SUCCESSO A COPENAGHEN PER IL SEMINARIO SULLA LINGUA E IL CAPITALE UMANO

SUCCESSO A COPENAGHEN PER IL SEMINARIO SULLA LINGUA E IL CAPITALE UMANO

COPENAGHEN\ aise\ - "Senza il capitale umano, nessun altro capitale ha alcun valore". L’ambasciatore d’Italia a Copenaghen, Luigi Ferrari, ha aperto così il seminario "Il business nella società. Meccanismi di formazione e crescita del capitale umano: opportunità e modelli innovativi per uno sviluppo sostenibile", che si è svolto il 18 ottobre presso l’Istituto Italiano di Cultura davanti a un numeroso pubblico internazionale.
L’evento, organizzato nel quadro delle celebrazioni della XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo in collaborazione con la Società Dante Alighieri e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha approfondito l’importanza del capitale umano quale elemento cruciale del cambiamento globale, per la sostenibilità delle imprese e, più in generale, per il benessere della comunità. Alla base di questo meccanismo di crescita, c’è la centralità del linguaggio come espressione cardine di tale mutamento: durante il seminario la lingua è stata paragonata alla parte emersa di un iceberg, dove il background culturale nella sua interezza ne rappresenta la parte sommersa.
L’italiano, celebrato già all’inizio degli anni ’20 del ‘900 dal Regno di Danimarca, con una piazza dedicata al sommo poeta Dante (Dantes Plads), in cui troviamo una colonna con la statua della sua Beatrice, gode qui di buona salute ed è tra le lingue più studiate. A ciò si aggiunga che l’Italia è visitata annualmente da circa 650.000 danesi (quasi il 12% della popolazione) che trascorrono almeno 5 giorni nel nostro Paese.
La tavola rotonda, moderata da Oriana Perrone, consulente presso il MISE ed esperta di Strategie e Sviluppo Sostenibile, ha visto gli interventi di Caterina Rocca per Rockwool International e Paola Riccò per Reggio Children che hanno presentato modelli innovativi di successo nel campo dello sviluppo sostenibile e dell’educazione e formazione.
Barbara D’Annunzio, responsabile del progetto PLIDA (Progetto Lingua Italiana) della Società Dante Alighieri Roma, e Rosalba Favara, esperta di metodi educativi, hanno evidenziato la centralità del linguaggio come mezzo di integrazione tra culture, richiamando l’attenzione sulle trasformazioni della lingua italiana nel corso del tempo.
Sono state analizzate le modalità di diffusione dell’italiano in Danimarca, spiegando come la nostra lingua abbia acquistato una nuova immagine di "utilità", non solo dal punto di vista culturale ma anche in ambito lavorativo, come espressione di varietà culturale e di apertura ad un pubblico non solo di origine italiana.
L’evento, svoltosi in lingua italiana con traduzione simultanea in danese, si è chiuso con un apprezzato italian light dinner curato da un ristoratore italiano di Copenaghen. (aise)


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