CON LO SGUARDO ALL’EUROPA GARANTISTA E LIBERTARISTA: BERGAMINI E SANSONETTI LANCIANO IL LORO NUOVO “RIFORMISTA”

ROMA \ aise\ - In una sala stampa della Camera dei Deputati gremita, mercoledì scorso Deborah Bergamini (FI) e Piero Sansonetti hanno presentato il rilancio de “Il Riformista”, che tornerà in edicola il 29 ottobre.
“Sarà un giornale all’insegna del garantismo e delle libertà individuali”, ha precisato Bergamini, deputata di Forza Italia, “aperto a tante collaborazioni, e sarà per me un’avventura inaspettata e folle, per aiutare il nostro il nostro paese a crescere nella libertà”.
Piero Sansonetti, che sarà direttore responsabile, ha subito precisato che nella coppia editoriale Deborah Bergamini, oltre che condirettore, sarà anche “l’acqua santa” ed ha sottolineato che, come da lei stessa precisato, non rappresenterà Forza Italia, con la quale è stata eletta, ma lei stessa, quale giornalista e grande esperta del mondo dell’informazione.
“Speriamo di dare vita ad una fabbrica di confronto, ma confronto aperto, rispettoso e sui contenuti, non soltanto sugli slogan e sulle battute lanciate in aria. In questi anni, e lo dico da deputato”, ha detto Bergamini, “la politica ha perso molta spinta rispetto ai contenuti, rispetto alla visione del mondo da proporre. Invece qua dobbiamo focalizzarci sui contenuti, capire le cose e non indirizzare i lettori, ma aiutarli se possibile, se siamo capaci, a capire tante cose, senza tatuargli addosso un’opinione. Questo sarà il nostro tentativo. Ho accettato perché questo sarà un giornale garantista, sarà un giornale che parlerà di libertà individuali che oggi sono sempre più compresse e che invece dobbiamo tornare ad allargare. Sarà un giornale un giornale che parlerà di persona e che rispetterà sempre e comunque le opinioni diverse”.
Piero Sansonetti, che a differenza della Bergamini viene dalla sinistra, con un passato anche in quella estrema, ha precisato: “stamattina leggendo i giornali ho trovato due dei motivi fondamentali per i quali fondiamo questo giornale. Uno è l’intervista al ministro Bonafede che spiega che le manette agli evasori sono una rivoluzione culturali. Cioè, la modernità è riempire le carceri. La modernità della democrazia alla quale stiamo aspirando, la rivoluzione, non so se maoista, è quella di riempire il più possibile le carceri. Possibilmente con i ricchi. I poveri già ci stanno, ma magari ne aggiungiamo ancora un po’. Ma aggiungiamo anche molti ricchi. Qual è la giustizia sociale? Quella di mettere tutti in galera. La seconda è la sentenza della Corte di Cassazione su mafia capitale. Prima della Cassazione, solo una sparutissima compagnia di intellettuali diceva che Mafia Capitale era una boiata pazzesca. Che non c’era traccia di Mafia. Magari sarebbe opportuno sapere cosa è la mafia prima di dare del mafioso a tutti. Perché non è solo un modo per criminalizzare, ma è anche minimizzare la mafia, raccontando la mafia come una piccola organizzazione di tangentari e non come quella clamorosa organizzazione che ha messo a ferro e fuoco l’Italia e ucciso decine e decine di esponenti politici – che ogni tanto pagano un prezzo di sangue - di magistrati, di poliziotti”.
Quanto alla linea politica del giornale, Sansonetti ha dichiarato: “sarà un giornale apertissimo, ma con una fortissima linea politica. Noi abbiamo una linea politica: la linea politica è la creazione di un’area riformista che oggi non c’è più, basata sulle idee liberali sulle idee socialiste, comunque sulle idee libertarie. Il libertarismo è il lume che ci tiene insieme. E comunque sulle idee garantiste. C’è un bisogno estremo di garantismo che è ridotto ormai ai minimi termini in una società in cui il ministro Bonafede non dice una fesseria: esprime un senso comune, che va da destra a sinistra. Che il problema della modernità è reprimere. Questa è un’idea che dilaga a destra e a sinistra. Dilaga nella Lega e nei Cinque Stelle e nell’aria dell’estrema sinistra. Ricreare l’area riformista è un compito mostruoso che ci diamo e che va al di là delle questioni partitiche”.
Il Riformista avrà una versione on line con una grafica molto pulita, che potrà essere letta a pagamento. Ispirandosi anche alle più avanzate esperienze garantistiche e libertarie europei, si avvarrà di collaboratori dalle altre capitali europee, ed in modo particolare da Bruxelles. Nella consapevolezza che il libertarismo ed il garantismo sono valori a rischio nel nostro Paese, e che ogni forza disponibile sul campo per arginare una deriva liberticida nella patria di Cesare Beccaria debbano essere utilizzate. Indipendentemente dalle appartenenze politiche, religiose o filosofiche. (alessandro butticé\aise)