedono sempre più connazionali, di ogni fascia d’età, lasciare l’Italia, ma soprattutto della difficile situazione in cui versa la rete consolare del nostro Paese.
“Quello che abbiamo trovato quando ci siamo insediati al Governo”, ha detto Merlo riferendosi alla rete consolare, “è una situazione a dir poco difficile. Ovviamente non si può dare la colpa di questa situazione al governo che ci ha preceduti, né a quello prima ancora, quanto piuttosto a una serie di politiche sbagliate che si sono succedute dal 2008 a oggi. Basti pensare”, ha spiegato il Sottosegretario, “che alcuni anni fa sono stati chiusi ben 20 uffici consolari e 4 ambasciate. Inoltre”, ha aggiunto, “Da otto anni a questa parte si è registrato un decremento del personale consolare di 1.115 unità, a fronte di un aumento vertiginoso - oltre 1 milione - degli iscritti all’Aire, oltre ai  non iscritti  che sono molti di più”.
“Ci troviamo nella situazione paradossale per cui gli italiani all’estero aumentano, mentre diminuiscono i rappresentanti consolari che dovrebbero essere il raccordo tra il Paese ospitante e quello di origine”.
“Penso alla situazione di Londra”, ha aggiunto Merlo nel suo intervento, “dove la situazione è veramente complicata. La gente spesso se la prende con i consoli o con i semplici impiegati per i lunghissimi tempi di attesa. Ma la colpa non è loro. La mole di lavoro è tale da non poter essere smaltita. L’attuale governo sta cercando di intervenire per porre rimedio a questa situazione. Recentemente abbiamo inaugurato l’Ambasciata a Panama e un’altra nella Repubblica Domenicana. Riapriremo poi il consolato in Uruguay, improvvidamente chiuso lasciando 120 mila italiani privi di rappresentanza”.
“Per fortuna”, ha riconosciuto il sottosegretario alla Farnesina, “il governo precedente ha cominciato a intervenire aumentando alcune unità con i contrattisti. Ora speriamo che nella Legge di Stabilità l’aumento sia significativo, sia per quanto riguarda gli impiegati, sia per quanto riguarda i contrattisti. In questo senso, dobbiamo aprire il concorso alla Farnesina, abbiamo bisogno di diplomatici. Quando cammino per il ministero, non vedo giovani. Questo perché siamo stati per circa 10 anni senza concorsi, nell’ottica di un inconcepibile volontà di risparmiare”.
“Come figlio di italiani, come figlio dell’emigrazione, farò di tutto per cambiare questa situazione e per intervenire su altri temi importanti, come il voto all’estero. Proprio a questo riguardo, ho chiesto al CGIE di presentare una bozza per quella che spero che l’anno prossimo sia la nuova legge per votare all’estero. Una legge nata dal “basso”, dove si conoscono bene le situazioni e i problemi. Dobbiamo poi aumentare i fondi per la promozione della nostra lingua e della cultura, che hanno una funziona sociale, che creano turismo, creano italianofili, persone che consumano Made in Italy”.
E ancora: “è necessario e fondamentale preservare la stampa italiana all’estero, in quanto anche questa rappresenta una forma importante di promozione della lingua”. Verso la conclusione, Merlo ha dedicato una riflessione verso la difficile situazione dei nostri connazionali in Venezuela: “Abbiamo il dovere di intervenire per aiutare gli oltre 100 mila italiani in quel Paese, che stanno vivendo momenti drammatici. Siamo arrivati al punto in cui è difficile reperire generi di prima necessità, cose anche banali, come la carta igienica o il sapone. Come se non bastasse, i pensionati italiani percepiscono la pensione in Bolivares. Praticamente ci stanno rubando le pensioni”.
Infine: “Perché la mobilità sia positiva  ci dev’essere una scelta. Ci vuole giustizia sociale internazionale e un piano di interventi per migliorare la situazione dei Paesi del terzo mondo. Solo così verrà messo un argine veramente efficace all’emergenza migratoria”. (aise) 

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