L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SUL FRIULI VENEZIA GIULIA

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sul Friuli Venezia Giulia.
LA SCHEDA IDOS
All’inizio del 2018 quasi 12mila attività imprenditoriali in Friuli Venezia Giulia sono guidate da lavoratori di origine immigrata, un numero in crescita, pari a un nono di tutte le aziende registrate sul territorio regionale (11,5%), l’incidenza più elevata di tutto il Nord Est e la quinta tra tutte le regioni italiane.
Trieste, d’altra parte, rappresenta la seconda provincia del Paese per incidenza delle attività indipendenti degli immigrati sul totale delle aziende locali (16,0%) e Gorizia l’ottava (13,1%). Si tratta, infatti, di una regione “di frontiera”, in cui l’imprenditorialità dei migranti giunti nel corso degli ultimi decenni, attratti dalle esigenze dei sistemi economico-produttivi locali, si affianca a quella di comunità storiche (come quella slovena) o di più antico insediamento (come quella serba o kossovara), come pure all’iniziativa imprenditoriale dei discendenti dei migranti friulani del passato che rientrano in regione e avviano un’attività di lavoro indipendente (verosimilmente numerosi – se non prevalenti – nel gruppo dei nati in Svizzera o in Francia: due Paesi ben rappresentati tra i territori di nascita dei piccoli imprenditori immigrati in regione, in particolare nelle aree di Pordenone e Udine).
La graduatoria dei principali Paesi di origine degli immigrati titolari di imprese individuali sul territorio evidenzia in particolare il peso dei nati in Serbia (i più numerosi: 9,6% del totale) e in Svizzera (8,2%) e, a seguire, i membri di collettività legate agli intensi flussi di migranti economici degli ultimi anni: cinesi (8,1%), albanesi (7,8%), romeni (7,8%) e marocchini (5,4%).
Dal dettaglio provinciale si evince il peso specifico che i nati in Svizzera assumono soprattutto a Pordenone (11,5%) e Udine (11,6%), mentre i serbi si evidenziano a Trieste, dove rappresentano oltre un quarto dei piccoli imprenditori immigrati (27,7%), ma anche a Gorizia (8,5%). Nonostante le profonde difficoltà degli ultimi anni, anche in Friuli Venezia Giulia i lavoratori di origine immigrata, nella loro varia composizione, hanno riconosciuto nell’avvio di un’attività indipendente una possibile strategia di resistenza alla crisi.
Il numero delle imprese da loro gestite è infatti aumentato di quasi un decimo negli ultimi cinque anni (+9,3%) e dell’1,6% nel corso del solo 2017 (189 aziende in più), mentre le attività in mano a lavoratori autoctoni sono diminuite complessivamente del 6% nel quinquennio e dello 0,7% nell’ultimo anno. Prevalgono le ditte individuali, quantificabili in circa i tre quarti del totale.
I dati di InfoCamere attestano la presenza di quasi 9mila immigrati titolari di questo tipo di attività in tutta la regione, concentrati per oltre i due quinti nella Provincia di Udine (43,8%), per quasi un quarto in quella di Pordenone (23,4%) e per una quota di poco inferiore a Trieste (22,1%), mentre il decimo restante opera nell’area di Gorizia (10,7%). In tutti i casi il principale settore di inserimento è quello dei servizi, che raccoglie il 54,5% delle attività qui considerate, una quota che tocca il livello massimo a Pordenone (59,3%) e quello minimo a Gorizia (49,6%), a fronte di una media nazionale del 61,3%. L’industria si attesta al 39,6% a livello regionale, arriva al 46,1% a Trieste e scende al 31,9% a Pordenone, mentre la media nazionale si attesta al 32,8%. L’agricoltura, infine, che sul piano regionale raccoglie il 4,4% degli immigrati titolari di un’impresa individuale, a fronte del 3,1% della media italiana, rappresenta un bacino di inserimento di maggiore rilievo a Pordenone (7,4%).
A trainare l’inserimento nel terziario è il commercio (25,9%), che raccoglie quasi 1 piccolo imprenditore immigrato ogni 3 a Pordenone (29,8%), 1 ogni 4 a Udine (25,7%) e Gorizia (24,4%) e una quota appena inferiore a Trieste (22,7%). Seguono i servizi ristorativo-alberghieri (10,5%), terzo comparto di attività in tutte le province. L’edilizia, che raccoglie oltre un terzo degli immigrati titolari di una ditta individuale in regione (34,2%), si evidenzia come primo comparto di attività a Trieste (42,9%), Gorizia (40,9%) e Udine (32,6%) e come secondo a Pordenone (25,8%). (aise) 

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