UNA CORNUCOPIA DI CULTURA ITALIANA – DI FRANCESCO D’ARELLI

UNA CORNUCOPIA DI CULTURA ITALIANA – di Francesco d’Arelli

MONTREAL\ aise\ - Nei tempi antichi la fertilità e la generosità della natura e, per emulazione, dell’uomo stesso erano espresse a mo’ di cornucopia, il “corno dell’abbondanza”, raffigurato ricolmo di frutti e abbellito di fiori e di erbe. Correva anche come attributo di dei e divinità, quasi sempre considerati benevoli e magnanimi e non di rado segno inconfondibile di prosperità e di augurio: ad esempio, la dea Fortuna. Ebbene, aprile è il tempo della cornucopia dell’Istituto Italiano di Cultura di Montreal, per la sua abbondanza di cultura italiana, varia e ricca di primizie.
In primis, l’armonia della musica, la perfezione universale intellegibile a tutti, al di là dell’umano troppo umano: i pianisti italiani Lorenzo Di Bella e Gianluca Luisi si esibiscono alla Maison Symphonique di Montréal, diretti dal maestro Michel Brousseau nell’esecuzione dei “Carmina Burana” di Carl Orff, un’opera sontuosa per l’imponenza del coro e il tempo incalzante. Tuttavia, l’evento musicale dell’anno, con il concorso anche dell’Istituto, è senza dubbio il concerto del superbo pianista italiano Maurizio Pollini alla Maison Symphonique de Montréal, una città che lo vide l’ultima volta circa trent’anni fa! Pollini è per molti critici da annoverare fra i più grandi e celebri pianisti dell’era contemporanea.
La filosofia si anima col pensiero di Achille C. Varzi, professore della Columbia University, e in particolare con due conferenze: una, offerta al Department of Philosophy della McGill University e, l’altra, all’Istituto Italiano di Cultura, dove rivela, fra altro, come la filosofia sia anche “una sfida in cui il pensiero parte dalla semplicità delle cose quotidiane” per mostrarne in definitiva la meravigliosa complessità.
Il 2018 è l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e in tale contesto l’Italia può vantare un primato indiscusso e impareggiabile, tanto che anche la mostra “Reines d’Égypte” (10 aprile-4 novembre 2018), dedicata all’antica civiltà egiziana e organizzata, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura, dal Musée Pointe-à-Callière, cité d’archèologie et d’histoire de Montréal, espone in gran parte manufatti e reperti provenienti dalle collezioni del Museo Egizio di Torino, una prestigiosa istituzione museale italiana e testimone al contempo della più vivace tradizione egittologica nostrana. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e Alessia Fassone, curatrice, arricchiscono la presenza italiana con le conferenze al Musée Pointe-à-Callière, rispettivamente intitolate: “The village of Deir el-Medineh and the Schiaparelli excavations” e “The Valley of the Queens and the discovery of the tomb of Nefertari”.
Il teatro trova la luce con una delle maschere più nobili e raffinate della tradizione italiana e in ispecie partenopea: il Principe Antonio de Curtis, in arte “Totò”, rievocato con poesie, musica, aneddoti nello spettacolo teatrale di Patrizio Rispo e Daniela Fiorentino. Valgano per tutte le parole scritte anni or sono da Umberto Eco: “In questo universo globalizzato in cui pare che ormai tutti vedano gli stessi film e mangino lo stesso cibo, esistono ancora fratture abissali e incolmabili tra cultura e cultura. Come faranno mai a intendersi due popoli di cui uno ignora Totò?”.
Uno “Spécial cinéma italien” (14 aprile), dedicato all’esperienza umana della migrazione vissuta da diverse generazioni di Italiani, è ospitato dal ricco programma del Festival Cinéma du Monde de Sherbrooke (9-15 aprile), grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. I giovani registi italiani Giovanni Princigalli (“La Fiancée”, 2017) e Roberto Zorfini (“Mannaggiamerica”, 2017) e la regista italocanadese Anita Aloisio (“Creatori d’Italicità nel cinema canadese”, 2017) partecipano al Festival, presentandovi e discutendo le loro ultime opere.
Matteo Berton, un altro giovane disegnatore e illustratore italiano noto nel mondo per il carattere distintivo del suo tratto, partecipa, col sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura, alla 31a edizione (7-15 aprile) del prestigiosissimo Festival Québec BD, nato nel 1988 come Festival de la bande dessinée francophone de Québec e divenuto da subito un appuntamento classico della primavera, pieno di esposizioni, incontri e dibattiti fra i principali protagonisti di tal genere d’arte, i tanti lettori e i non pochi produttori.
Ad aprile comincia anche il secondo ciclo de La Piazza – littéraire, il progetto di dialogo e confronto culturale inaugurato dall’Istituto Italiano di Cultura con l’Union des écrivaines et des écrivains québécois (UNEQ) e che trova nella Maison des écrivains il luogo ideale per una comunanza d’intenti e di sensibilità creative. Gabriella Bianco, autrice de La rose de Monteverdi (Société des Écrivains, 2018), si confronta e dialoga con la scrittrice Micheline Lachance, soffermandosi in particolare sulla tecnica compositiva del romanzo storico e sulle sue peculiarità linguistiche e stilistiche.
