BREXIT E DINTORNI

BREXIT E DINTORNI

ROMA – focus\aise\ - Si è parlato anche di Brexit - e non poteva essere altrimenti – nel corso degli incontri che il sottosegretario agli Affari Esteri, Ricardo Merlo, ha avuto a Londra. Accompagnato dal direttore generale della Farnesina, Luigi Vignali, il sottosegretario ha incontrato l’ambasciatore Raffaele Trombetta, il console generale Villani, i rappresentanti del Comites di Londra e Manchester ed i consiglieri CGIE.
Proprio un consigliere del Comites di Londra, eletto nella lista "Moving Forward", Andrea Pisauro, ha lanciato una petizione per chiedere al Parlamento britannico di votare a favore di un'estensione dell'articolo 50 ed impedire un "no deal" in vista della Brexit. Il Comites di Londra ha deciso all'unanimità di sostenere la petizione lanciata da Pisauro, nell’ambito della campagna "Take a break from Brexit". La petizione - che può essere sottoscritta da tutti i cittadini britannici ed europei residenti in UK –è stata firmata da quasi 4mila persone. Al traguardo delle 10mila sottoscrizioni il Governo inglese dovrà rispondere alla petizione. A 100mila sottoscrizioni, la petizione sarebbe oggetto di dibattito parlamentare.
Sabato 23 febbraio è invece in programma a Belfast un incontro informativo sulla Brexit organizzato dai Comites per Scozia e Irlanda del Nord e dai patronati INCA-CGIL e ITAL-UIL a Londra, in collaborazione con il Consolato Generale di Edimburgo. Sarà presente il console generale, Fabio Monaco. L’incontro si terrà a partire dalle ore 13.30 presso la sede centrale di Queen’s University, nel Lecture Theatre, e sarà così articolato: discorsi introduttivi dei partecipanti; una sessione di domande dal pubblico; possibilità di colloqui individuali con tutti i partecipanti per rispondere a ulteriori domande e discutere casi particolari, proprio come a giugno scorso durante la prima edizione de "Il punto della situazione". È necessario confermare la propria adesione entro domenica prossima, 17 febbraio, scrivendo a belfast.onorario@esteri.it e specificando il numero di persone che parteciperanno ed eventuali domande di interesse generale su Brexit che si vorrebbero fossero fatte ai partecipanti durante la sessione di dialogo con il pubblico.
Intanto in Italia i parlamentari eletti all’estero continuano nella loro opera di sensibilizzazione della politica italiana nei confronti della Brexit.
Massimo Ungaro, deputato Pd eletto in Europa, in vista delle elezioni europee, ha presentato una interrogazione per chiedere al Governo di consentire ai connazionali residenti nei due Paesi di votare nei seggi allestiti dai consolati. A maggio, quando si voterà, la Gran Bretagna sarà diventata, come d'altro canto già la Confederazione Elvetica, "Paese terzo" pur insistendo nello spazio geografico europeo. Alle elezioni europee non si applica il sistema del voto per corrispondenza e gli elettori italiani aventi diritto e stabilmente residenti nei Paesi dell'Ue votano presso le apposite sezioni elettorali istituite dalla rete diplomatico-consolare italiana. "In Gran Bretagna e in Svizzera", ha osservato Ungaro, sono più un milione gli italiani aventi diritto al voto e che non potranno votare il prossimo anno a meno di non intraprendere uno "scoraggiante" – in termini di propensione alla partecipazione al voto – viaggio nella Penisola per esercitare questa fondamentale prerogativa".
Su un altro fronte, il senatore Raffaele Fantetti e l’onorevole Fucsia Nissoli, eletti entrambe all’estero con Forza Italia, hanno presentato una interrogazione ai ministri Moavero e Salvini, rispettivamente al Senato e alla Camera, per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane con coniuge straniero presenti nel Regno Unito, in un momento difficile come quello della Brexit. Nel dispositivo i due parlamentari chiedono "se i ministri interrogati intendano attivarsi per disporre un incremento di risorse economiche e umane in servizio presso il Consolato Generale d’Italia ed emanare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, atti specifici e urgenti, affinché il prolungamento dei termini per la concessione della cittadinanza e la richiesta della conoscenza della lingua italiana non abbia effetto sulle richieste di cittadinanza presentate dai coniugi non italiani di cittadini italiani residenti nel Regno Unito, almeno fino al termine del periodo di transizione durante il quale il Regno Unito continuerà ad applicare le normative europee (previsto per il 31 dicembre 2020)".
Infine della questione Brexit si è occupato anche l’Ufficio di Presidenza del "Comitato sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese", che, costituito nell’ambito della Commissione Esteri della Camera, si è riunito per la prima volta la scorsa settimana per definire la programmazione dei lavori dello stesso Comitato. (focus\aise) 

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