TROMBETTA ALLA CAMERA SULLA BREXIT

TROMBETTA ALLA CAMERA SULLA BREXIT

ROMA\ aise\ - È di pochi minuti fa l’intervento alla Camera in un’audizione informale dell’Ambasciatore a Londra Raffaele Trombetta, che ha parlato dell’impatto del recesso britannico dall’Unione, con particolare riferimento alla situazione dei nostri connazionali.
“Quello della tutela dei diritti degli italiani residenti in Uk – ha esordito Trombetta – è stato il tema principale del negoziato con il Governo britannico”.
L’intervento dell’ambasciatore si è diviso in tre argomenti principali: l’azione che l’ambasciata ha svolto negli ultimi mesi; le riflessioni sul negoziato e un accenno al libro bianco pubblicato dal Governo Uk il 6 luglio scorso.
“Riguardo l’azione dell’ambasciata – ha detto Trombetta – abbiamo agito sotto tre profili: nei confronti dei nostri concittadini, in rapporto alle ambasciate di altri Paesi con rappresentanze in Uk importanti come la nostra e in rapporto alle autorità britanniche a vari livelli”.
“Per quanto riguarda la nostra collettività – ha proseguito l’ambasciatore – che conta circa 370 mila unità di cittadini iscritti all’Aire, numero che raddoppia se consideriamo quelli ancora non iscritti, abbiamo attivato un servizio informativo il più accurato possibile, sia per rassicurare i nostri concittadini, sia per raccogliere le loro aspettative, che abbiamo poi incanalato nelle trattative che si svolgono a Bruxelles”.
“Per fare questo, ci siamo avvalsi di vari strumenti: in ogni occasione istituzionale, per esempio, abbiamo cercato di organizzare incontri con rappresentanti della nostra collettività; abbiamo rilasciato molte interviste sui media, sia quelli italiani in Uk, sia quelli inglesi. Io stesso ho avuto varie interviste su radio e tv britanniche, dove ho sempre puntualizzato che al centro della mia attività c’è la tutela dei diritti degli italiani”.
“Abbiamo poi creato una pagina web – ha informato Trombetta – e istituito un apposito help desk; inoltre abbiamo formato un gruppo di consultazione informale, formato dai rappresentanti del Comites e del Cgie. Un gruppo che è diventato utilissimo anche per il coordinamento di azione con le altre ambasciate per che è diventato punto di riferimento per le stesse autorità britanniche”.
Riguardo i rapporti dell’ambasciata con le autorità locali, il diplomatico ha ribadito che “In tutti gli incontri, a tutti i livelli, c’è stato al centro della discussione il benessere dei nostri concittadini. Proprio per questo, per il 13 settembre, abbiamo organizzato un incontro tra i rappresentanti dell’Home Office e della nostra collettività. Sarà un’occasione importante per portare aspettative, discutere istanze e affrontare preoccupazioni”.
Importante, tra le altre cose, il ruolo dei parlamentari eletti all’estero: “Ci tengo a sottolineare il rapporto costante ed estremamente proficuo che c’è stato con i parlamentari eletti all’estero, soprattutto con quelli che, negli anni, hanno sviluppato un particolare legame con la collettività italiana in Uk”.
Per quanto riguarda il negoziato tra l’Europa e la Gran Bretagna, l’ambasciatore italiano a Londra ha parlato dell’accordo raggiunto nel marzo scorso riguardo le garanzie da fornire ai cittadini europei.
“ Il consiglio europeo – ha detto - su questa parte ha dato una sostanziale luce verde. L’intesa raggiunta nella circostanza copre lo status dei cittadini europei nel Regno Unito e britannici nei paesi europei fino alla conclusione della fase di transizione, cioè al 31 dicembre 2020.
È un accordo cui diamo un giudizio positivo, dove è stata inserita, su nostra insistenza, una parte dettagliata sulle procedure amministrative. L’articolo è di ben 4 pagine”.
L’ambasciatore ha ricordato anche i criteri stabiliti a giugno dal Governo inglese per concedere il Settled Status ai cittadini europei: la prova d’identità, la prova di risiedere in Uk da almeno 5 anni e l’assenza di gravi processi penali.
“Tutte le procedure per richiedere il Settled Status – ha specificato l’ambasciatore – che in ogni caso non sarà possibile espletare prima di marzo 2019, potranno essere fatte online. Tuttavia – ha aggiunto – sarà possibile, sempre grazie alla nostra insistenza, inoltrare la richiesta anche in via cartacea e spedirla per posta. Soprattutto nei casi in cui l’utente abbia difficoltà a usare il PC”.
Poi l’ambasciatore ha ripetuto che “Chi allo scadere del 31 dicembre 2020 non abbia maturato 5 anni di residenza in Regno Unito, potrà richiedere il Pre-Settled Status, che, una volta raggiunti i 5 anni, garantirà l’ottenimento del Settled Status”.
“Inoltre – ha  ricordato – ci sarà la possibilità di inoltrare la richiesta entro i sei mesi successivi alla scadenza del 31 dicembre 2020, purché si dimostri di essere residente in Uk da prima della suddetta scadenza”.
Riguardo i costi, Trombetta ha chiarito che “ammonteranno a quelli del rilascio di un normale passaporto britannico: 65 sterline per gli adulti, 45 per i minori di 16 anni”.
“La nostra attenzione – ha  precisato – è focalizzata a chiudere questo pacchetto e a vigilare su quella che sarà la fase delicata di attuazione dell’accordo. Chiediamo in tal senso ai nostri connazionali di mantenere alta la vigilanza per segnalare e far fronte a possibili episodi di discriminazione verso i nostri connazionali, che – nonostante il clima di grande collaborazione con le autorità britanniche – non possiamo escludere a livello locale o episodico”.
Per concludere il capo della diplomazia italiana in UK  ha  ricordato che “Nel libro bianco sul futuro delle relazioni con l’Europa, il governo britannico ha definito abbastanza chiaramente la sua posizione verso quella che sarà la mobilità in entrata. Sostanzialmente - ha osservato - cessa la libera circolazione e viene introdotto un nuovo schema di mobilità professionale, che collegherà il diritto di accedere nel Paese a un’offerta di lavoro. Resta alto l’interesse per il programma Erasmus e, contestualmente, ci sarà un programma di mobilità ad hoc per gli studenti”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi