“BOLOGNA DA QUEL MOMENTO FU LIBERA”: UNA MOSTRA RIEVOCA LA STORIA

“BOLOGNA DA QUEL MOMENTO FU LIBERA”: UNA MOSTRA RIEVOCA LA STORIA

BOLOGNA\ aise\ - Il percorso di Bologna e dei bolognesi nelle vicende del Risorgimento nazionale è scandito da alcune date e da alcuni eventi significativi: tra quelli di maggior rilievo si colloca la giornata fortemente vissuta e partecipata del 12 giugno 1859 quando, in seguito alle sconfitte subite a Palestro e Magenta ad opera delle truppe franco-piemontesi, le truppe austriache a presidio di Bologna si ritirarono definitivamente oltre il Po provocando la fine del governo pontificio sulla città e il suo territorio dopo tre secoli e mezzo di potere temporale. Di lì a pochi mesi, in un rapido succedersi di avvenimenti, l’intera Emilia-Romagna si sarebbe unita alla monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II, futuro Re d’Italia, portando a compimento per Bologna il processo di Unificazione nazionale avviato alcuni decenni prima.
Nelle prime ore di quella memorabile giornata, gli austriaci uscirono dalla città mentre i futuri uomini di governo vegliavano a Palazzo Pepoli. Così il notaio Enrico Bottrigari annota nella sua celebre Cronaca di Bologna (1845-1871) la partenza dei contingenti imperiali e il sentimento della folle festante che cominciò a uscire nelle strade, riempire le piazze e occupare le porte della città, le carceri e le sedi delle rappresentanze del governo: “Bologna da quel momento fu libera, e tale si mostrava in tutta la sua gioia, dopo dieci anni di schiavitù!….Ognuno intanto aveva ornato il cappello ed il petto della coccarda tricolore e l’universale entusiasmo si propagava come una scintilla elettrica”.
Proprio dalle parole Bottrigari prende il titolo la mostra “Bologna da quel momento fu libera. Episodi, aspetti e memoria del 12 giugno 1859” promossa dal Museo civico di Bologna | Istituzione Bologna Musei con la curatela di Mirtide Gavelli e Otello Sangiorgi, che ripercorre episodi e aspetti di quel periodo memorabile, attraverso l’esposizione di reperti risorgimentali e documenti originali, normalmente non visibili al pubblico: la battaglia della Montagnola svoltasi l’8 agosto, il predominio degli Austriaci sulla città nel decennio 1849-1859, la giornata del 12 giugno e il rapido succedersi dei governi provvisori, il formarsi di un esercito e della Guardia Nazionale, la memoria celebrativa di quella data nel processo di formazione della coscienza e dell’identità nazionale.
La mostra è stata inaugurata sabato, 18 maggio, e sarà aperta al pubblico sino al 14 luglio.
Il giorno di un evento capitale per la storia sia locale sia nazionale fu scelto simbolicamente per l’inaugurazione dello stesso Museo del Risorgimento nel 1893, in una sala adiacente al Museo Civico Archeologico, in cui trovarono un punto di convergenza, anzi di vera e propria identificazione, le esigenze simboliche di autorappresentazione della cittadinanza e quelle del potere costituito.
Tra i cimeli più preziosi esposti in mostra figura la bandiera tricolore che per prima sventolò sopra la porta principale del Palazzo Comunale, issata alle prime luci dell’alba del 12 giugno 1859 dopo l’abbassamento dell’insegna pontificia. Il vessillo fu poi conservato presso il Comando dei Pompieri Civici fino al 1909 quando, in occasione del 50° anniversario della storica data, il Municipio decretò la sua consegna al Museo del Risorgimento. Il cimelio, composto da 3 porzioni verticali di tessuto in cotone unite insieme da una cucitura di punti fitti eseguiti con filo rosso, è stato sottoposto a un intervento di recupero conservativo che ne ha ricostruito la parte rossa, particolarmente degradata. Da notare, a titolo di curiosità, il dettaglio della scritta in basso al centro - Primo vessillo inalzato alla Gran Guardia di Bologna dalle Guardie Urbane la notte 12 Giugno l’Anno 1859 - che, oltre a contenere un errore (“inalzato” invece cdi “innalzato”) è stata fatta senza tenere conto dell’orientamento della bandiera: il verde, infatti, dovrebbe stare a sinistra, e non a destra.
Un altro simbolo dal forte potere evocativo di quella giornata è la bandiera utilizzata dagli studenti dell’Università di Bologna quando scesero in piazza inneggiando alla caduta del potere temporale dei papi, e nelle successive manifestazioni patriottiche nel 1859-1860. Il vessillo fu consegnato da Teresa Mondini, moglie del patriota Savino Savini, al conte Giovanni Codronchi Argeli, allora capo degli studenti che in seguito divenne deputato e senatore. Donato al Museo del Risorgimento nel 1909 dal cavaliere Virginio Savini, figlio di Teresa e Savino, esso venne esposto nello stesso anno nella mostra celebrativa della ricorrenza. Lo stemma sabaudo cucito al centro della bandiera venne aggiunto in un secondo momento e differisce per molti aspetti dallo stemma ufficiale di Casa Savoia.Non mancano poi militaria come due esemplari di uniformi della Guardia Nazionale entrambe del 1859 - una da Maggiore con sciarpa azzurra, kepì, cinturino e sciabola, l’altra da truppa con kepì, cinturino e daga – che rinviano al periodo in cui il commissionario di Bologna Leonetto Cipriani istituì questa forza armata con il duplice scopo di mantenere la sicurezza pubblica e frenare allo stesso tempo gli entusiasmi dei numerosi seguaci di Garibaldi, mentre la presenza degli austriaci a Bologna durante gli anni ‘50 del XIX secolo è documentata da un kepì da ussaro per truppa, immagini fotografiche e testimonianze artistiche come un olio su cartone di Silvio Faccioli che raffigura una guardia e un tamburino e un disegno con figurino militare.
La mostra offre un’estensione multimediale dei contenuti informativi grazie all’uso di un codice QR presente nelle diverse vetrine con il quale, attraverso l’accesso al portale www.storiaememoriadibologna.it, è possibile consultare notizie e approfondimenti sui diversi oggetti esposti, in modo da apprezzarne pienamente la storia e il significato. L’iniziativa espositiva, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale 8cento, inaugura sabato 18 maggio alle ore 11.30 nell’ambito della manifestazione Bologna 1848-1859 rievocazione storica in cui, tra il 18 maggio e il 12 giugno, sono previste numerose ricostruzioni storiche e riproposizioni spettacolari di episodi avvenuti tra il 1848 e il 1859 durante il dominio austriaco, oltre a rientrare nel calendario Rievocazioni Storiche Emilia-Romagna.
Fa inoltre parte di Bologna Estate 2019, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Destinazione Turistica. (aise)


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