FIRMATO NUOVO PROTOCOLLO CHE RAFFORZA L'INTESA TRA REGIONE EMILIA-ROMAGNA E LA FRANCESE NOUVELLE-AQUITAINE

FIRMATO NUOVO PROTOCOLLO CHE RAFFORZA L

BOLOGNA\ aise\ - Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine sempre più vicine. Due regioni unite da una comune visione per rafforzare la cooperazione tra i protagonisti dei rispettivi sistemi territoriali, a partire da istituzioni, imprese, università, enti di ricerca. Un progetto ambizioso nel segno di un’Europa più forte e solidale, capace di dare risposte concrete alle sfide di oggi.
È l’obiettivo del nuovo protocollo di collaborazione sottoscritto questa mattina a Bologna, nella sede della Regione, tra il presidente Stefano Bonaccini e il presidente del Consiglio regionale della Nouvelle-Aquitaine, Alain Rousset.
Il nuovo protocollo consolida un’intesa nata vent’anni fa e punta ad allargare e approfondire numerosi temi quali lo sviluppo dell’agri-food, la nuova frontiera dei Big data e dell’intelligenza artificiale, con l’ambizione di far compiere un ulteriore salto di qualità ai rapporti di cooperazione tra due Regioni con una forte identità territoriale e tra le aree più avanzate d’Europa sotto il profilo economico, culturale e sociale.
Gli ambiti di comune interesse
Agricoltura e agroalimentare, economia innovativa, istruzione superiore e ricerca, cooperazione e rafforzamento istituzionale, educazione e giovani, cultura e cittadinanza, sviluppo e solidarietà internazionale: questi gli ambiti di collaborazione e di scambio fissati nel documento siglato dai presidenti Bonaccini e Rousset, in questi giorni visita in Emilia-Romagna con una delegazione francese.
Il rafforzamento di rapporti economici
Tra le priorità della rinnovata collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine l’esigenza di incrementare e rafforzare i rapporti economici tra le imprese dei rispettivi territori. La Francia è il secondo partner commerciale dell’Emilia-Romagna, che nel 2017 ha esportato nel Paese transalpino beni e servizi per un valore complessivo di 6,6 miliardi di euro, pari all’11% del totale regionale. Nello stesso anno, l’import regionale dalla Francia è stato di 4,1 miliardi (11,6%). Ancora: nel decennio 2008-2017 le esportazioni dell’Emilia-Romagna verso il Paese d’Oltralpe sono cresciute del 30,6%, evidenziando una dinamica molto più sostenuta rispetto alle importazioni (+2,7%).
Non solo, la Francia è uno dei principali Paesi di provenienza degli investitori stranieri in Emilia-Romagna, con aziende - solo per citare qualche nome - del calibro di Manitou (a Castelfranco Emilia), Marini (Alfonsine), Nespak (Massa Lombarda), Segula Technologies (Modena) e la Lactalis, nella cui orbita è finita la Parmalat.
Un altro tema di grande interesse comune è il rafforzamento della collaborazione nell’ambito della filiera dell’agrifood. Se n’è parlato in maniera più approfondita nei colloqui intercorsi con una delegazione guidata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. L’Emilia-Romagna aderisce insieme a Nouvelle Aquitaine e ad altre Regioni del Vecchio Continente alle reti europee Areflh (ortofrutta), presieduta proprio dall’assessore Caselli, e Arepo (prodotti a marchio tutelato), oltre alla coalizione Agri-Regions.
Partendo da questi rapporti già consolidati sono state gettate le basi per l’avvio di progetti congiunti nel campo della promozione e della protezione internazionale dei prodotti di qualità a marchio Dop e Igp. Spazio anche allo scambio di buone pratiche nella gestione delle risorse idriche e dei suoli, oltre ad azioni comuni per il contrasto al cambiamento climatico e a sostegno dell’agricoltura biologica e di montagna.
In primo piano Big data, alta formazione e industria 4.0
Di futuri investimenti anche sui Big data, intelligenza artificiale, industria 4.0, alta formazione e ricerca si è parlato nel corso della mattinata nell’incontro che la delegazione francese ha avuto con l’assessore regionale alle Politiche europee, Scuola e Università, Patrizio Bianchi. Tra gli argomenti affrontati anche l’insediamento a Bologna nel 2020 del Data Center del Centro meteo europeo, che si troverà casa nel nascente Tecnopolo all’ex Manifattura Tabacchi.
Sottolineata da ambedue le parti la volontà di sostenere la realizzazione di progetti di ricerca congiunti e di intensificare gli scambi nell’ambito della formazione individuale e la mobilità al di fuori del percorso formativo (servizio volontario europeo e servizio civile). Sarà inoltre dato impulso allo sviluppo di progetti culturali e artistici che fanno leva sui giovani.
La missione francese, che ieri pomeriggio ha visitato il parco agroalimentare Fico a Bologna e in serata ha fatto tappa all’Enoteca regionale di Dozza Imolese (Bo), ha proseguito oggi con gli incontri di lavoro alla Scuola di alta formazione dell’Università di Parma e alla Scuola internazionale di cucina Alma, a Colorno. Nel pomeriggio il rientro a Bologna per affrontare insieme all’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, i temi della collaborazione in campo economico e delle cosiddette “imprese di taglia intermedia” Eti, che vantano tra i 250 e 5 mila dipendenti. Un argomento, quest’ultimo, su cui la delegazione francese punta molto. (aise) 

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