SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO A RISCHIO PRIVATIZZAZIONE: L’APPELLO DEI DOCENTI DI ASMARA AL PRESIDENTE MATTARELLA

SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO A RISCHIO PRIVATIZZAZIONE: L’APPELLO DEI DOCENTI DI ASMARA AL PRESIDENTE MATTARELLA

ASMARA\ aise\ - “Stimatissimo Presidente, con la presente i docenti dell’Istituto Italiano Statale Omnicomprensivo di Asmara, Eritrea, intendono manifestare il loro totale dissenso in merito all’applicazione del DM 8/1/2018 n. 2501, che prevede la riduzione di circa 15 cattedre di contingente nella scuola secondaria di primo e di secondo grado a vantaggio di contratti a personale locale. Se ciò si verificasse, si determinerebbe un evidente contrasto con la volontà espressa nel d.lgs. 64/2017, che intende invece potenziare e rafforzare la presenza delle istituzioni scolastiche statali all’estero e la promozione della lingua e della cultura italiana”. Inizia così la lettera che i docenti della Scuola italiana di Asmara hanno inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nella lettera, pubblicata dalla Uil Scuola che insieme alla Fcl-Cgil l’ha portata all’attenzione del Capo dello Stato, i docenti sostengono che il nuovo decreto ministeriale “smantella l’essenza e le finalità della tradizione della scuola italiana e del suo carattere pubblico, trasformando gli istituti all’estero in meri corsi di lingua italiana; affida ai locali l’insegnamento di numerose materie, come lingua e letteratura inglese, matematica e fisica, scienze, arte, scienze motorie, tecnologia e musica, depauperando il carattere distintivo dell’offerta formativa della scuola italiana, pubblica e statale, come sancito dalla Costituzione”.
“Molte sedi estere, come Parigi Istanbul e Addis Abeba, hanno già evidenziato le difficoltà applicative in merito alla possibilità di sostituire il personale di contingente con contrattisti locali, come previsto dal Decreto”, ricordano i docenti che, con specifico riferimento alla sede di Asmara, evidenziano in particolare quattro criticità.
La prima sarebbe che “il personale locale non dispone del titolo di studio prescritto per l’insegnamento, in quanto in Eritrea non esistono corsi di laurea equipollenti ai titoli rilasciati in Europa”. Inoltre, denunciano, “il medesimo personale non è in possesso di certificazioni linguistiche di conoscenza della lingua italiana ad un livello avanzato, in quanto tali certificazioni richiederebbero la presenza in loco di un istituto di cultura con docenti certificatori inviati dall’Italia; infatti, durante questo anno scolastico, presso la sede di Asmara non è stato possibile reclutare alcun docente che rispondesse a tali requisiti”.
Secondo i docenti, poi, “coloro i quali rispondano ai requisiti di cui sopra, potrebbero comunque non essere assunti, in quanto privi di congedo (“release”) dal servizio militare che, nel paese in questione, può avere durata semipermanente”. Infine, i docenti sottolineato che “poiché gli stranieri possono ottenere la residenza in loco solo in presenza di un contratto di lavoro in essere, il requisito della residenza nel paese da almeno un anno, richiesto dal DM, è inapplicabile”.
“La distorta applicazione del d.lgs. 64 (Buona Scuola) – che, per inciso, prevede un numero limitato di cattedre da affidare a contrattisti locali” secondo i docenti “snatura il sistema scolastico italiano all’estero, corrodendone le fondamenta, e crea una serie di disfunzioni che compromettono il regolare svolgimento delle attività didattiche e la credibilità del sistema nel suo complesso”.
Al presidente Mattarella, dunque, i docenti di Asmara chiedono di “valutare la possibilità che il Decreto Ministeriale in questione venga rivisto, revocando l’affidamento di intere cattedre ai docenti locali, o che venga ritirato. In subordine, per quanto riguarda la nostra scuola, auspichiamo che si ipotizzi almeno una deroga per la sede di Asmara, viste le enormi difficoltà sopra esposte. Con l’occasione, - concludono – ci permettiamo di invitarLa a visitare la nostra realtà scolastica, costituita da circa 1250 alunni tra i vari ordini di scuola”. (aise) 

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