La dominante vocazione consumistica dell’odierna civiltà, che ha in profondità e ineluttabilmente eroso ogni fonte di valori per il solo sacrificio alla “meno dignitosa delle cose umane, come è il denaro”, alla fin fine resta la via maestra per comprendere e investigare tutte le storture della vita quotidiana. Il disagio indefinibile, la permanente insoddisfazione e persino la brama incontenibile, tutti segni del caos regnante, si riverberano così tersi sulla trama narrativa de Il sogno di Toloma, romanzo di Nino Famà, siciliano giunto in Canada in giovane età e professore emerito della University of Waterloo. Con l’autore e Francesco Loriggio, professore emerito della Carleton University di Ottawa, l’Istituto Italiano di Cultura presenta questa delicata e sensibile opera, specchio di un “modus vivendi” di tutti, senza esclusione alcuna. Altro e simile coacervo di esperienze stimolate solo dalla pervicacia del consumo è la “pornocultura”, tema essenziale dell’arguto saggio di Claudia Attimonelli e Vincenzo Susca. Certo, è un mondo di cui tuttora “la forma, il senso, l’etica” sono da intendere completamente, ma per converso rivela la devastazione dei mondi passati e il trionfo di un azzeramento, di un nichilismo senza aspirazioni voluti solo ed unicamente per la “meno dignitosa delle cose umane, come è il denaro”! C. Attimonelli e V. Susca sono anche ospiti, per volontà dell’Istituto, del BlueMet/Metropolis Bleu Festival (20-29 aprile), il Festival littéraire International per eccellenza di Montréal e del Québec, giunto quest’anno alla sua 20a edizione. L’Istituto Italiano di Cultura e l’Association of Italian Canadian Writers (AICW) sono protagonisti, secondo oramai una consuetudine, di un’intera giornata (29 aprile) del programma del Metropolis Bleu Festival, un’occasione per workshop, letture, dibattiti e presentazioni di esordienti scrittori italocanadesi. Significativa è la presentazione dell’opera intitolata “People, Places, Passages: An Anthology of Canadian Literature”, edited by Giulia De Gasperi, Delia De Santis, Caroline Morgan Di Giovanni (Longbridge Books, 2018), una raccolta di brevi racconti, poesie… in lingua inglese, francese e italiana scritti da circa un centinaio di autori noti ed emergenti. “The volume – come si legge nella sua presentazione – is the most comprehensive collection yet of Italian-Canadian writing, and a milestone in the history of the Association of Italian Canadian Writers (AICW), whose thirtieth anniversary coincides with the publication of this volume. The writings in this anthology take readers on a journey through a myriad worlds and themes: Canada and Italy, past and present, immigration, language, memory, friendship, love, fear, mystery…”.
La creatività, in tutte le sue forme, e il conseguente diritto di proprietà intellettuale o più banalmente “diritto d’autore”, sono inoltre il tema della conferenza “Créativité: les droits d’auteurs” (22 aprile), organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Goethe-Institut nell’ambito del network “Lisez l’Europe” e in occasione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, ufficialmente celebrata il 23 aprile, come fissato dalla risoluzione UNESCO del novembre 1995. Fra i relatori, esclusiva è la partecipazione di David Lametti, italocanadese, Professor of Law alla McGill University, dal 2015 “Parliamentary Secretary” del Ministero dell’Innovazione, scienza e sviluppo economico, nonché fra i maggiori specialisti di “Civil and common law property, intellectual property and property theory”.
“Dulcis in fundo”, due conferenze della serie de “Il Genio vagante: Italiani di arte, lettere, scienze… nel mondo”, il programma più entusiasmante dell’Istituto Italiano di Cultura e lo spazio più vitale d’incontri riservato da più di un anno ai giovani Italiani giunti in Québec o solo di passaggio per l’America del Nord. Carlotta Colarieti, curatrice dell’antologia “effe – Periodico di Altre Narratività”, un variegato e itinerante progetto editoriale, contribuisce alla serie de “Il Genio vagante” discutendo e presentando le vie e i possibili modi per perseguire in Italia un’editoria indipendente e aperta sovrattutto ai giovani scrittori. Infine, il genio controverso, unico e irripetibile di Caravaggio è il tema della conferenza di Alessandro Giardino, Assistant Professor alla St. Lawrence University di Canton (New York), che, fra altro, si intrattiene anche sull’impeto partenopeo e sul femmineo nell’opera immaginativa del pittore. (francesco d’arelli*\aise)
* direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Montreal 

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