ELEZIONI EUROPEE/ UNGARO E SCHIRÒ (PD): I CERTIFICATI ELETTORALI PER L'ESTERO SONO MASCHILISTI

ELEZIONI EUROPEE/ UNGARO E SCHIRÒ (PD): I CERTIFICATI ELETTORALI PER L

ROMA\ aise\ - "Decine di connazionali all’estero scrivono alla nostra posta elettronica segnalandoci che le elettrici italiane all’estero stanno ricevendo certificati elettorali con il cognome loro e dei mariti". Ne danno notizia Massimo Ungaro e Angela Schirò, deputati del PD eletti nella circoscrizione Estero – Europa, con Ilaria Maselli, segretaria del PD Bruxelles, e gli attivisti femministi Paola Panzeri e David Rinaldi.
"Abbiamo chiesto chiarimenti ad alcuni Consolati in Europa e ci è stato fatto notare che la questione è di mera competenza del Viminale", riferiscono Ungaro e Schirò, aggiungendo che "proprio per la prossima tornata elettorale il Ministero dell’Interno, contrariamente alle scorse consultazioni elettorali - in occasione delle quali tale doppia indicazione appariva solo in corrispondenza della parte traslucida del plico - ha stabilito che il doppio cognome appaia anche sul certificato stesso".
"Una decisione che (sa di machismo) dà il segno dei tempi e che", concludono i due parlamentari PD, "ricorda il passato, un tempo in cui le donne erano "angeli del focolare" e che il ministro Salvini vorrebbe ritornasse".
Al riguardo nei giorni scorsi proprio il Viminale ha diffuso una nota chiarificatrice per i presidenti di seggio sull’ammissibilità al voto dei connazionali che presentino al seggio un certificato elettorale con dati difformi rispetto a quelli presenti sui documenti d’identità dell’elettore, come ad esempio il cognome da sposata aggiunto a quello da nubile presente nel documento rilasciato dal Paese di residenza, ma non sull’elenco degli elettori italiano. "[...] nel caso in cui l’Ufficio elettorale di sezione riscontri, in sede di identificazione dell’elettore, identico numero progressivo dell’elettore nella lista sezionale e nel certificato elettorale, ma discordanza tra i dati anagrafici dell’elettore stesso riportati sul certificato elettorale, sulla lista elettorale sezionale e sul documento di identificazione, il Presidente di seggio vorrà comunque considerare valida l’identificazione dell’elettore, procedendo conseguentemente alla sua ammissione al voto. [...]". (aise)


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